Pluto Progetto Fauna onlus
- L'Associazione
- Pluto Progetto Fauna onlus, costituita nel 1991, è una onlus che si occupa di tutelare gli animali abbandonati e prevenire il randagismo. Responsabile della gestione del Rifugio Pluto House sino al marzo 2007, oltre ad aver provveduto all'intervento, cura, mantenimento e affidamento di oltre 6500 animali abbandonati, si occupa da sempre della promozione delle adozioni, della prevenzione degli abbandoni, dell'incentivazione delle sterilizzazioni, della salvaguardia delle colonie feline. Opera anche a livello preventivo, attuando campagne di sensibilizzazione e informazione nelle scuole di ogni ordine e grado e organizzando eventi formativi per i cittadini. PER INFORMAZIONI 347.8439127 plutohouse@hotmail.it
venerdì 13 maggio 2011
Smarrito Buck
Gentili Signori,
mi appello a Voi affinché possiate essermi d'aiuto nella difficile operazione di ricerca del mio cane Buck, un meticcio
bassotto (taglia piccola) maschio di 10 anni che pesa circa 10 kg di manto rasato color champagne e bianco, munito di microchip (n° 981100000441601), scomparso da Trodica di Morrovalle (MC) nella sera del 4 febbraio 2011.
Da quel giorno, lo sto cercando disperatamente ed ininterrottamente.
Dopo averne segnalato lo smarrimento alle autorità competenti, al servizio veterinario dell' ASUR di residenza
(Zona Territoriale n° 8 di Civitanova Marche), diffuso volantini fittissimi spingendomi anche in Comuni lontani, lanciato appelli in radio e giornali locali, scritto a diversi veterinari della provincia di Macerata e di Fermo nonché a gran parte dei canili della Regione Marche, sono ad informare le Associazioni Animaliste come la Vostra che in queste circostanze sono di grande aiuto per i cittadini.
In questa circostanza, per avere da parte vostra un maggior supporto, è opportuno che vi dia indicazioni importanti sul mio amato cane. Dunque, vi comunico, che sono venuto a conoscenza della possibilità (seppur rara) di espulsione del microchip nonché dell'evenienza che questo si sia danneggiato durante un ferimento o una colluttazione con altri
cani.
Poiché Buck alcune volte è rientrato a casa ferito, il veterinario che lo ha curato per dieci anni, informato della sua
scomparsa, mi ha edotto sulla concreta possibilità che la capsulina identificativa del cane sia danneggiata, non avendo il dottore provveduto, nel corso delle recenti visite, a controllarne la funzionalità.
Ritengo, pertanto, utile informare tutte le strutture che accolgono cani abbandonati: potrebbe essere accaduto che Buck,
avendo il microchip danneggiato, risulti abbandonato e si trovi presso un qualunque canile o che vi faccia ingresso nel prossimo futuro.
Inoltre, reputo appropriato, mettere al corrente più veterinari possibili, ed oltre ciò, informare anche tutti gli esercenti che hanno a che fare con gli animali ed i cani in particolare.
Alla luce di quanto esposto, Vi allego le foto del mio cane e il volantino che ho diffuso al fine di ritrovarlo, chiedendo cortesemente di diffonderlo alle strutture ed agli esercenti sopramenzionati di Vostra conoscenza,
ed ovunque riterrete vantaggioso, concedendovi l'autorizzazione fin d'ora, anche a pubblicarlo in siti Web, Facebook (mi trovate all'indirizzo BUCK EDO), giornali e su qualsiasi altro canale che possa raggiungere più persone possibile.
RingraziandoVi anticipatamente per la Vs preziosissima collaborazione, scrivo il mio numero di cellulare: 335 7022799.
Cristian Temperini
Via Mameli n° 23
62010 - Trodica di Morrovalle (Macerata)
Tel. Mobile 335 7022799
facebook: Buck Edo
cristian_temperini@alice.it
lunedì 8 novembre 2010
IL CANILE DI STATTE GESTITO IN MODO IRREGOLARE?
http://www.pugliapress.org/2010/11/06/il-canile-di-statte-gestito-modo-irregolare/
Sono mesi, forse anche più di un anno, che Gianpaolo Vietri, consigliere comunale d’opposizione (pdl), studia il problema randagismo, con particolare riferimento alle questioni amministrative, e dopo aver raccolto una quantità rilevante di documentazione, esibisce in conferenza stampa, dati, fatture, atti, dai quali emergono una serie di interrogativi. Domande che lo stesso Vietri, dopo aver avuto una serie di spiegazioni dal dirigente del settore, dott.ssa Anna Maria Franchitto, in sede di audizione della commissione garanzie, ha rivolto direttamente, con una interrogazione a risposta scritta, al sindaco Stefàno. L’obiettivo principale di Vietri è conoscere lo stato dei fatti in riferimento particolare alla gestione del canile ubicato in zona Leucapside nel territorio di Statte, attualmente affidato dall’ Associazione Nazionale Tutela Animali. Due i quesiti più rilevanti: 1)quale regime amministrativo-contrattuale-convenzionale è utilizzato per l’affidamento della gestione dopo il suo dissequestro; 2) quali verifiche sono state effettuate sull’effettivo numero di cani ospitati e regolarmente riconosciuti in fase di pagamento da parte del Comune di Taranto.
“Innanzitutto”, afferma Vietri in una lunga e dettagliata memoria consegnata ai giornalisti “va rilevato che la struttura in località Leucaspide è sprovvista di autorizzazioni, in quanto mancante dei requisiti minimi igienico-sanitari previsti per le strutture rifugio, e che all’interno vi sono pannelli di cemento-amianto non incapsulati…; non a caso la struttura è stata, in passato, posta sotto sequestro dal N.I.R.D.A. del Corpo Forestale dello stato e la gestione affidata, dalla Autorità Giudiziaria, in custodia all’ANTA. ” Il primo punto inserito nella richiesta rivolta al sindaco quindi fa riferimento alla assenza di atti amministrativi; Vietri chiede a Stefàno: “se esiste un atto di adeguata valenza amministrativa che regoli il rapporto della amministrazione comunale con l’ANTA dalla data di dissequestro del canile ad oggi…o se invece l’ Amministrazione ha ritenuto una semplice lettera dell’ assessore Contino sufficiente a legittimare il pagamento delle somme richieste dall’associazione ANTA negli ultimi due anni” Si passa poi all’aspetto numero di cani ospitati; La legge regionale nr. 12/1995, ribadita con altro provvedimento normativo nr. 26/2006, stabilisce che le strutture rifugio debbano ospitare al massimo 200 unità. Vietri rileva che l’ASL nel novembre del 2008 ha censito nr. 225 cani di Taranto ospitati nel canile di Statte. Nel dicembre del 2009 il comune di Taranto ha riconosciuto il pagamento della retta di mantenimento per un totale di 367 cani, quindi 167 più del limite di legge. La seconda domanda al sindaco quindi è la seguente: “come mai il numero dei cani a carico del comune di Taranto risulta notevolmente maggiore rispetto a quanto comunicato dalla ASL-TA1 nel novembre 2008 in presenza di un divieto di introdurre ulteriori animali all’interno della struttura?” Domande non di poco conto quindi che attengono aspetti di legittimità amministrativa. Nel documento infine si evidenziano alcune discrasie in riferimento alla spesa per i canili. Per la struttura gestita, non si sa a questo punto a che titolo, dall’ ANTA, il comune riconosce 2,23 euro giorno a cane più le spese di mantenimento della struttura. Al canile privato invece viene riconosciuta una retta pari a 1,77 euro giorno/cane che comprende l’ammortamento per la costruzione del rifugio e tutte le spese di gestione e manutenzione. La domanda che Vietri a questo punto aggiunge è quale utilità derivi dall’affidare la gestione della struttura ad una organizzazione onlus. Tocca ora al sindaco rispondere.
martedì 12 ottobre 2010
smarrita
SMARRIMENTO DEL MIO CANE CHE AD OGGI RISULTA ANCORA DISPERSO:
LA NOTTE TRA IL 9 E IL 10 SETTEMBRE SI E’ SMARRITO IL NOSTRO CANE E'
SCAPPATO DI CASA CAUSA UN FORTE TEMPORALE: FEMMINA METICCIA DI 7 ANNI
DI NOME SAMI, TAGLIA MEDIA (18 KG), COLOR CREMA E BIANCO, A PELO LUNGO,
CON UN COLLARE BLU E MICROCHIP n°981100000168241 , MOLTO PAUROSA E
DIFFIDENTE DEGLI ESTRANEI. SI E' PERSA A PONTERANICA (BG) ZONA
MARESANA MA POTREBBE ESSERE DIRETTA OVUNQUE, ANCHE A GRANDI DISTANZE !
PER QUALSIASI SEGNALAZIONE O AVVISTAMENTO VI PREGHIAMO DI CONTATTARCI
AL NUMERO:
NICOLA: 339/1243724 o via posta
elettronica: nicolagen@hotmail.com
VI RINGRAZIO IN ANTICIPO PER LA
VOSTRA COLLABORAZIONE
giovedì 30 settembre 2010
appello per 2 pony
colore sauro e palomino di pressappoco 11 anni. Sono di carattere
docile e affettuosi e sono abituati a stare insieme. Chi fosse
disponibile, è invitato a scrivere a bairos@tin.it lasciando i recapiti
telefonici.
giovedì 16 settembre 2010
esperimenti con aminali: risposta di Oreste Rossi
Oreste Rossi
Mi spiace essere stato oggetto di insulti gratuiti di
persone in cattiva fede, o disinformate relativamente al voto che ho
espresso su tale direttiva.
La legislazione esistente nella maggior
parte dei paesi europei era lacunosa e senza alcun rispetto riguardo
gli animali usati a fini scientifici. Tra le novità introdotte nel
testo approvato in via definitiva, vorrei sottolineare che si
promuovono metodi alternativi di ricerca e riduzione del dolore
inflitta alle cavie (90% sono topi), si riduce l'uso dei primati, che
possono essere testati solo quando é scientificamente provato
impossibile l'uso di tecniche alternative, si classificano le gravità
delle procedure e si assicurano ispezioni regolari senza preavviso in
almeno 1/3 dei laboratori ogni anno.
È evidente a chiunque si informi
che questa nuova legislazione individua un punto di equilibrio tra la
protezione degli animali e la necessità della ricerca scientifica.
È
chiaro che se si devono sperimentare nuovi farmaci o tecniche di cure
non si può di certo farlo usando gli esseri umani.
Quello che mi chiedo
e che chiedo a coloro che mi hanno coperto di insulti e minacce, come
mai non si siano fatti sentire con la stessa intensità e virulenza, ad
esempio sulla macellazione rituale, pratica questa si perfettamente
inutile, che comporta lo sgozzamento di animali vivi per motivi
religiosi. Forse i 30 minuti di agonia che patiscono gli animali
sgozzati con la macellazione rituale non pesano sulle coscienze dei
cosiddetti animalisti?
Analizzando inoltre il percorso legislativo
della direttiva, vorrei ricordare che il testo in prima lettura é stato
approvato nella precedente legislatura, quindi da deputati diversi da
quelli attuali, con un voto (31 marzo 2009) in Commissione Agricoltura,
a cui ha fatto seguito lapprovazione a larghissima maggioranza, in
seduta plenaria a Strasburgo, il 5 maggio 2009 con 540 voti a favore,
66 contrari e 34 astensioni.
Nel quadro della procedura di codecisione
il Consiglio ha poi approvato la posizione comune il 3 giugno 2010.
Tale testo é stato in seguito approvato in seconda lettura dalla
Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, senza nessuna modifica
a larghissima maggioranza da tutti i gruppi politici, il 12 luglio 2010
con 28 voti a favore, 4 astenuti e 0 contrari.
Ultimo passaggio, l
approvazione definitiva lo scorso 8 settembre durante la sessione
plenaria a Strasburgo, anche in questo caso a larghissima maggioranza.
Per completezza d'informazione e di chiarezza, vi indico il link che vi
permetterà di avere lintero ciclo di vita della proposta di direttiva,
i suoi contenuti, le sue novità e i cambiamenti intervenuti nel corso
del tempo, Così potrete verificare i miglioramenti (per gli animali)
apportati da questa nuova direttiva rispetto la precedente.
Oreste
Rossi
FederFauna deposita esposto su caso Guberti e da il via ad animalistopoli
15 SETTEMBRE 2010
FederFauna deposita
esposto su caso Guberti e da il via ad "animalistopoli"
Su
associazioni animaliste e interessi economici e di potere celati da
quelli sbandierati in difesa degli animali.7 le Procure interessate, 29
le pagine di esposto, 462 gli allegati, 1 cd con filmati e tantissime
foto, 10 le persone chiamate direttamente a testimoniare, piu' tutte
quelle che vorranno sentire i Magistrati. Questi sono i numeri
dell'ultimo esposto depositato da FederFauna per fatti avvenuti da fine
dicembre 2008 ad oggi, sul caso dei pointer dell'allevamento Del Vento
di Ravenna e sui tanti dubbi emersi in merito alla gestione del
sequestro e degli animali, da parte di agenti della Forestale e di
associazioni animaliste. L'esposto, assieme ad altri numerosi atti
giudiziari collegabili, tra esposti e querele depositati in questi
mesi, potrebbe accorparsi in un'unica maxi inchiesta che qualcuno ha
gia' battezzato "animalistopoli". Ricordiamo tra questi l'esposto
depositato a inizio giugno dall'europarlamentare Sergio Berlato, per
denunciare il coinvolgimento di animalist
i nella tratta clandestina di
cani randagi dall'Italia verso l'estero e quello depositato a luglio
dall'Associazione Cacciatori Lombardi, sempre assieme a FederFauna, in
merito ai benefici economici delle associazioni animaliste onlus a
fronte di loro posizioni e iniziative che ben poco avrebbero di
utilita' sociale (basato anche sulle interrogazioni del Senatore
Valerio Carrara). Tali atti, nel complesso, puntano a far luce su
interessi economici e di potere, da parte di tante associazioni
animaliste, che si celano sotto quelli sbandierati in difesa degli
animali, e a denunciare reati, che per portare benefici a qualcuno,
producono danni o ingiustizie per numerosi onesti cittadini e nessun
reale vantaggio per gli animali. L'annuncio dell'esposto sul caso
Guberti, caso che ha generato anche diverse interrogazioni da parte di
parlamentari dell'UDC, del PDL e della Lega Nord, viene dato poco prima
che torni in discussione al Senato un Ddl chiamato "ratifica di
convenzione europea sugli
animali da compagnia del 1987", che di
ratifica ha ben poco visto che le leggi italiane in oltre vent'anni
hanno raggiunto e superato i suggerimenti dell'Europa, ma che propone
una modifica del codice penale. Tale modifica potrebbe parificare per
gravita' un reato doloso ad uno colposo nel caso del maltrattamento di
animali e rendere quindi ancor piu' facile sequestrare animali di
proprieta' da assegnare alle associazioni animaliste, le quali
potrebbero anche richiedere le spese di mantenimento (senza limite
fissato) a chi ha subito il sequestro. Per quanto riguarda gli esposti,
visti i numerosi nomi noti che contengono, tra i quali anche quelli di
persone facenti parte della pubblica amministrazione e vista anche la
pesantezza dei reati sui quali vogliono far luce, FederFauna si e' gia'
proposta di organizzare a breve alcune conferenze stampa.
lunedì 13 settembre 2010
Vivisezione: la lista dei firmatari
13 SETTEMBRE 2010
Vivisezione | La lista dei firmatari
italiani
Ecco l'elenco dei deputati italiani che hanno votato la nuova
direttiva sulle sperimentazioni sugli animali.
1-Gabriele ALBERTINI
(PdL)
2-Roberta ANGELILLI (PdL)
3-Alfredo ANTONIOZZI (PdL)
4-
Raffaele BALDASSARRE (PdL)
5-Paolo BARTOLOZZI (PdL)
6-Sergio BERLATO
(PdL)
7-Vito BONSIGNORE (PdL)
8-Antonio CANCIAN (PdL)
9-Giovanni
COLLINO (PdL)
10-Lara COMI (PdL)
11-Carlo FIDANZA (PdL)
12-
Elisabetta GARDINI (PdL)
13-Salvatore IACOLINO (PdL)
14-Giovanni LA
VIA (PdL)
15-Barbara MATERA (PdL)
16-Mario MAURO (PdL)
17-Erminia
MAZZONI (PdL)
18-Alfredo PALLONE (PdL)
19-Aldo PATRICIELLO (PdL)
20-
Licia RONZULLI (PdL)
21-Potito SALATTO (PdL)
22-Amalia SARTORI (PdL)
23-Marco SCURRIA (PdL)
24-Sergio Paolo Francesco SILVESTRIS (PdL)
25-
Salvatore TATARELLA (PdL)
26-Iva ZANICCHI (PdL)?
27-Mara BIZZOTTO
(Lega Nord)
28-Mario BORGHEZIO (Lega Nord)
29-Lorenzo FONTANA (Lega
Nord)
30-Claudio MORGANTI (Lega Nord)
31-Fiorello PROVERA (Lega
Nord)
32-Oreste ROSSI (Lega Nord)
33-Matteo SALVINI (Lega Nord)
34-
Giancarlo SCOTTÀ (Lega Nord)
35-Francesco Enrico SPERONI (Lega Nord)
36-Sergio Gaetano COFFERATI (PD)
37-Luigi BERLINGUER (PD)
38-Paolo DE
CASTRO (PD)
39-Roberto GUALTIERI (PD)
40-Pier Antonio PANZERI (PD)
41-Mario PIRILLO (PD)
42-Gianni PITTELLA (PD)
43-Vittorio PRODI (PD)
44-David-Maria SASSOLI (PD)
45-Carlo CASINI (UDC)
46-Antonello
ANTINORO (UDC)
47-Luigi Ciriaco DE MITA (UDC)
48-Vincenzo IOVINE
(IdV)
49-Pino ARLACCHI (IdV)
50-Herbert DORFMANN (SVP)
51-Clemente
MASTELLA (UDE)
52-Magdi Cristiano ALLAM (Io Amo lItalia)"
IL
GIORNALE
13 SETTEMBRE 2010
Sperimentazione sugli animali, infamie al
condizionale
Caro dottor Granzotto, rispondendo alla lettrice Isabella
DOnofrio lei si impegnò a «spulciare» il sito Internet del Parlamento
europeo per stanare i «disonorevoli» che hanno votato la direttiva
sulla sperimentazione sugli animali, cani e gatti randagi in
particolare. Nel caso avesse avuto successo, fornirebbe a noi lettrici
e lettori amanti degli animali i risultati della sua ricerca?
Sì, certo, gentile lettrice, anche se non sono molto soddisfatto dei
risultati. Resta confermato in base allarticolo 11 paragrafo 1 secondo
comma della risoluzione, che su rane, topi, porcellini dIndia,
criceti, gerbilli della Mongolia, primati (ovviamente non umani), cani
e gatti è consentita la sperimentazione e «la ricerca di base e per la
cura di malattie, i test di efficacia dei farmaci, linsegnamento
superiore e le indagini medico-legali». Si legge poi che «poiché gli
antecedenti di animali allo stato selvatico o divenuti randagi delle
specie domestiche non sono noti e la loro cattura e detenzione negli
stabilimenti ne accresce langoscia, essi non dovrebbero essere usati
nelle procedure». Luso dellipocrita, mascalzonesco condizionale in
luogo del presente indicativo lascia ovviamente mano libera e pertanto
la vedo brutta per cani e gatti randagi. E a proposito di condizionali,
senta qua: «I metodi scelti dovrebbero, per quanto possibile, evitare
come punto finale la morte
dovuta alle gravi sofferenze causate».
Dando dunque per scontate le gravi sofferenze, la morte dovrebbe essere
evitata «per quanto possibile». Ma si può? Il suggello a una direttiva
alla carlona, tutto fumo di buone intenzioni e alcun arrosto che in
pratica lascia campo libero alla sperimentazione «dura» sugli animali è
la raccomandazione finale: «Per permettere alle autorità competenti di
monitorare il rispetto della presente direttiva, se possibile ogni
stabilimento dovrebbe registrare con cura il numero di animali, la loro
origine e la loro sorte». Se possibile. Dovrebbe. Ma a questo punto non
potevano, gli europarlamentari, sintetizzare la legge in un semplice
semplice: «Fate quello che vi pare»?
Comunque, è andata come è andata,
gentile amica: con soddisfazione degli onorevoli parlamentari europei,
la risoluzione è passata alla grande. Impossibile, nonostante i suoi
continui richiami alla trasparenza, trovare nel sito dellUnione
europea il dettaglio del voto. A dire la verità, nemmeno il risultato
finale, quanti «sì», quanti «no» e quanti «astenuti» (e meno che mai il
numero dei presenti in aula, probabilmente perché, al solito,
semideserta). Dobbiamo quindi accontentarci delle dichiarazioni di voto
di cinque nostri europarlamentari. Votando «sì» lonorevole Giancarlo
Scottà, della Lega, ha aggiunto che il testo della risoluzione «trova
un punto di equilibrio che permette di utilizzare metodi che provocano
il minor dolore possibile». Altro che ha votato «sì» è Paolo De Castro,
del Partito democratico, il quale ha anche sbarrato la strada ai
parlamentari che richiedevano un ulteriore riesame del testo.
Elisabetta Gardini, pidiellina, ha votato «sì» perché «purtroppo, la
rice
rca sugli animali resta fondamentale». Un «no» è venuto dalla
dipietrina Sonia Alfano che aveva chiesto, inascoltata, il rinvio del
testo («che permette lesperimento per scopi didattici e il riutilizzo
degli animali anche con metodi che provocano dolore») in Commissione
parlamentare. Infine Cristiana Muscardini, pidiellina anchessa, ha
espresso in aula la speranza che la risoluzione sia presto rivista per
«smettere di esercitare esperimenti inutili e ripetitivi». Sembrerebbe
un «no», ma potrebbe essere anche un «sì» con riserva.
GEA PRESS
13
SETTEMBRE 2010
Direttiva vivisezione. Il quasi mea culpa dell
europarlamentare Pino Arlacchi.
GEAPRESS Sommersi da migliaia di
messaggi mail, gli europarlamentari che hanno votato in favore della
Direttiva vivisezione lo scorso 8 settembre al Parlamento Europeo,
cercano di difendersi. Chi adduce colpe ad improbabili iter
parlamentari, come il caso dellOnorevole Pittella, chi difendendone la
bontà addita la lobby animalista, fatto che purtroppo corrisponde al
vero, come ha fatto Paolo De Castro, chi invece chiama in ballo l
ignoranza sullargomento ed il voto favorevole degli stessi Verdi sul
testo finale (pensiamo che lOn.le Arlacchi si riferisca a quello
esentato dalla Commissione).Vi proponiamo sotto il testo di risposta
dellOn.le Arlacchi (PD). Una ulteriore conferma di quanto avvenuto in
Parlamento così come riferito nell intervista shock rilasciata a
GeaPress dallOn.le Sonia Alfano.
Roma, 10 set.2010
di Pino Arlacchi
Ho ricevuto alcuni messaggi di protesta sul mio voto in Parlamento
Europeo a proposito della mozione che regola la vivisezione. E dico
subito che ho un posottovalutato il tema, affidandomi alla valutazione
del mio gruppo (ALDE, i democratici e liberali europei), senza
approfondire l argomento con una indagine personale. Ma prima di
comunicare ai miei lettori ed elettori quale sarebbe stata la mia
posizione se fossi stato messo allerta sullimminenza di una votazione
così sensitive e, ancora più importante, quale sarà il mio
orientamento futuro sullo stesso tema, dato che la materia è appena
all inizio di un percorso, permettetemi di raccontarvi come sono
andate le cose in aula mercoledì scorso.Quando si è arrivati alla
questione vivisezione, un paio di parlamentari hanno chiesto la parola
per chiedere, a n orma di regolamento, non una votazione pro o contro
la vivisezione, ma il semplice rimando del testo alla Commissione che
lo aveva licenziato per il parere finale.
È fondamentale chiarire
questo punto, perché se si fosse trattato di esprimere un parere secco,
avrei sicuramente votato contro la vivisezione, perché la ritengo una
pratica inaccettabile, crudele, e non più indispensabile per l
avanzamento della medicina.
Davanti a me avevo la lista di voto del mio
gruppo, che indicava un voto favorevole al provvedimento. Sono
contrario ai colpi di mano in seduta plenaria, perché sono una tecnica
che sfrutta gli aspetti più deteriori del sistema parlamentare, ed è
adottata in prevalenza dai demagoghi e dai furbetti che tentano di
rovesciare lesito prevedibile di un provvedimento approfittando di
circostanze fortuite quali la distrazione o la disinformazione dei
deputati, le assenze momentanee dall aula, la confusione che si crea
in particolari momenti e che induce alcuni parlamentari perfino a
sbagliare pulsante (non meravigliatevi, ho verificato di persona che
ciò è successo anche a colleghi di primo piano in votazioni-chiave).
L
intervento del Presidente della Commissione competente, De Castro,
inoltre, ha ridotto la mia incertezza: si era discusso del tema per
oltre un anno in Commissione, e il testo finale era stato approvato
anche dal gruppo dei Verdi, che adesso ne prendevano inspiegabilmente
le distanze. Non sarebbe stato serio da parte del Parlamento
disconoscere dun colpo il lavoro condotto dai suoi membri.
Il testo è
stato infine approvato, ma la possibilità di ritornare sul tema con una
posizione più netta, di abolizione delle pratiche più degradanti e
dolorose di sperimentazione scientifica sugli animali, è aperta, anzi
apertissima. E il sottoscritto sarà in questo caso in prima fila n ella
battaglia per i diritti delle specie animali.
domenica 12 settembre 2010
Tutto ciò che volevate sapere sulla «direttiva vivisezione» ma non avete osato chiedere
Tutto ciò che volevate sapere sulla «direttiva vivisezione» ma non avete osato chiedere
di Chiara De Capitani
E' difficile scrivere e giudicare obbiettivamente un tema sensibile come i test
scientifici sugli animali. Ad alcune ore di distanza dallapprovazione
della direttiva 86/609[1] sull'utilizzazione degli animali per scopi
scientifici sono apparsi innumerevoli articoli indemoniati, su social
network, giornali di piccola e grande stampa, spesso con lo scopo
sfruttare la sensibilità dei lettori. Larticolo della Repubblica.it
intitolato Vivisezione, direttiva Ue "Sì ai randagi come cavie"[2] »
dopo solo cinque ore dalla pubblicazione raccoglieva piu di 500
commenti indignati ( sul sito e sulla pagina facebook) dimenticando di
descrivere lo scopo della direttiva e i (seppure pochi) punti positivi
che essa introduce nelle ricerche sugli animali.
Sempre obbiettivamente, tale direttiva è una delusione per quelli che l
aspettavano da due anni e speravano comportasse una quasi-
illegalizzazione dei test sugli animali ed un serio coinvolgimento
degli Stati Membri nella promozione di tecniche di ricerca alternative,
e la sua struttura corrisponde a una serie di limiti seguiti da
eccezioni, a volte ragionevoli, a volte no[3].
Il testo, sebbene nettamente meno proibitivo della versione proposta nel 2008 dalla
Commissione fa rientrare nel suo scopo quelle che chiama le tre R :
rimpiazzamento (dei test sugli animali con test scientifici
alternativi) riduzione (degli animali utilizzati), e raffinamento
(delle condizioni degli animali prima durante e dopo i test
scientifici.). Un altro punto positivo è il principio sancito all
Articolo 2: "Gli Stati Membri possono, osservando le regole generali
presenti nei trattati, mantenere le proprie provisioni in vigore, se
hanno lo scopo di assicurare una protezione più estensiva degli
animali", permettendo allItalia, paese allavanguardia in materia di
protezione degli animali di non abbassare i propri standard e
promuovere ulteriormente la ricerca di metodologie alternative alla
sperimentazione sugli animali.
Ma analizziamo in dettaglio le
tematiche calde del testo
Qual'è il senso e direzione della direttiva di cui dovrebbero ispirarsi gli Stati Membri?
Prima di citare il contenuto stesso della direttiva, il parlamento europeo riconosce
(al punto 46) che la disponibilità di metodi alternativi di ricerca
sia altamente dipendente dal progresso delle ricerche e nello sviluppo
di queste alternative in modo da incrementare la competitività
della ricerca e dellindustria nellunione e di rimpiazzare, ridurre e
raffinare lutilizzo di animali nelle procedure, la Commissione e gli
Stati Membri dovrebbero contribuire alla ricerca tramite mezzi propri
in vista dello sviluppo e validazione di approcci alternativi (alla
sperimentazione animale), tematiche poi riprese nellArticolo Primo.
Ma è larticolo 4 (Principio di rimpiazzamento, riduzione e
raffinamento) a dare il colore generale della direttiva:
Gli Stati Membri dovranno garantire che, ovunque sia possibile, vengano
utilizzati metodi scientifici soddisfacenti o test che non comportino l
utilizzo di animali vivi.
Gli Stati membri dovranno garantire che il
numero di animali utilizzato in progetti è ridotto al minimo senza
compromettere gli obbiettivi del progetto.
Gli Stati membri dovranno
assicurarsi del raffinamento dellallevamento, sistemazione, cure e,
quanto ai metodi utilizzati nelle procedure alleliminazione o
riduzione al minimo possibile del dolore, sofferenza, angoscia o dolori
permanenti agli animali
Quali sono gli animali soggetti a test
scientifici ed in quali circostanze?
I paragrafi 2 e 3 dellarticolo 1
prevedono che la direttiva si applicherà ai vertebrati non umani
(inclusi certi tipi di larve e alcuni mammiferi) e cefalopodi.
L'Articolo 5 inquadra invece gli scopi delle procedure di test sugli
animali che sono: ricerca scientifica, ricerca con lo scopo di
prevenzione , diagnosi, condizioni fisiologiche o trattamenti di
malattie, malesseri o i loro effetti su uomini, animali o piante, il
benessere di animali e il miglioramento delle tecniche di produzioni
agricole che richiedono lutilizzo di animali, nello sviluppo,
manutaffore o test di medicine, cibi, per la protezione dell'ambiente naturale negli interessi della salute e benessere dell'essere umano o animali, ricerca in vista della preservazione delle specie,
didattica (punto controverso citato anche dalla deputata Alfano in
plenaria), medicina legale.
Alcuni animali sono soggetti a tutele
particolari, in ragione soprattutto del fatto che non siano stati
allevati con lo scopo di test o della loro rarezza nel mondo naturale:
Larticolo 7 riguarda le specie in pericolo destinzione: tali specie
non possono essere utilizzate in procedure alleccezione delle
procedure con uno scopo circoscritto (ricerca di prevenzione, diagnosi,
trattamenti di malattie o problemi di salute, condizioni fisiologiche,
benessere degli animali e miglioramento della situazione degli animali
utilizzati in processi agricoli, sviluppo e testing di medicine, cibi,
sostanze, ricerca in vista della preserva delle specie) e che l
utilizzo sia scientificamente giustificato dal fatto che lobbiettivo
della procedura non possa essere ottenuto da altre specie animali.
L'articolo 8 si focalizza sui primati non-umani che non possono essere
utilizzati in procedure alleccezione di procedure con scopo
circoscritto (ricerca di prevenzione, diagnosi, trattamenti di malattie
o problemi di salute, condizioni fisiologiche, benessere degli animali
e miglioramento della situazione degli animali utilizzati in processi
agricoli, sviluppo e testing di medicine, cibi, sostanze
.. tutti
questi essendo validi solo se nellinteresse dellevitare, prevenire,
diagnosticare o trattare debilitanti o potenzialmente mortali
condizioni cliniche negli essere umani ma anche per ricerca e
preservazione della specie) . Test su alcuni tipi di primati sono
soggetti ad ulteriori restrizioni.
Larticolo 9 riguarda gli animali
selvatici, anche loro non utilizzabili per test scientifici tranne per
alcune eccezioni (per le quali, comunque, le autorità competenti
debbono justificarne il progetto in quanto non realizzabile su animali
allevati per le procedure).
Larticolo 11 riguarda gli animali di razze
domestiche randagi, anche questi non utilizzabili in test a meno che
esista un bisogno essenziale di studi riguardo alla salute e benessere
degli animali o un serio pericolo per lambiente o la salute umana o
animale e che sia giusticato scientificamente dal fatto che tale studio
potrebbe concludersi solo con lutilizzo di animali randagi.
Per quanto
riguarda il punto chiave della controversia, ovvero, la sofferenza
degli annimali e la loro possibile uccisione, la direttiva è molto
dettagliata:
Larticolo 13 descrive la scelta dei mezzi. Il secondo
paragrafo precisa che, nel scegliere fra procedimenti devono prevalere
quelli che utilizzano il numero inferiore di animali, che causano
minore pena, sofferenza, angoscia, e che includono animali con minore
capacità di risentire dolore, sofferenza, angoscia o dolori permanenti.
La morte dellanimale deve essere evitata al massimo delle possibilità,
se è inevitabile, la procedura dovrà risultare nella morte del minor
numero di animali possibili, ridurre la durata ed intensità della
sofferenza dellanimale al minimo possibile ed assicurargli se
possibile una morte indolore.
Larticolo 14 regola lanestesia che
deve essere utilizzata tranne se inadatta nei casi di
lievi/moderate sofferenze. Nel caso gli esperimenti comportino serie
ferite o dolore è assolutamente obbligatoria. Agli animali che mostrano
sofferenza anche dopo i test devono essere forniti analgesici o
calmanti e lanimale, alla fine del procedimento, deve essere curato in
modo da rendere eventuali dolori minimi.
Larticolo 6, invece,
specifica i metodi di uccisione : gli Stati devono garantire la
sofferenza e disagio minimo per lanimale (segue un annesso di
sconcertante precisione).
[1] Disponibile in inglese a questo link:
http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/10/st06/st06106.en10.pdf
[2] Fra laltro, con tutto il rispetto per la repubblica, già il
titolo dellarticolo è errato: cé una differenza sostanziale nella
definizione di « test scientifici » (che includono anche la
sottoministrazione di medicine) a « vivisezione » (dissezione ed
operazioni chirurgiche su un animale)
[3] La deputata Idv Sonia Alfano
ha fatto notare a più riprese che il testo prevede la possibilità di
riutilizzare un animale più volte per esperimenti e di utilizzare
animali in esperimenti a scopi didattici.
venerdì 10 settembre 2010
approvata la legge sulla vivisezione: l'Europa fa un passo indietro
VIRGILIO NOTIZIE 9 SETTEMBRE 2010
Approvata la nuova legge sulla vivisezione. Ammessa la
sperimentazione sui randagi
Tra proteste e polemiche, varata la nuova
direttiva Ue sulla sperimentazione animale. Ammessa, in casi
particolari, su cani e gatti randagi e scimpanzé. Ogni anno 12 milioni
di animali utilizzati per esperimenti scientifici
Il testo finale
approvato a Strasburgo ha sollevato numerose polemiche: quaranta
eurodeputati hanno abbandonato l'Aula e la reazione di protesta degli
animalisti è stata immediata.
Michela Kuan, responsabile nazionale Lav
sostiene che il testo approvato sia deludente, soprattutto con i
progressi scientifici e l'affermarsi dei metodi alternativi all'uso di
animali.
Ancora più dura la posizione della Lega AntiVivisezionista
(Leal), che denuncia: "è una legge a misura di vivisettore, che non
obbliga a utilizzare i metodi sostitutivi ai test con gli animali
neppure laddove esistono". L'associazione la segnala di tutte le
'concessioni' ai laboratori scientifici con riferimento agli articoli
del nuovo testo di legge, elencando pratiche degne della mente di
Hannibal Lecter.
Tra i punti più controversi del provvedimento, vi è
l'apertura alla sperimentazione su cani e gatti randagi, se lo scopo
scientifico non è raggiungibile altrimenti (art. 11); la deroga
nell'uso di primati non umani (scimmie antropomorfe, art. 55); la
sperimentazione senza anestesia o analgesici se i ricercatori lo
ritengono opportuno (art. 14).
Ciò che preoccupa maggiormente i
paladini dei diritti degli animali è il fatto che la nuova normativa,
rischia di essere ancora più violenta: la precisazione che gli
esperimenti coinvolgeranno un minor numero di animali non deve illudere
gli zoofili, poiché il testo specifica anche che l'esperimento sulla
stessa cavia si può ripetere più volte, se l'intensità è "moderata".
Ogni anno in Europa vengono utilizzati dodici milioni di animali per
finalità di ricerca. Una statistica che non tiene conto delle specie
invertebrate e degli animali uccisi per utilizzare tessuti e organi.
Nel nostro Paese, l'obbligo a recepire la norma europea potrebbe
peggiorare la situazione di numerosi mammiferi domestici, a meno che
non sia interpretata in forma più restrittiva mantenendo, i paletti
attualmente in vigore in Italia, dove la legge sulla vivisezione è più
rigida.
Tra le righe della nuova normativa c'è chi intravede
l'influenza della lobby delle multinazionali del farmaco, che avrebbero
esercitato pressioni per aprire delle scappatoie in un testo di legge
concepito con l'intenzione di ridurre la sofferenza delle cavie e di
rafforzare i controlli sui laboratori.
FAVOREVOLE O CONTRARIO ALLA VIVISEZIONE?
VOTA http://notizie.virgilio.it/community/dilatua/sondaggio.html?2316
LA LEGGE APPROVATA
http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/cls/cons_cons%
282010%2906106%28rev1%29_/cons_cons%282010%2906106%28rev1%29_it.pdf
domenica 17 gennaio 2010
REGIONE MARCHE: Lotta al randagismo canino: al via la campagna MEGLIO UNO CHE CENTOUNO !
REGIONE MARCHE: Lotta al randagismo canino: al via la campagna MEGLIO UNO CHE CENTOUNO !
CAMPAGNA DI CONTROLLO DELLE NASCITE DEI CANI DI PROPRIETA'
Mezzolani: “Per ridurre il randagismo è necessario anche agevolare economicamente i proprietari che appartengono a particolari categorie sociali”
La Regione Marche concederà ai Comuni contributi per incentivare la sterilizzazione dei cani di sesso femminile i cui proprietari appartengono a fasce sociali deboli: titolari di pensione minima o pensione sociale; possessori di un reddito annuo lordo non superiore a 15 mila euro; disoccupati o non occupati.
“Ogni giorno – spiega l’Assessore Regionale alla Veterinaria, Almerino Mezzolani – nascono numerosi cuccioli di cane. Una femmina che, per negligenza o incuria del proprietario, è libera di accoppiarsi, può avere fino a 20 cucciolate durante tutta la sua vita riproduttiva, rappresentando il bacino di reclutamento per cani potenzialmente randagi.
Molti proprietari non sterilizzano i propri animali perché non hanno le informazioni adatte o si basano su luoghi comuni che non hanno riscontri scientifici.
Fra tutte le motivazioni – continua Mezzolani – il costo dell’intervento è quello che, però, incide maggiormente, alimentando così il randagismo.
Di conseguenza, per favorire le sterilizzazioni occorre incentivare economicamente i proprietari, specie coloro che appartengono a fasce socialmente deboli”
Il progetto biennale (2009-2010) “Campagna per il controllo delle nascite nei cani di proprietà di particolari categorie sociali” approvato con D.G.R. n. 1398 del 7 settembre 2009, nasce allo scopo di proseguire nelle azioni di contrasto, a valenza “strutturale”, nei confronti del randagismo canino, intraprese dalla Regione Marche, come fatto per “Vigilare è prevenire” del gennaio scorso, grazie al quale sono stati donati ai Comuni 250 lettori di microchip destinati a potenziare la vigilanza svolta in ambito territoriale.
I fondi dedicati al progetto provengono da risorse ministeriali con destinazione vincolata alla lotta al randagismo e verranno ripartiti tra i comuni, entro il prossimo mese di dicembre, in quantità proporzionale al numero dei cani iscritti all’anagrafe canina informatizzata regionale. In questo modo i comuni potranno contribuire in parte a sostenere il costo della sterilizzazione.
Con Decreto dirigenziale n. 159 del 5 ottobre 2009 è stata definita l’entità del contributo regionale assegnato a ciascun comune.
Al contempo gli Ordini dei medici veterinari delle province marchigiane si sono impegnati a garantire collaborazione e ad applicare una tariffa agevolata per l’intervento.
L’obiettivo è diminuire il sovraffollamento dei canili ed il costo sociale per il mantenimento dei cani randagi; ridurre i danni provocati dal randagismo sia all’uomo (morsicature, incidenti, trasmissione di malattie) sia agli altri animali (aggressioni); aumentare il risparmio per la realizzazione di nuove strutture; migliorare il rapporto uomo/cane nell’ambiente urbano ed il controllo dell’igiene urbana.
Chi potrà accedere al contributo ??
I proprietari di cani di sesso femminile in regola con l’iscrizione all’anagrafe canina informatizzata regionale che appartengono ad almeno una delle seguenti categorie:
- titolari di pensione minima
- titolari di pensione sociale
- possessori di un reddito annuo lordo non superiore a 15 mila euro
- disoccupati o non occupati
Cosa fare per accedere al contributo ??
I proprietari interessati potranno presentare domanda di contributo al proprio Comune che, valutate le richieste ricevute, per quelle accolte invierà apposita comunicazione ai richiedenti.
Entro 30 giorni dal rilascio del modulo di accoglimento della domanda, il proprietario dovrà far sterilizzare il proprio animale da un veterinario a sua scelta tra quelli che hanno aderito al progetto. Orari e tempi dell’intervento saranno concordati tra utente e struttura veterinaria prescelta.
Il medico veterinario provvederà:
- alla verifica del microchip e dell’ iscrizione del cane all’anagrafe canina regionale
alla compilazione di una apposita scheda individuale con i dati del proprietario, i dati del cane con il numero di microchip, la data dell’intervento ed il codice identificativo assegnato dal comune di competenza.
All’inserimento dell’operazione nel Sistema Informativo Veterinaria Alimenti ( SIVA )
Il proprietario rilascerà al veterinario che ha eseguito la prestazione il modulo di concessione del contributo ricevuto dal comune e pagherà al professionista l’eventuale differenza tra la tariffa dell’intervento e il contributo concesso dal Comune.
L’amministrazione comunale provvederà al pagamento del corrispettivo spettante al professionista, con frequenza bimestrale, dietro presentazione di regolare fattura e/o ricevuta comprovante gli interventi effettuati.
La Deliberazione della Giunta regionale n.1398 del 7 settembre 2009, con la quale è stato approvato il progetto, la relativa modulistica, necessaria per aderire al progetto ed il successivo Decreto dirigenziale n. 159 del 5 ottobre 2009, di suddivisione dei contributi regionali per i Comuni , sono fruibili consultando i link e gli allegati correlati al presente articolo.
mercoledì 14 ottobre 2009
VILLAGGIO DEL CANE E CANI EX PLUTO HOUSE - RASSEGNA STAMPA E COMMENTI
Montegranaro Si celebrerà domani mattina l’inaugurazione del Villaggio del cane di Montegranaro, in zona Villa Luciani. Una struttura sicuramente all’avanguardia, a buon diritto tra le migliori a livello nazionale, su cui l’associazione Anta Onlus, che ne ha curato il progetto e lo terrà in gestione, lavora ormai da oltre due anni.
Si chiuderà quindi a breve la storia del canile di Sant’Elpidio a Mare, ex Pluto house, sequestrato nel marzo 2007 e finito nell’occhio del ciclone per il grave stato di degrado dell’impianto in cui erano costretti circa 600 animali. Ora il numero di cani si è quasi dimezzato e i quattro zampe saranno a breve trasferiti nel nuovo canile a cinque stelle. “Si compie un percorso – spiega con soddisfazione il presidente Anta Bruno Mei Tomasi – su cui lavoravamo da tempo.
“Senza timore di smentita posso dire che il Villaggio del cane è un’eccellenza a livello nazionale, una struttura che garantisce una vita dignitosa agli animali. Tutti i box sono pronti, così come la parte dedicata agli umani, fatta di ambulatori ed uffici. Manca solo una casetta in legno che nel progetto era stata pensata per organizzare incontri, convegni e pet therapy. Ma la realizzeremo presto”. Se l’inaugurazione si svolgerà domani, dando modo a tutti gli interessati di visionare un vero gioiello per gli amici dell’uomo, i cani prenderanno possesso della loro nuova casa nei prossimi giorni. “Effettueremo delle prove – prosegue Mei Tomasi – L’inserimento degli animali sarà graduale, per valutare eventuali problemi legati ai rumori. Effettueremo rilevamenti dei decibel e se l’abbaiare dei cani si rivelerà troppo forte e ci saranno lamentele dalle attività che si trovano nei dintorni, siamo pronti ad installare pannelli fonoassorbenti.
“Prima però vogliamo valutare se questo sarà necessario. Comunque, nell’arco di un mese contiamo di trasferire tutti gli animali dalla struttura di Sant’Elpidio a Mare al Villaggio a Montegranaro”. Il canile sarà dedicato ad Emilio Nessi, giornalista difensore degli animali che del presidente Anta era un grande amico. “Un omaggio – conclude Mei Tomasi – ad una persona speciale che si è sempre battuta per il rispetto dei cani e di tutti gli animali. Ma la vera e propria intitolazione ad Emilio Nessi la svolgeremo tra qualche settimana, quando sarà pronta la casetta in legno che ancora manca ed attaccheremo all’ingresso la pietra con il suo nome”. P.PIER.
L’assessore Lucentini“Devono essere installati pannelli fonoassorbentiche ancora non ci sono”
Sorpresa: il canile è inagibile
Il Comune gela i gestori: “Noi non verremo all’inaugurazione”
Il villaggio sarà dedicato a Emilio Nessi e conta 300 posti, oltre ad una “pensione” per gli ospiti che rimarranno solo per qualche tempo, ad esempio animali di famiglie in vacanza.
Dodici metri quadri per ciascun box, con uno spazio notte, interamente chiuso, ed uno per le ore diurne semicoperto. In più, un prato comune all’aperto, uno spazio specifico per i cani più anziani, ambulatori veterinari ed uffici.
Per ora però manca l'agibilità. Ed è in corso un braccio di ferro tra gestori e Comune di Montegranaro.

Sant’Elpidio a Mare Un canile è ormai prossimo a partire, un altro, per forza di cosa, si fermerà. Ma cosa succederà, da qui ai prossimi mesi, al vecchio Pluto house lungo la strada Faleriense? Se lo chiedono in molti, dal momento che il nuovo Villaggio del cane di Montegranaro, appena saranno superati alcuni dettagli per il rilascio dell'’agibilità, sarà operativo ed accoglierà gli animali al momento ancora ospiti della struttura in territorio elpidiense. Il primo problema, indubbiamente, riguarderà il risanamento di un’area che per anni ha raccolto sporcizia e richiamato ratti ed altri animali. Fa il punto il sindaco Alessandro Mezzanotte. “Lo stabile dell’ex canile Pluto house – rimarca il primo cittadino – è di proprietà dell’Asur, quindi sarà questo ente a valutare cosa farne una volta che i cani non vi abiteranno più. Il Comune da oltre due anni a questa parte versa la propria retta per il mantenimento degli animali, ma dopo il sequestro attuato nel marzo del 2007 tutta la gestione è in mano all’associazione che lo ha preso in gestione. Sicuramente è auspicabile che, una volta smantellato il canile, si effettui un accurato intervento di pulizia del sito, una sorta di bonifica. Ci attiveremo insieme all’Asur per valutare le più corrette modalità di esecuzione di questo intervento”. Il futuro, poi, lo deciderà la proprietà. Saranno rimossi con ogni probabilità i box che contornano il casale di campagna e che ancora oggi ospitano i tanti cani della struttura. Poi, probabile che l’Asur opti per la vendita dell’immobile.
E se il futuro del sito è ancora da disegnare, si fa sentire intanto la protesta dei residenti di Luce Cretarola. Non vanno giù a molti cittadini, i distinguo e le riserve degli ultimi giorni a proposito dell'’attivazione del nuovo Villaggio del cane di Montegranaro. A farsi portavoce dei residenti è Simone Trasarti. “Leggiamo i giornali – spiega Trasarti – e rimaniamo sconcertati. A Montegranaro non si vuol far partire il canile perché mancano i pannelli fonoassorbenti e senza che siano realizzati non si darà l’agibilità. Non dimentichiamoci che parliamo di una zona industriale e che le case più vicine si trovano ad almeno mezzo chilometro. Allora tutti noi residenti di Luce Cretarola in questi lunghi anni cosa dovremmo dire? Pluto house si trova a due passi dal centro abitato, è circondato da case dove abitano centinaia di persone, ha ospitato almeno il doppio degli animali che staranno a Montegranaro, che sarà molto più pulito e curato. I rumori li abbiamo dovuti sopportare per anni, senza pannelli né protezioni. Ora si portino i cani alla nuova struttura, per rispetto degli animali prima di tutto. Altrimenti, se la tutela e le attenzioni valgono solo per Montegranaro, ci sentiamo davvero presi in giro”.
Dopo la convalida del sequestro da parte della Procura, l’ANTA onlus ha ricevuto l’incarico di gestire la struttura in Custodia Giudiziaria, per cercare di dare un’adeguata assistenza ai cani e serenità alla popolazione disperata per quel canile indegno di un paese civile. Dopo due anni di costante impegno e in stretta collaborazione con le istituzioni l’ANTA onlus è riuscita a dare una soluzione adeguata.
I comuni hanno aderito alle iniziative dell’ANTA onlus. Grazie alla disponibilità del Sindaco di Montegranaro Giovanni Basso e alla sua Amministrazione, che hanno concesso il terreno necessario, si è potuto dare avvio alla realizzazione del VILLAGGIO DEL CANE, nome voluto dallo stesso Sindaco.
Questo è solo un piccolo passo per risolvere il problema randagismo, serve sensibilizzare, sterilizzare e continuare con l’anagrafe canina.
Bruno Mei Tomasi
il Sig. Bruno Mei Tomasi, presidente dell’ANTA onlus nazionale con sede a Cagliari come sempre i dimentica di riportare situazioni veritiere. E’ pur vero che vi è stata una segnalazione alla Sua spett.le Organizzazione, ci risulta anche nome e cognome della persona che, in buona fede, si era rivolta alla sua persona per cercare di smuovere una situazione stagnante da anni e cioè la non volontà dei Sindaci del comprensorio di attuare quanto di loro competenza: il nuovo rifugio. Purtroppo la buona fede di una volontaria è servita solo come appiglio ad altri elementi, pseudo volontari a tempo perso dell’associazione Pluto , a far sì che una semplice richiesta di collaborazione fosse trasformata in una denuncia di maltrattamento. Questi stessi elementi, sempre presenti durante il primo anno della gestione ANTA, hanno deciso tutto ad un tratto di non considerarsi più elencati nelle file dell’associazione cagliaritana tanto da non aver più messo piede nella struttura: le deduzioni di siffatto comportamento lo lasciamo a chi legge.
Meraviglia esprimiamo nello scorrere il messaggio che il Tomasi lancia al pubblico: , quella struttura risultava la peggiore mai vista prima, gestita da Pluto Progetto Fauna.
Giusto, la struttura di Pluto House non aveva i requisiti per accogliere animali, né tanto meno per accogliere quel numero esagerato di cani. Si sta forse dimenticando il Tomasi che i cani lasciati per strada, non esistendo nel territorio altro rifugio in grado di sopperire all’esistenza di altri canili, avrebbero costituito un pericolo costante per la popolazione, per l’ambiente e per gli animali stessi?
Si sta forse dimenticando il Tomasi che non è giusto classificare la struttura pubblica gestita da un’associazione come lager dimenticandosi di far rientrare nell’elenco anche quella struttura gestita dall’Associazione ANTA di Alba Adriatica? Una struttura carente di ogni requisito idoneo ma pronta a far galleggiare i cani ospitati e per la quale il presidente dell’ANTA onlus Nazionale non ha fatto alcun ricorso a Nirda e simili per far scattare controlli e sequestri accontentandosi di far generare solo la libertà di chiedere aiuti ad un’associazione tedesca per il sostentamento di cani immersi nel fango non ritenendo tale situazione oggetto di maltrattamento
Ritorniamo per un attimo alla richiesta di aiuto all’ANTA della volontaria dell’associazione Pluto e soffermiamoci sulla seguente documentazione :

Pubblica autorizzazione a mezzo stampa dei Sindaci di 22 Comuni che il canile Pluto House poteva rimanere attivo per 5 anni (scadenza anno 2010) e che l’associazione poteva continuare la propria opera.
Ricordiamo, per buona memoria, che nell’anno 2005 il rifugio aveva ricevuto visita del NAS e del NOE di Ancona che nulla avevano rilevato come maltrattamento animale: cani in buona salute, muniti di regolare sigla di identificazione. Unico neo la fatiscenza di una struttura di proprietà di un ENTE pubblico, autorizzata ad esistere in attesa della costruzione di un nuovo rifugio a norma.

Impegno del Comune di Sant’Elpidio a Mare, comune capofila, a sottoscrivere con gli altri Comuni l’accordo per la realizzazione della nuova struttura finanziata da terza persona.
Il tutto a datare 9 marzo 2007, tre giorni prima del blitz. Qualsiasi personaggio legate all’associazionismo animale e qualsiasi corpo delegato al controllo del benessere animale, di fronte a siffatta documentazione, non avrebbe potuto far altro che beatificarsi della prospettiva imminente della realizzazione del nuovo rifugio o quanto meno avrebbe rivolto la propria attenzione a quanti, amministratori Comunali, avevavo autorizzato l’esistenza in quel luogo di un rifugio di animali, visitato negli anni da personale dipendente dei Comuni e dell’azienda sanitaria. Nulla di tutto questo: scopo assoluto era il sequestro di quel rifugio e dei 545 ospiti a quattrozampe dei quali per adesso non forniremo notizia.
Ritornando al discorso dell’inaugurazione del rifugio di Montegranaro ci auguriamo che lo stesso diventi nel tempo quel paradiso “innovativo e foriero” così tanto decantato in passato ………
altrimenti, restando come lo è allo stato attuale, potrebbe solo avere una spiegazione: animali in gabbia con la certezza che, nonostante la tanto decantata opera di socializzazione tra animali già sofferenti di abbandoni e maltrattamenti che sta avvenendo a livello nazionale , chiunque sarà rinchiuso in uno di quei box avrà la possibilità di guardare solo il pezzetto di mondo dall’apertura frontale e di non avere opportunità alcuna di approccio nemmeno con il proprio vicino.
Un ultimo appunto: noi abbiamo lasciato in quel rifugio ben 545 animali, non siamo certi quanti ne siano presenti al momento pur augurandoci che la riduzione numerica possa dipendere da felici adozioni. Sta di fatto che il nuovo rifugio ha ottenuto autorizzazione per 300 posti (cani), sta di fatto che secondo la legge regionale ogni nuovo rifugio può accogliere animali nel rapporto da 5 a 1000 (5 animali ogni 1000 abitanti) e a conti fatti, secondo il totale dei residenti nei 4 Comuni che avrebbero (????) stipulato convenzione con l’associazione ANTA per alloggiare i propri randagi nella nuova struttura, su un totale di circa 61.000 abitanti, la struttura potrebbe ospitare massimo 305 animali. Sta di fatto che, secondo la Nuova Normativa Nazionale le nuove strutture possono essere autorizzate solo nella capienza di un massimo di 200 cani- ordinanza Ministeriale sui canili del 16 luglio 2009 – lettera e) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non deve avere una capacita' superiore o superare le duecento unita' di animali; sta di fatto che l’associazione Pluto Progetto Fauna è stata incriminata per aver accolto un sovrannumero di animali, sta di fatto che la nuova struttura di Montegranaro non solo sta partendo in sovrannumero di presenze ma non sarà in grado di garantire nemmeno il ricovero di tutti quegli animali che vagano come randagi nel territorio dei quattro Comuni interessati.
Ed anche questo lo lasciamo al giudizio di chi legge.
giovedì 27 agosto 2009
In carcere x aver ucciso un cane, prima volta in Italia
In carcere x aver ucciso un cane, prima volta in Italia
Massacrare un cucciolo di cane davanti a tutti, per poi lasciarlo agonizzante in un cassonetto.
Fino a due anni fa per fatti del genere si rischiava soltanto una multa. Poi nel 2004 è arrivata la legge 189, che innalza le sanzioni pecuniarie e introduce la possibilità di condanna al carcere fino a tre anni per chi maltratta, tortura e uccide gli animali “di affezione”: i cani e i gatti.
Antonino S., quarantenne cagliaritano, docente di ingegneria all’università, forse non si era aggiornato. O forse pensava che la legge sarebbe rimasta lettera morta.
Il 12 ottobre ha deciso di compiere un gesto di vendetta contro Giorgio Giambroni, suo condomino in uno stabile alla periferia di Cagliari.
Un rapporto difficile, quello tra il professore e Giambroni: questioni relative alle spese di condominio, “futili sciocchezze” le definisce ora Giambroni: “Sono più di 350 le denunce che tutti noi condomini abbiamo dovuto sporgere contro S.: io mi opponevo a lui per le decisioni condominiali, e lui si vendicava danneggiando le macchine, il cortile, i campanelli. Non solo i miei: il professore era in contrasto con tutti gli abitanti del condominio”.
Fino a quel giorno la rabbia del professore si era sfogata solamente su oggetti inanimati. Ma dopo l’ennesima visita infruttuosa alla stazione dei carabinieri, da cui cercava sostegno per i suoi contrasti con Giambroni e gli altri condomini, qualcosa scatta nella mente del professore.
Raggiunge con il suo scooter via Su Planu ed entra nella rampa delle scale. E’ l’ora di pranzo. Giambroni tiene in cortile due cani, una vecchia meticcia e la sua cucciola di 10 mesi: quando si allontana per la pausa pranzo alla più giovane mette “una leggera catenella per impedirle di uscire in strada e perdersi, come era già accaduto. Mentre la madre ormai è abituata, non si allontana, e posso lasciarla tranquillamente senza catena” spiega Giambroni.
Antonino S. si avventa sulla piccola Travanera. La cagnetta ha 10 mesi, pesa 3 chili, non può scappare perché è legata: non ha scampo. Il professore la strattona per strapparla alla catena, che cede subito. La signora Gabriella, una vicina, si affaccia alla finestra e urla di lasciare la cagnolina, ma il professore continua imperturbabile. “Mi hanno raccontato che la cagna adulta si gettava tra le gambe di S. per cercare di fermarlo e di salvare la figlia. Ma è di taglia minuscola, non poteva riuscirci. E i condomini urlavano di lasciar stare il cane, ma S. non li ascoltava. Quel giorno – aggiunge – era il compleanno di mio figlio”. Il professore sbatte l’animale sul muro ripetutamente, poi se lo carica sullo scooter e lo getta nel primo cassonetto della spazzatura che incontra.
La signora Gabriella nel frattempo non rimane con le mani in mano: chiama i carabinieri segnalando l’accaduto. Il maresciallo arriva sul posto, trova il professore, gli chiede dov’è il cane. “Mi è caduto dallo scooter”, risponde S., e si dilegua. L’ufficiale sente puzza di bruciato, controlla i cassonetti, trova la cagnetta agonizzante. Inutile la corsa verso il veterinario: “Mi hanno chiamato per dirmi che non potevano far nulla, la spina dorsale era fratturata in più punti. Avevano bisogno dell’assenso del proprietario – si commuove Giambroni – per poterla sopprimere. E così l’ho dato”.
Il professore viene denunciato: è accusato di furto pluriaggravato per aver sottratto il cane al suo padrone e di maltrattamenti per averlo ucciso. Ma ancora “in stato di libertà”.
La signora Gabriella il giorno dopo chiama l’Ente nazionale protezione animali, che si interessa al caso e muove subito lo studio legale Rovelli (che patrocina gratuitamente l’associazione): in caso di processo, l’Enpa si costituirà parte civile.
Le indagini sul professor S. proseguono, e il 24 ottobre il Gip Maria Chiara Manganiello firma un’ordinanza di custodia cautelare in carcere: il professor S. viene ritenuto socialmente pericoloso, e per lui si aprono le porte del Buoncammino, la casa circondariale di Cagliari.
Si tratta della prima persona in Italia arrestata e detenuta in carcere per il reato di maltrattamento su animali: un importante traguardo per tutte le associazioni animaliste che hanno combattuto prima per l’approvazione e poi per l’applicazione della legge 189.
Tratto da Ifgonline.it
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I PUNTI PRINCIPALI DELLA NUOVA LEGGE CONTRO I MALTRATTAMENTI DEGLI ANIMALI
MALTRATTAMENTO E DOPING
reclusione da 3 mesi a un anno o multa da 3.000 a 15.000 euro per chi provoca una lesione a un animale, un danno alla sua salute, sevizie, fatiche, lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche. La pena aumenta della metà in caso di morte dell’animale.
ABBANDONO
arresto fino a 1 anno o ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
DETENZIONE INCOMPATIBILE CON LA NATURA DEGLI ANIMALI E PRODUTTIVA DI GRAVI SOFFERENZE
arresto fino a 1 anno o ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Le sanzioni si applicano anche ai casi previsti dalle leggi speciali (caccia ecc.).
SPETTACOLI O MANIFESTAZIONI da cui derivano sevizie o strazio per gli animali
reclusione da 4 mesi a 2 anni e multa da 3.000 a 15.000 euro. La pena viene aumentata di un terzo in caso di scommesse o morte dell’animale.
UCCISIONE PER CRUDELTÀ
reclusione da 3 a 18 mesi. Contrariamente a prima, non si fa più distinzione tra uccisione di animale altrui e uccisione di animale proprio senza maltrattamento (ad esempio se l’animale non malato veniva soppresso su richiesta del proprietario da un veterinario) o di animale “di nessuno”. Ora tutti questi casi vengono sanzionati indistintamente.
COMBATTIMENTI TRA ANIMALI e competizioni non autorizzate
reclusione da 1 a 3 anni e multa da 5.000 a 160.000 euro per chi promuove, organizza o dirige il combattimento. La pena aumenta di un terzo se sono presenti minorenni o persone armate.
ALLEVAMENTO, ADDESTRAMENTO, FORNITURA DI ANIMALI PER COMBATTIMENTI
reclusione da 3 mesi a 2 anni e multa da 5.000 a 30.000 euro.
PRODUZIONE, COMMERCIALIZZAZIONE E IMPORTAZIONE DI PELLI DI CANE O GATTO
arresto da 3 mesi a 1 anno o ammenda da 5.000 a 100.000 euro, con confisca e distruzione del materiale.
SPERIMENTAZIONE SENZA ANESTESIA NON AUTORIZZATA
reclusione da 3 mesi a 1 anno o multa da 3.000 a 15.000 euro.
domenica 23 agosto 2009
Forlì: polemiche e sospetti su cani provenienti dal sud
Il fatto: la onlus, secondo le dichiarazioni di Tiziana Bordini, avrebbe procurato il cucciolo tramite il contatto con l'associazione Aronne di Agrigento. "Abbiamo accolto alcuni cuccioli in quanto avevamo richieste di adozione da famiglie del centro-nord. I cuccioli sono arrivati all'aereoporto di Bologna il giorno 5 agosto e nello stesso giorno alcuni sono stati direttamente affidati dalla volontaria Barbara, che tanto si adopera per il benessere degli animali, alle famiglie richiedenti alle quali avevamo già fatto il controllo pre-affido. A Forlì è stata adottata una dolcissima cucciola di 3 mesi, ma quando il signor F. H. si è presentato presso l'ambulatorio della d.ssa M.P. (libera professionista nonchè direttore del canile comprensoriale di Forlì, come lei stessa ha precisato) chiedendole di microchippare il cane, ha ricevuto un fermo NO seguito da un mare di polemiche sull'adozione del cane".
La dottoressa ha spiegato di avere agito semplicemente nel rispetto della legge, che prevede che il microchip venga inserito entro i primi 30 giorni di vita del cane. "Ho agito secondo il mio codice deontologico - spiega la Magnani - per tutelare, non conoscendo in nessun modo il tracciato dell'animale, il cane e la famiglia affidataria". "Inoltre il rischio di diffondere malattie pericolose, come la rabbia, rientrata in Italia dopo 40 anni, e la leihsmaniosi, quasi assente nelle nostre zone, siste quando non si conosce quasi nulla nel cane, privo di microchip"
I sospetti: "Dietro questa faccenda c'è qualcosa che non quadra - afferma immediatamente Usberti, al quale il caso è stato segnalato dalla dottoressa - L'associazione ha inviato una mail esclusivamente diffamatoria. Devo completare alcune ricerche ed appena avrò i dati completi li trasmetterò alla Procura. Sono molto frequenti i traffici non regolari di animali e su questo cane non c'erano informazioni. Come ha viaggiato? Perchè è partito? La dottoressa ha agito correttamente".
giovedì 20 agosto 2009
trovata a porto recanati
Trovata in Via Sorbelli che va anche a Loreto, è la strada provinciale.C i hanno chiesto aiuto per mettere i volantini, grazie.

mercoledì 19 agosto 2009
PROTESTA: FERMO, LE VIETANO DI ENTRARE IN CHIESA CON IL CANE

Gentili amici sul “Resto del Carlino” del 9/08/09, è uscita una lettera di denuncia di un cittadino di Fermo (Ap) che è stato testimone di un episodio di intolleranza da parte del sacrestano di una nota chiesa della città verso un cagnolino entrato in chiesa al guinzaglio della sua compagna umana.L’uomo ha sbarrato l’ingresso alla donna con fare maleducato , adducendo il fatto che ci fosse un ordine di divieto della Curia in merito. Scriviamo tutti una bella lettera di protesta alla Curia di Fermo (Fm) per chiedere che si faccia luce sull’episodio e il sacrestano venga educato a ben altro atteggiamento di rispetto verso gli animali e se è vero che c’è un ordine di divieto in merito spieghiamo alla Curia i motivi per cui tale ordine è non solo ingiustificato, ma dannoso poiché afferma con forza un principio razzista e specista verso creature innocenti la cui sola colpa sarebbe quella di non appartenere alla razza umana; ignorando che tutti gli esseri viventi sono creature di Dio e che Cristo ci ha insegnato ad amare senza confini di razza e di specie così come S.Francesco è stato il Santo modello di amore universale verso gli animali espressione più nobile e pura del creato.
Messaggio tipo: da inviare a: curia@fermo.chiesacattolica.it
Spett.Curia di Fermo
Abbiamo letto sul “Resto del Carlino” del 9/08/09 rubrica “ lettere”, un articolo di denuncia di un cittadino il quale è stato testimone di un episodio d’intolleranza da parte del sacrestano di una nota chiesa di Fermo, verso un innocente cagnolino di una turista a cui è stato precluso l’ingresso in chiesa . Vi chiediamo di far luce su questo episodio e di richiamare il sacrestano a un maggiore rispetto degli animali che sono a tutti gli effetti Creature di Dio e parte della sua creazione. Non vediamo inoltre, il motivo di tale comportamento né il pregiudizio che possa arrecare la presenza di un cagnolino mite e al guinzaglio della sua compagna umana.Si tratta di un comportamento ingiustificato che esula da quel rispetto dovuto a tutte le creature di Dio e professato da Cristo, verso i nostri amici animali.
Tali comportamenti vanno ad accrescere una cultura d’intolleranza e in più contribuiscono a fare del cane un problema, dato che molte persone soprattutto i turisti, non possono lasciarlo a casa, né fuori dalla porta da solo. Sappiamo quanto sia triste il fenomeno degli abbandoni degli animali e il fatto che ci siano bambini che muoiono di fame (risposta standard sempre pronta e comoda quando si tratta di diritti degli animali) non significa che non bisogna guardare anche a salvaguardare tutte le altre creature che su questa terra, soffrono per colpa del razzismo umano. Sono ben altri a non dover entrare in chiesa : i pedofili, gli assassini, gli sfruttatori delle prostitute,i ladri, etc....
Aspettiamo in merito una vostra risposta e posizione ufficiale nonché impegno ad aprire anche agli animali l’ingresso nelle chiese come in tutti i paesi europei più evoluti,dato che non c’è nessuna legge di stato che lo impedisca.
Distinti saluti
Nome e cognome e indirizzo