Pluto Progetto Fauna onlus
- L'Associazione
- Pluto Progetto Fauna onlus, costituita nel 1991, è una onlus che si occupa di tutelare gli animali abbandonati e prevenire il randagismo. Responsabile della gestione del Rifugio Pluto House sino al marzo 2007, oltre ad aver provveduto all'intervento, cura, mantenimento e affidamento di oltre 6500 animali abbandonati, si occupa da sempre della promozione delle adozioni, della prevenzione degli abbandoni, dell'incentivazione delle sterilizzazioni, della salvaguardia delle colonie feline. Opera anche a livello preventivo, attuando campagne di sensibilizzazione e informazione nelle scuole di ogni ordine e grado e organizzando eventi formativi per i cittadini. PER INFORMAZIONI 347.8439127 plutohouse@hotmail.it
lunedì 8 novembre 2010
IL CANILE DI STATTE GESTITO IN MODO IRREGOLARE?
http://www.pugliapress.org/2010/11/06/il-canile-di-statte-gestito-modo-irregolare/
Sono mesi, forse anche più di un anno, che Gianpaolo Vietri, consigliere comunale d’opposizione (pdl), studia il problema randagismo, con particolare riferimento alle questioni amministrative, e dopo aver raccolto una quantità rilevante di documentazione, esibisce in conferenza stampa, dati, fatture, atti, dai quali emergono una serie di interrogativi. Domande che lo stesso Vietri, dopo aver avuto una serie di spiegazioni dal dirigente del settore, dott.ssa Anna Maria Franchitto, in sede di audizione della commissione garanzie, ha rivolto direttamente, con una interrogazione a risposta scritta, al sindaco Stefàno. L’obiettivo principale di Vietri è conoscere lo stato dei fatti in riferimento particolare alla gestione del canile ubicato in zona Leucapside nel territorio di Statte, attualmente affidato dall’ Associazione Nazionale Tutela Animali. Due i quesiti più rilevanti: 1)quale regime amministrativo-contrattuale-convenzionale è utilizzato per l’affidamento della gestione dopo il suo dissequestro; 2) quali verifiche sono state effettuate sull’effettivo numero di cani ospitati e regolarmente riconosciuti in fase di pagamento da parte del Comune di Taranto.
“Innanzitutto”, afferma Vietri in una lunga e dettagliata memoria consegnata ai giornalisti “va rilevato che la struttura in località Leucaspide è sprovvista di autorizzazioni, in quanto mancante dei requisiti minimi igienico-sanitari previsti per le strutture rifugio, e che all’interno vi sono pannelli di cemento-amianto non incapsulati…; non a caso la struttura è stata, in passato, posta sotto sequestro dal N.I.R.D.A. del Corpo Forestale dello stato e la gestione affidata, dalla Autorità Giudiziaria, in custodia all’ANTA. ” Il primo punto inserito nella richiesta rivolta al sindaco quindi fa riferimento alla assenza di atti amministrativi; Vietri chiede a Stefàno: “se esiste un atto di adeguata valenza amministrativa che regoli il rapporto della amministrazione comunale con l’ANTA dalla data di dissequestro del canile ad oggi…o se invece l’ Amministrazione ha ritenuto una semplice lettera dell’ assessore Contino sufficiente a legittimare il pagamento delle somme richieste dall’associazione ANTA negli ultimi due anni” Si passa poi all’aspetto numero di cani ospitati; La legge regionale nr. 12/1995, ribadita con altro provvedimento normativo nr. 26/2006, stabilisce che le strutture rifugio debbano ospitare al massimo 200 unità. Vietri rileva che l’ASL nel novembre del 2008 ha censito nr. 225 cani di Taranto ospitati nel canile di Statte. Nel dicembre del 2009 il comune di Taranto ha riconosciuto il pagamento della retta di mantenimento per un totale di 367 cani, quindi 167 più del limite di legge. La seconda domanda al sindaco quindi è la seguente: “come mai il numero dei cani a carico del comune di Taranto risulta notevolmente maggiore rispetto a quanto comunicato dalla ASL-TA1 nel novembre 2008 in presenza di un divieto di introdurre ulteriori animali all’interno della struttura?” Domande non di poco conto quindi che attengono aspetti di legittimità amministrativa. Nel documento infine si evidenziano alcune discrasie in riferimento alla spesa per i canili. Per la struttura gestita, non si sa a questo punto a che titolo, dall’ ANTA, il comune riconosce 2,23 euro giorno a cane più le spese di mantenimento della struttura. Al canile privato invece viene riconosciuta una retta pari a 1,77 euro giorno/cane che comprende l’ammortamento per la costruzione del rifugio e tutte le spese di gestione e manutenzione. La domanda che Vietri a questo punto aggiunge è quale utilità derivi dall’affidare la gestione della struttura ad una organizzazione onlus. Tocca ora al sindaco rispondere.
Ecco gli angeli-salvacavalli contro l'inferno dei mattatoi
4 NOVEMBRE 2010
Ecco gli angeli-salvacavalli contro l'inferno dei mattatoi
Si chiamano Horse Angel e lottano per evitare che gli animali, un tempo protagonisti negli ippodromi, vengano ora macellati
Oscar Grazioli
Ho scritto numerose volte (ma repetita
iuvant) che, quando non si è vegetariani, fare delle distinzioni nel
mangiare la carne di questo o di quella specie animale diventa un
problema eticamente molto complesso e delicato. Una delle mie nipotine,
di 11 anni, che ha deciso, in modo del tutto autonomo di approdare al
vegetarismo ha lasciato una decina di commensali allibiti e senza
parola, quando, di fronte a due fettine di carne bianca, ha affermato a
voce alta e priva di alcun timore: «Forse che il tacchino ha meno
diritti di altri animali? Si può avere un po' di formaggio, per
favore?».
D'altronde, pur riconoscendo le ragioni etiche della precoce
ragazzina, quando penso alla straordinaria importanza che ha avuto il
cavallo nella storia dell'uomo, non posso esimermi dal tributargli un
altrettanto straordinario rispetto. Il cavallo ha permesso all'uomo di
spostarsi, di muoversi, di fuggire e di trovarsi, ha concesso ai popoli
di coprire distanze infinite. Senza il cavallo l'uomo non sarebbe
l'uomo. Nessuno può sindacare se chi sente nel profondo, questo debito
di riconoscenza evita di mangiare carne di cavallo e così pure di asino
e mulo, altri animali che vantano enormi crediti verso l'umana specie.
Per decine d'anni medici ignoranti hanno consigliato il pesto di
cavallo crudo «che fa buon sangue» e la gente si ammalava di
trichinellosi e salmonellosi.
Il problema della carne di cavallo è
complicato dal fatto che gli equini impiegati nell'attività sportiva
finiscono regolarmente sulle tavole, spesso dopo avere assunto agenti
dopanti d'ogni tipo, compreso il Viagra, come accertato qualche tempo
fa nell'ippodromo semiclandestino di Napoli, dove 80 cavalli sono
risultati positivi alla pillola blu. Se qualcuno dovesse pensare che le
corse clandestine, il doping e i macelli nei garage sono un fenomeno
che riguarda pochi criminali, sbaglierebbe di grosso. Sì certo,
riempire di Viagra un cavallo, spremerlo come un limone e quando
polmoni e cuore non ce la fanno più, inviarlo in un lurido «basso» a
finire la vita appeso al gancio, è roba da criminali. Ma c'è un altro
tipo di criminalità che si fa fatica a definire tale solo perché la
legge non la vieta. Come è possibile allenare un cavallo, stargli
vicino la notte prima della corsa, abbracciarlo quando vince, per poi
accompagnarlo in macello solo perché si è lacerato un piccolo tendine
che
non gli permetterà più di piazzarsi? Con quale coraggio lo si
guarda negli occhi e gli si allunga l'ultima pacca spingendolo davanti
alla pistola, mentre lui scalpita e indietreggia perché sente il puzzo
della morte? Con il coraggio d'essere vigliacchi.
I cavalli indirizzati
verso l'attività agonistica avrebbero diritto, una volta finita la
carriera, a un onorato riposo e possibilmente non quello eterno. Per
questo principio sostanzialmente scendono in campo gli Horse Angels,
l'Associazione per la Protezione degli Equidi e numerose altre
organizzazioni animaliste che hanno indetto, per il 14 novembre a Roma,
la sfilata di un corteo, dall'ex galoppatoio di Villa Borghese a Piazza
di Siena, per dire di no alla macellazione dei cavalli sportivi. Si
calcola che, in Italia, 100.000 cavalli all'anno finiscano nel circuito
della macellazione, più o meno legale. Il corteo terminerà con la
consegna delle migliaia di firme raccolte a favore della proposta
dell'on. Frassineti (Pdl) contro la macellazione degli equidi e per il
riconoscimento del cavallo come animale d'affezione. Speriamo sia una
lungo, pacifico e ascoltato corteo.
martedì 12 ottobre 2010
smarrita
SMARRIMENTO DEL MIO CANE CHE AD OGGI RISULTA ANCORA DISPERSO:
LA NOTTE TRA IL 9 E IL 10 SETTEMBRE SI E’ SMARRITO IL NOSTRO CANE E'
SCAPPATO DI CASA CAUSA UN FORTE TEMPORALE: FEMMINA METICCIA DI 7 ANNI
DI NOME SAMI, TAGLIA MEDIA (18 KG), COLOR CREMA E BIANCO, A PELO LUNGO,
CON UN COLLARE BLU E MICROCHIP n°981100000168241 , MOLTO PAUROSA E
DIFFIDENTE DEGLI ESTRANEI. SI E' PERSA A PONTERANICA (BG) ZONA
MARESANA MA POTREBBE ESSERE DIRETTA OVUNQUE, ANCHE A GRANDI DISTANZE !
PER QUALSIASI SEGNALAZIONE O AVVISTAMENTO VI PREGHIAMO DI CONTATTARCI
AL NUMERO:
NICOLA: 339/1243724 o via posta
elettronica: nicolagen@hotmail.com
VI RINGRAZIO IN ANTICIPO PER LA
VOSTRA COLLABORAZIONE
giovedì 30 settembre 2010
appello per 2 pony
colore sauro e palomino di pressappoco 11 anni. Sono di carattere
docile e affettuosi e sono abituati a stare insieme. Chi fosse
disponibile, è invitato a scrivere a bairos@tin.it lasciando i recapiti
telefonici.
giovedì 16 settembre 2010
esperimenti con aminali: risposta di Oreste Rossi
Oreste Rossi
Mi spiace essere stato oggetto di insulti gratuiti di
persone in cattiva fede, o disinformate relativamente al voto che ho
espresso su tale direttiva.
La legislazione esistente nella maggior
parte dei paesi europei era lacunosa e senza alcun rispetto riguardo
gli animali usati a fini scientifici. Tra le novità introdotte nel
testo approvato in via definitiva, vorrei sottolineare che si
promuovono metodi alternativi di ricerca e riduzione del dolore
inflitta alle cavie (90% sono topi), si riduce l'uso dei primati, che
possono essere testati solo quando é scientificamente provato
impossibile l'uso di tecniche alternative, si classificano le gravità
delle procedure e si assicurano ispezioni regolari senza preavviso in
almeno 1/3 dei laboratori ogni anno.
È evidente a chiunque si informi
che questa nuova legislazione individua un punto di equilibrio tra la
protezione degli animali e la necessità della ricerca scientifica.
È
chiaro che se si devono sperimentare nuovi farmaci o tecniche di cure
non si può di certo farlo usando gli esseri umani.
Quello che mi chiedo
e che chiedo a coloro che mi hanno coperto di insulti e minacce, come
mai non si siano fatti sentire con la stessa intensità e virulenza, ad
esempio sulla macellazione rituale, pratica questa si perfettamente
inutile, che comporta lo sgozzamento di animali vivi per motivi
religiosi. Forse i 30 minuti di agonia che patiscono gli animali
sgozzati con la macellazione rituale non pesano sulle coscienze dei
cosiddetti animalisti?
Analizzando inoltre il percorso legislativo
della direttiva, vorrei ricordare che il testo in prima lettura é stato
approvato nella precedente legislatura, quindi da deputati diversi da
quelli attuali, con un voto (31 marzo 2009) in Commissione Agricoltura,
a cui ha fatto seguito lapprovazione a larghissima maggioranza, in
seduta plenaria a Strasburgo, il 5 maggio 2009 con 540 voti a favore,
66 contrari e 34 astensioni.
Nel quadro della procedura di codecisione
il Consiglio ha poi approvato la posizione comune il 3 giugno 2010.
Tale testo é stato in seguito approvato in seconda lettura dalla
Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, senza nessuna modifica
a larghissima maggioranza da tutti i gruppi politici, il 12 luglio 2010
con 28 voti a favore, 4 astenuti e 0 contrari.
Ultimo passaggio, l
approvazione definitiva lo scorso 8 settembre durante la sessione
plenaria a Strasburgo, anche in questo caso a larghissima maggioranza.
Per completezza d'informazione e di chiarezza, vi indico il link che vi
permetterà di avere lintero ciclo di vita della proposta di direttiva,
i suoi contenuti, le sue novità e i cambiamenti intervenuti nel corso
del tempo, Così potrete verificare i miglioramenti (per gli animali)
apportati da questa nuova direttiva rispetto la precedente.
Oreste
Rossi
FederFauna deposita esposto su caso Guberti e da il via ad animalistopoli
15 SETTEMBRE 2010
FederFauna deposita
esposto su caso Guberti e da il via ad "animalistopoli"
Su
associazioni animaliste e interessi economici e di potere celati da
quelli sbandierati in difesa degli animali.7 le Procure interessate, 29
le pagine di esposto, 462 gli allegati, 1 cd con filmati e tantissime
foto, 10 le persone chiamate direttamente a testimoniare, piu' tutte
quelle che vorranno sentire i Magistrati. Questi sono i numeri
dell'ultimo esposto depositato da FederFauna per fatti avvenuti da fine
dicembre 2008 ad oggi, sul caso dei pointer dell'allevamento Del Vento
di Ravenna e sui tanti dubbi emersi in merito alla gestione del
sequestro e degli animali, da parte di agenti della Forestale e di
associazioni animaliste. L'esposto, assieme ad altri numerosi atti
giudiziari collegabili, tra esposti e querele depositati in questi
mesi, potrebbe accorparsi in un'unica maxi inchiesta che qualcuno ha
gia' battezzato "animalistopoli". Ricordiamo tra questi l'esposto
depositato a inizio giugno dall'europarlamentare Sergio Berlato, per
denunciare il coinvolgimento di animalist
i nella tratta clandestina di
cani randagi dall'Italia verso l'estero e quello depositato a luglio
dall'Associazione Cacciatori Lombardi, sempre assieme a FederFauna, in
merito ai benefici economici delle associazioni animaliste onlus a
fronte di loro posizioni e iniziative che ben poco avrebbero di
utilita' sociale (basato anche sulle interrogazioni del Senatore
Valerio Carrara). Tali atti, nel complesso, puntano a far luce su
interessi economici e di potere, da parte di tante associazioni
animaliste, che si celano sotto quelli sbandierati in difesa degli
animali, e a denunciare reati, che per portare benefici a qualcuno,
producono danni o ingiustizie per numerosi onesti cittadini e nessun
reale vantaggio per gli animali. L'annuncio dell'esposto sul caso
Guberti, caso che ha generato anche diverse interrogazioni da parte di
parlamentari dell'UDC, del PDL e della Lega Nord, viene dato poco prima
che torni in discussione al Senato un Ddl chiamato "ratifica di
convenzione europea sugli
animali da compagnia del 1987", che di
ratifica ha ben poco visto che le leggi italiane in oltre vent'anni
hanno raggiunto e superato i suggerimenti dell'Europa, ma che propone
una modifica del codice penale. Tale modifica potrebbe parificare per
gravita' un reato doloso ad uno colposo nel caso del maltrattamento di
animali e rendere quindi ancor piu' facile sequestrare animali di
proprieta' da assegnare alle associazioni animaliste, le quali
potrebbero anche richiedere le spese di mantenimento (senza limite
fissato) a chi ha subito il sequestro. Per quanto riguarda gli esposti,
visti i numerosi nomi noti che contengono, tra i quali anche quelli di
persone facenti parte della pubblica amministrazione e vista anche la
pesantezza dei reati sui quali vogliono far luce, FederFauna si e' gia'
proposta di organizzare a breve alcune conferenze stampa.
lunedì 13 settembre 2010
Vivisezione: la lista dei firmatari
13 SETTEMBRE 2010
Vivisezione | La lista dei firmatari
italiani
Ecco l'elenco dei deputati italiani che hanno votato la nuova
direttiva sulle sperimentazioni sugli animali.
1-Gabriele ALBERTINI
(PdL)
2-Roberta ANGELILLI (PdL)
3-Alfredo ANTONIOZZI (PdL)
4-
Raffaele BALDASSARRE (PdL)
5-Paolo BARTOLOZZI (PdL)
6-Sergio BERLATO
(PdL)
7-Vito BONSIGNORE (PdL)
8-Antonio CANCIAN (PdL)
9-Giovanni
COLLINO (PdL)
10-Lara COMI (PdL)
11-Carlo FIDANZA (PdL)
12-
Elisabetta GARDINI (PdL)
13-Salvatore IACOLINO (PdL)
14-Giovanni LA
VIA (PdL)
15-Barbara MATERA (PdL)
16-Mario MAURO (PdL)
17-Erminia
MAZZONI (PdL)
18-Alfredo PALLONE (PdL)
19-Aldo PATRICIELLO (PdL)
20-
Licia RONZULLI (PdL)
21-Potito SALATTO (PdL)
22-Amalia SARTORI (PdL)
23-Marco SCURRIA (PdL)
24-Sergio Paolo Francesco SILVESTRIS (PdL)
25-
Salvatore TATARELLA (PdL)
26-Iva ZANICCHI (PdL)?
27-Mara BIZZOTTO
(Lega Nord)
28-Mario BORGHEZIO (Lega Nord)
29-Lorenzo FONTANA (Lega
Nord)
30-Claudio MORGANTI (Lega Nord)
31-Fiorello PROVERA (Lega
Nord)
32-Oreste ROSSI (Lega Nord)
33-Matteo SALVINI (Lega Nord)
34-
Giancarlo SCOTTÀ (Lega Nord)
35-Francesco Enrico SPERONI (Lega Nord)
36-Sergio Gaetano COFFERATI (PD)
37-Luigi BERLINGUER (PD)
38-Paolo DE
CASTRO (PD)
39-Roberto GUALTIERI (PD)
40-Pier Antonio PANZERI (PD)
41-Mario PIRILLO (PD)
42-Gianni PITTELLA (PD)
43-Vittorio PRODI (PD)
44-David-Maria SASSOLI (PD)
45-Carlo CASINI (UDC)
46-Antonello
ANTINORO (UDC)
47-Luigi Ciriaco DE MITA (UDC)
48-Vincenzo IOVINE
(IdV)
49-Pino ARLACCHI (IdV)
50-Herbert DORFMANN (SVP)
51-Clemente
MASTELLA (UDE)
52-Magdi Cristiano ALLAM (Io Amo lItalia)"
IL
GIORNALE
13 SETTEMBRE 2010
Sperimentazione sugli animali, infamie al
condizionale
Caro dottor Granzotto, rispondendo alla lettrice Isabella
DOnofrio lei si impegnò a «spulciare» il sito Internet del Parlamento
europeo per stanare i «disonorevoli» che hanno votato la direttiva
sulla sperimentazione sugli animali, cani e gatti randagi in
particolare. Nel caso avesse avuto successo, fornirebbe a noi lettrici
e lettori amanti degli animali i risultati della sua ricerca?
Sì, certo, gentile lettrice, anche se non sono molto soddisfatto dei
risultati. Resta confermato in base allarticolo 11 paragrafo 1 secondo
comma della risoluzione, che su rane, topi, porcellini dIndia,
criceti, gerbilli della Mongolia, primati (ovviamente non umani), cani
e gatti è consentita la sperimentazione e «la ricerca di base e per la
cura di malattie, i test di efficacia dei farmaci, linsegnamento
superiore e le indagini medico-legali». Si legge poi che «poiché gli
antecedenti di animali allo stato selvatico o divenuti randagi delle
specie domestiche non sono noti e la loro cattura e detenzione negli
stabilimenti ne accresce langoscia, essi non dovrebbero essere usati
nelle procedure». Luso dellipocrita, mascalzonesco condizionale in
luogo del presente indicativo lascia ovviamente mano libera e pertanto
la vedo brutta per cani e gatti randagi. E a proposito di condizionali,
senta qua: «I metodi scelti dovrebbero, per quanto possibile, evitare
come punto finale la morte
dovuta alle gravi sofferenze causate».
Dando dunque per scontate le gravi sofferenze, la morte dovrebbe essere
evitata «per quanto possibile». Ma si può? Il suggello a una direttiva
alla carlona, tutto fumo di buone intenzioni e alcun arrosto che in
pratica lascia campo libero alla sperimentazione «dura» sugli animali è
la raccomandazione finale: «Per permettere alle autorità competenti di
monitorare il rispetto della presente direttiva, se possibile ogni
stabilimento dovrebbe registrare con cura il numero di animali, la loro
origine e la loro sorte». Se possibile. Dovrebbe. Ma a questo punto non
potevano, gli europarlamentari, sintetizzare la legge in un semplice
semplice: «Fate quello che vi pare»?
Comunque, è andata come è andata,
gentile amica: con soddisfazione degli onorevoli parlamentari europei,
la risoluzione è passata alla grande. Impossibile, nonostante i suoi
continui richiami alla trasparenza, trovare nel sito dellUnione
europea il dettaglio del voto. A dire la verità, nemmeno il risultato
finale, quanti «sì», quanti «no» e quanti «astenuti» (e meno che mai il
numero dei presenti in aula, probabilmente perché, al solito,
semideserta). Dobbiamo quindi accontentarci delle dichiarazioni di voto
di cinque nostri europarlamentari. Votando «sì» lonorevole Giancarlo
Scottà, della Lega, ha aggiunto che il testo della risoluzione «trova
un punto di equilibrio che permette di utilizzare metodi che provocano
il minor dolore possibile». Altro che ha votato «sì» è Paolo De Castro,
del Partito democratico, il quale ha anche sbarrato la strada ai
parlamentari che richiedevano un ulteriore riesame del testo.
Elisabetta Gardini, pidiellina, ha votato «sì» perché «purtroppo, la
rice
rca sugli animali resta fondamentale». Un «no» è venuto dalla
dipietrina Sonia Alfano che aveva chiesto, inascoltata, il rinvio del
testo («che permette lesperimento per scopi didattici e il riutilizzo
degli animali anche con metodi che provocano dolore») in Commissione
parlamentare. Infine Cristiana Muscardini, pidiellina anchessa, ha
espresso in aula la speranza che la risoluzione sia presto rivista per
«smettere di esercitare esperimenti inutili e ripetitivi». Sembrerebbe
un «no», ma potrebbe essere anche un «sì» con riserva.
GEA PRESS
13
SETTEMBRE 2010
Direttiva vivisezione. Il quasi mea culpa dell
europarlamentare Pino Arlacchi.
GEAPRESS Sommersi da migliaia di
messaggi mail, gli europarlamentari che hanno votato in favore della
Direttiva vivisezione lo scorso 8 settembre al Parlamento Europeo,
cercano di difendersi. Chi adduce colpe ad improbabili iter
parlamentari, come il caso dellOnorevole Pittella, chi difendendone la
bontà addita la lobby animalista, fatto che purtroppo corrisponde al
vero, come ha fatto Paolo De Castro, chi invece chiama in ballo l
ignoranza sullargomento ed il voto favorevole degli stessi Verdi sul
testo finale (pensiamo che lOn.le Arlacchi si riferisca a quello
esentato dalla Commissione).Vi proponiamo sotto il testo di risposta
dellOn.le Arlacchi (PD). Una ulteriore conferma di quanto avvenuto in
Parlamento così come riferito nell intervista shock rilasciata a
GeaPress dallOn.le Sonia Alfano.
Roma, 10 set.2010
di Pino Arlacchi
Ho ricevuto alcuni messaggi di protesta sul mio voto in Parlamento
Europeo a proposito della mozione che regola la vivisezione. E dico
subito che ho un posottovalutato il tema, affidandomi alla valutazione
del mio gruppo (ALDE, i democratici e liberali europei), senza
approfondire l argomento con una indagine personale. Ma prima di
comunicare ai miei lettori ed elettori quale sarebbe stata la mia
posizione se fossi stato messo allerta sullimminenza di una votazione
così sensitive e, ancora più importante, quale sarà il mio
orientamento futuro sullo stesso tema, dato che la materia è appena
all inizio di un percorso, permettetemi di raccontarvi come sono
andate le cose in aula mercoledì scorso.Quando si è arrivati alla
questione vivisezione, un paio di parlamentari hanno chiesto la parola
per chiedere, a n orma di regolamento, non una votazione pro o contro
la vivisezione, ma il semplice rimando del testo alla Commissione che
lo aveva licenziato per il parere finale.
È fondamentale chiarire
questo punto, perché se si fosse trattato di esprimere un parere secco,
avrei sicuramente votato contro la vivisezione, perché la ritengo una
pratica inaccettabile, crudele, e non più indispensabile per l
avanzamento della medicina.
Davanti a me avevo la lista di voto del mio
gruppo, che indicava un voto favorevole al provvedimento. Sono
contrario ai colpi di mano in seduta plenaria, perché sono una tecnica
che sfrutta gli aspetti più deteriori del sistema parlamentare, ed è
adottata in prevalenza dai demagoghi e dai furbetti che tentano di
rovesciare lesito prevedibile di un provvedimento approfittando di
circostanze fortuite quali la distrazione o la disinformazione dei
deputati, le assenze momentanee dall aula, la confusione che si crea
in particolari momenti e che induce alcuni parlamentari perfino a
sbagliare pulsante (non meravigliatevi, ho verificato di persona che
ciò è successo anche a colleghi di primo piano in votazioni-chiave).
L
intervento del Presidente della Commissione competente, De Castro,
inoltre, ha ridotto la mia incertezza: si era discusso del tema per
oltre un anno in Commissione, e il testo finale era stato approvato
anche dal gruppo dei Verdi, che adesso ne prendevano inspiegabilmente
le distanze. Non sarebbe stato serio da parte del Parlamento
disconoscere dun colpo il lavoro condotto dai suoi membri.
Il testo è
stato infine approvato, ma la possibilità di ritornare sul tema con una
posizione più netta, di abolizione delle pratiche più degradanti e
dolorose di sperimentazione scientifica sugli animali, è aperta, anzi
apertissima. E il sottoscritto sarà in questo caso in prima fila n ella
battaglia per i diritti delle specie animali.
domenica 12 settembre 2010
Tutto ciò che volevate sapere sulla «direttiva vivisezione» ma non avete osato chiedere
Tutto ciò che volevate sapere sulla «direttiva vivisezione» ma non avete osato chiedere
di Chiara De Capitani
E' difficile scrivere e giudicare obbiettivamente un tema sensibile come i test
scientifici sugli animali. Ad alcune ore di distanza dallapprovazione
della direttiva 86/609[1] sull'utilizzazione degli animali per scopi
scientifici sono apparsi innumerevoli articoli indemoniati, su social
network, giornali di piccola e grande stampa, spesso con lo scopo
sfruttare la sensibilità dei lettori. Larticolo della Repubblica.it
intitolato Vivisezione, direttiva Ue "Sì ai randagi come cavie"[2] »
dopo solo cinque ore dalla pubblicazione raccoglieva piu di 500
commenti indignati ( sul sito e sulla pagina facebook) dimenticando di
descrivere lo scopo della direttiva e i (seppure pochi) punti positivi
che essa introduce nelle ricerche sugli animali.
Sempre obbiettivamente, tale direttiva è una delusione per quelli che l
aspettavano da due anni e speravano comportasse una quasi-
illegalizzazione dei test sugli animali ed un serio coinvolgimento
degli Stati Membri nella promozione di tecniche di ricerca alternative,
e la sua struttura corrisponde a una serie di limiti seguiti da
eccezioni, a volte ragionevoli, a volte no[3].
Il testo, sebbene nettamente meno proibitivo della versione proposta nel 2008 dalla
Commissione fa rientrare nel suo scopo quelle che chiama le tre R :
rimpiazzamento (dei test sugli animali con test scientifici
alternativi) riduzione (degli animali utilizzati), e raffinamento
(delle condizioni degli animali prima durante e dopo i test
scientifici.). Un altro punto positivo è il principio sancito all
Articolo 2: "Gli Stati Membri possono, osservando le regole generali
presenti nei trattati, mantenere le proprie provisioni in vigore, se
hanno lo scopo di assicurare una protezione più estensiva degli
animali", permettendo allItalia, paese allavanguardia in materia di
protezione degli animali di non abbassare i propri standard e
promuovere ulteriormente la ricerca di metodologie alternative alla
sperimentazione sugli animali.
Ma analizziamo in dettaglio le
tematiche calde del testo
Qual'è il senso e direzione della direttiva di cui dovrebbero ispirarsi gli Stati Membri?
Prima di citare il contenuto stesso della direttiva, il parlamento europeo riconosce
(al punto 46) che la disponibilità di metodi alternativi di ricerca
sia altamente dipendente dal progresso delle ricerche e nello sviluppo
di queste alternative in modo da incrementare la competitività
della ricerca e dellindustria nellunione e di rimpiazzare, ridurre e
raffinare lutilizzo di animali nelle procedure, la Commissione e gli
Stati Membri dovrebbero contribuire alla ricerca tramite mezzi propri
in vista dello sviluppo e validazione di approcci alternativi (alla
sperimentazione animale), tematiche poi riprese nellArticolo Primo.
Ma è larticolo 4 (Principio di rimpiazzamento, riduzione e
raffinamento) a dare il colore generale della direttiva:
Gli Stati Membri dovranno garantire che, ovunque sia possibile, vengano
utilizzati metodi scientifici soddisfacenti o test che non comportino l
utilizzo di animali vivi.
Gli Stati membri dovranno garantire che il
numero di animali utilizzato in progetti è ridotto al minimo senza
compromettere gli obbiettivi del progetto.
Gli Stati membri dovranno
assicurarsi del raffinamento dellallevamento, sistemazione, cure e,
quanto ai metodi utilizzati nelle procedure alleliminazione o
riduzione al minimo possibile del dolore, sofferenza, angoscia o dolori
permanenti agli animali
Quali sono gli animali soggetti a test
scientifici ed in quali circostanze?
I paragrafi 2 e 3 dellarticolo 1
prevedono che la direttiva si applicherà ai vertebrati non umani
(inclusi certi tipi di larve e alcuni mammiferi) e cefalopodi.
L'Articolo 5 inquadra invece gli scopi delle procedure di test sugli
animali che sono: ricerca scientifica, ricerca con lo scopo di
prevenzione , diagnosi, condizioni fisiologiche o trattamenti di
malattie, malesseri o i loro effetti su uomini, animali o piante, il
benessere di animali e il miglioramento delle tecniche di produzioni
agricole che richiedono lutilizzo di animali, nello sviluppo,
manutaffore o test di medicine, cibi, per la protezione dell'ambiente naturale negli interessi della salute e benessere dell'essere umano o animali, ricerca in vista della preservazione delle specie,
didattica (punto controverso citato anche dalla deputata Alfano in
plenaria), medicina legale.
Alcuni animali sono soggetti a tutele
particolari, in ragione soprattutto del fatto che non siano stati
allevati con lo scopo di test o della loro rarezza nel mondo naturale:
Larticolo 7 riguarda le specie in pericolo destinzione: tali specie
non possono essere utilizzate in procedure alleccezione delle
procedure con uno scopo circoscritto (ricerca di prevenzione, diagnosi,
trattamenti di malattie o problemi di salute, condizioni fisiologiche,
benessere degli animali e miglioramento della situazione degli animali
utilizzati in processi agricoli, sviluppo e testing di medicine, cibi,
sostanze, ricerca in vista della preserva delle specie) e che l
utilizzo sia scientificamente giustificato dal fatto che lobbiettivo
della procedura non possa essere ottenuto da altre specie animali.
L'articolo 8 si focalizza sui primati non-umani che non possono essere
utilizzati in procedure alleccezione di procedure con scopo
circoscritto (ricerca di prevenzione, diagnosi, trattamenti di malattie
o problemi di salute, condizioni fisiologiche, benessere degli animali
e miglioramento della situazione degli animali utilizzati in processi
agricoli, sviluppo e testing di medicine, cibi, sostanze
.. tutti
questi essendo validi solo se nellinteresse dellevitare, prevenire,
diagnosticare o trattare debilitanti o potenzialmente mortali
condizioni cliniche negli essere umani ma anche per ricerca e
preservazione della specie) . Test su alcuni tipi di primati sono
soggetti ad ulteriori restrizioni.
Larticolo 9 riguarda gli animali
selvatici, anche loro non utilizzabili per test scientifici tranne per
alcune eccezioni (per le quali, comunque, le autorità competenti
debbono justificarne il progetto in quanto non realizzabile su animali
allevati per le procedure).
Larticolo 11 riguarda gli animali di razze
domestiche randagi, anche questi non utilizzabili in test a meno che
esista un bisogno essenziale di studi riguardo alla salute e benessere
degli animali o un serio pericolo per lambiente o la salute umana o
animale e che sia giusticato scientificamente dal fatto che tale studio
potrebbe concludersi solo con lutilizzo di animali randagi.
Per quanto
riguarda il punto chiave della controversia, ovvero, la sofferenza
degli annimali e la loro possibile uccisione, la direttiva è molto
dettagliata:
Larticolo 13 descrive la scelta dei mezzi. Il secondo
paragrafo precisa che, nel scegliere fra procedimenti devono prevalere
quelli che utilizzano il numero inferiore di animali, che causano
minore pena, sofferenza, angoscia, e che includono animali con minore
capacità di risentire dolore, sofferenza, angoscia o dolori permanenti.
La morte dellanimale deve essere evitata al massimo delle possibilità,
se è inevitabile, la procedura dovrà risultare nella morte del minor
numero di animali possibili, ridurre la durata ed intensità della
sofferenza dellanimale al minimo possibile ed assicurargli se
possibile una morte indolore.
Larticolo 14 regola lanestesia che
deve essere utilizzata tranne se inadatta nei casi di
lievi/moderate sofferenze. Nel caso gli esperimenti comportino serie
ferite o dolore è assolutamente obbligatoria. Agli animali che mostrano
sofferenza anche dopo i test devono essere forniti analgesici o
calmanti e lanimale, alla fine del procedimento, deve essere curato in
modo da rendere eventuali dolori minimi.
Larticolo 6, invece,
specifica i metodi di uccisione : gli Stati devono garantire la
sofferenza e disagio minimo per lanimale (segue un annesso di
sconcertante precisione).
[1] Disponibile in inglese a questo link:
http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/10/st06/st06106.en10.pdf
[2] Fra laltro, con tutto il rispetto per la repubblica, già il
titolo dellarticolo è errato: cé una differenza sostanziale nella
definizione di « test scientifici » (che includono anche la
sottoministrazione di medicine) a « vivisezione » (dissezione ed
operazioni chirurgiche su un animale)
[3] La deputata Idv Sonia Alfano
ha fatto notare a più riprese che il testo prevede la possibilità di
riutilizzare un animale più volte per esperimenti e di utilizzare
animali in esperimenti a scopi didattici.
venerdì 10 settembre 2010
approvata la legge sulla vivisezione: l'Europa fa un passo indietro
VIRGILIO NOTIZIE 9 SETTEMBRE 2010
Approvata la nuova legge sulla vivisezione. Ammessa la
sperimentazione sui randagi
Tra proteste e polemiche, varata la nuova
direttiva Ue sulla sperimentazione animale. Ammessa, in casi
particolari, su cani e gatti randagi e scimpanzé. Ogni anno 12 milioni
di animali utilizzati per esperimenti scientifici
Il testo finale
approvato a Strasburgo ha sollevato numerose polemiche: quaranta
eurodeputati hanno abbandonato l'Aula e la reazione di protesta degli
animalisti è stata immediata.
Michela Kuan, responsabile nazionale Lav
sostiene che il testo approvato sia deludente, soprattutto con i
progressi scientifici e l'affermarsi dei metodi alternativi all'uso di
animali.
Ancora più dura la posizione della Lega AntiVivisezionista
(Leal), che denuncia: "è una legge a misura di vivisettore, che non
obbliga a utilizzare i metodi sostitutivi ai test con gli animali
neppure laddove esistono". L'associazione la segnala di tutte le
'concessioni' ai laboratori scientifici con riferimento agli articoli
del nuovo testo di legge, elencando pratiche degne della mente di
Hannibal Lecter.
Tra i punti più controversi del provvedimento, vi è
l'apertura alla sperimentazione su cani e gatti randagi, se lo scopo
scientifico non è raggiungibile altrimenti (art. 11); la deroga
nell'uso di primati non umani (scimmie antropomorfe, art. 55); la
sperimentazione senza anestesia o analgesici se i ricercatori lo
ritengono opportuno (art. 14).
Ciò che preoccupa maggiormente i
paladini dei diritti degli animali è il fatto che la nuova normativa,
rischia di essere ancora più violenta: la precisazione che gli
esperimenti coinvolgeranno un minor numero di animali non deve illudere
gli zoofili, poiché il testo specifica anche che l'esperimento sulla
stessa cavia si può ripetere più volte, se l'intensità è "moderata".
Ogni anno in Europa vengono utilizzati dodici milioni di animali per
finalità di ricerca. Una statistica che non tiene conto delle specie
invertebrate e degli animali uccisi per utilizzare tessuti e organi.
Nel nostro Paese, l'obbligo a recepire la norma europea potrebbe
peggiorare la situazione di numerosi mammiferi domestici, a meno che
non sia interpretata in forma più restrittiva mantenendo, i paletti
attualmente in vigore in Italia, dove la legge sulla vivisezione è più
rigida.
Tra le righe della nuova normativa c'è chi intravede
l'influenza della lobby delle multinazionali del farmaco, che avrebbero
esercitato pressioni per aprire delle scappatoie in un testo di legge
concepito con l'intenzione di ridurre la sofferenza delle cavie e di
rafforzare i controlli sui laboratori.
FAVOREVOLE O CONTRARIO ALLA VIVISEZIONE?
VOTA http://notizie.virgilio.it/community/dilatua/sondaggio.html?2316
LA LEGGE APPROVATA
http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/cls/cons_cons%
282010%2906106%28rev1%29_/cons_cons%282010%2906106%28rev1%29_it.pdf
domenica 5 settembre 2010
prima multa per omissione di soccorso a un animale investito
Investe cane e non lo soccorre
Multa da 389 euro
Legnaro (PD) - Ha investito un cane, non si è
fermato e ha continuato per la sua strada. Il conducente di una Mini
Cooper è stato identificato e multato con 389 euro di multa, come
prevede una legge apposita riguardante lomissione di soccorso per un
animale investito. Nè dà notizia lassociazione 100% Animalisti di
Padova che sottolinea come sia la prima volta in Italia che viene
applicata tale sanzione.
Il fatto è accaduto oggi a Legnaro (Padova) e
il cane investito, nonostante i soccorsi, è poi morto. La Mini aveva
investito il cane ma il conducente non si era fermato lasciando il
povero animale agonizzante sulla strada. Alcuni passanti hanno
assistito alla scena, hanno segnato la targa dellinvestitore e lhanno
consegnata ai carabinieri che hanno velocemente identificato il
proprietario dellauto applicando la multa prevista.
VIRGILIO NOTIZIE 3 SETTEMBRE 2010
Padova, investe cane e non si ferma: scatta prima multa in Italia
Di 389 euro, è il primo caso per omesso soccorso ad animale
Ha investito un cane meticcio e non si è fermato a
soccorrerlo: è stata comminata a un pensionato di 60 anni a Legnaro,
nel padovano, la prima multa per omissione di soccorso nei confronti di
un animale mai fatta in Italia. Una multa salata, da 389 euro. Lo
riporta il quotidiano 'Il Mattino' di Padova: l'uomo ha investito un
cane meticcio, Rocky, e non lo ha soccorso: l'animale è morto poche ore
dopo. Alcuni passanti, tra cui il padrone del cane, hanno segnato il
numero di targa e denunciato il fatto ai carabinieri, che lo hanno
identificato e sanzionato per avere violato l'articolo 189/bis del
codice della strada. Nella norma si legge: "L'utente della strada, in
caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui
derivi danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti, ha
l'obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad
assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che
abbiano subìto il danno". La sanzione può andare da 389 a 1.559 euro.
IL SECOLO XIX 4 SETTEMBRE 2010
Investe un cane e scappa. La prima multa
Sessantenne di padova sanzionato per omissione di soccorso
Secondo il nuovo codice di guida aveva l'obbligo di fermarsi. Dovrà
pagare 389 euro
PADOVA. Investe un cane e sfreccia via. Un 60enne di
Legnaro (provincia di Padova) è stato multato: ben 389 euro per
omissione di soccorso. Sanzionato in applicazione del nuovo codice
della strada, entrato in vigore da un mese. La nuova legge prevede
infatti che «l'utente della strada, in caso di incidente comunque
ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più
animali d'affezione, da reddito o protetti, ha l'obbligo di fermarsi e
di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo
intervento di soccorso agli animali che abbiano subìto il danno». La
sanzione può andare da 389 a 1.559 euro. Della vicenda ne ha dato
notizia l'associazione 100% Animalisti di Padova che ha sottolineato
come sia la prima volta in Italia che viene applicata tale sanzione. Il
cane investito, Rocky, nonostante i soccorsi è poi morto. Alcuni
passanti hanno assistito alla scena e hanno segnalato la targa ai
carabinieri che hanno velocemente identificato il proprietario
dell'auto applicando la multa prevista. Il conducente della Mini aveva,
infatti, investito il cane ma non si era fermato, lasciando il povero
animale agonizzante sulla strada.
LA ZAMPA.IT 4 SETTEMBRE 2010
Investe il cane e non si ferma, a un anziano la prima multa
Al pensionato sanzione minima di 389 euro
PADOVA - Ha investito un cane
meticcio e non si è fermato a soccorrerlo: per questo motivo a un
pensionato di sessantanni, a Legnano, nel Padovano, è stata comminata
a una multa (389 euro) per omissione di soccorso nei confronti di un
animale. E la prima volta che in Italia viene applicata una sanzione
per questo tipo di reato.
La vicenda è stata raccontata dal quotidiano
«Il Mattino» di Padova: luomo ha investito un cane meticcio, Rocky, e
lo ha lasciato gravemente ferito sullasfalto. Lanimale è morto poche
ore dopo. Alcuni passanti, tra cui il padrone del cane, hanno segnato
il numero di targa e denunciato il fatto ai carabinieri, che lo hanno
identificato e sanzionato per avere violato larticolo 189/bis del
codice della strada. La norma prevede: «Lutente della strada, in caso
di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi
danno a uno o più animali daffezione, da reddito o protetti, ha l
obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare
un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subìto il
danno». Al pensionato è stata applicata la sanzione minima di 389 euro;
quella massima è di 1.559 euro.
venerdì 28 maggio 2010
la coscienza degli animali
Un invito a visionare il manifesto che trovate a questo link http://www.lacoscienzadeglianimali.it/index.php/il-manifesto
Il progetto di questo manifesto è innovativo e forse, purtroppo, ancora lontano dal pensiero
moderno: Il rispetto per la vita e' una delle grandi conquiste dell'uomo, e' un segno di civiltà. E la vita non e' solo la 'nostra' vita, ma anche quella di tutto ciò che ci circonda.
Michela Vittoria Brambilla ha unito sotto questo importante obiettivo, personaggi molto
conosciuti ed insieme intendono portare avanti una innovativa idea che dovrebbe essere accolta a gran voce da tutti gli animalisti...quelli veri naturalmente. Vivisezione, caccia, circhi e zoo, sevizie di ogni genere. Tutto questo deve sparire!!
Il primo diritto degli animali è il diritto alla vita: la violenza che spesso si perpetra nei loro
confronti è segno di arretratezza morale che non deve far parte di un mondo definito civile. Sottoporre altri viventi a maltrattamenti, detenzioni, forzate, torture, uccisioni inutili sono violazioni di questo diritto e vanno eliminate.
Gli animali possiedono una coscienza che non deve essere calpestata da futili motivi umani. Davvero un ottimo lavoro che va sostenuto e appoggiato proprio per le idee che porta avanti. Il Ministro Vittoria Michela Brambilla ha superato sè stessa in questo progetto. Un plauso al suo coraggio, poichè dovrà affrontare situazioni piuttosto difficili.
Se volte lasciare un commento di sostegno potete scrivere a questo link
http://www.lacoscienzadeglianimali.it/index.php/contatti
lunedì 10 maggio 2010
La travagliata storia di Mery, cagnetta disabile.
Abbiamo seguito con attenzione il “caso Mery”, ossia tutta la vicenda che gira intorno a Mery, cagnetta anziana affetta da cauda equina e dunque paralizzata alle zampe posteriori. Tempo fa nasce un gruppo su facebook “Mery adozione del cuore”, un gruppo come tanti per diffondere notizie sugli animali e cercare una buona adozione per la cagnetta, anziana e paralizzata, che attualmente vive al canile “Villaggio del cane” di Montegranaro.
Riassumendo in breve la vicenda viene pubblicata la notizia della futura adozione di Mery da parte di una famiglia residente in Germania, e qui iniziano a sorgere i primi dubbi del popolo di facebook, tra i tanti come mai una famiglia tedesca vuole adottare un cane anziano, paralizzato? In Germania non esistono i canili? C’è il rischio che si possa trattare di un’adozione finalizzata alla vivisezione? Molti sapranno che tanti cani vengono usati, sia in Germania, che in Italia, Svizzera e molti altri paesi, per la ricerca, ma forse non tutti sanno che i cani tedeschi in Germania non possono essere usati a tal scopo, e quindi si importano dall’estero. Ecco perché questo dubbio sull’adozione. Altre persone si sono preoccupate del lungo e faticoso viaggio che Mery avrebbe dovuto affrontare, nelle sue condizioni, dalle Marche a una non ben specificata zona della Germania, e sono cominciate le richieste di informazioni. Nel frattempo il servizio veterinario dell’ASUR 11 di Fermo è intervenuto bloccando l’adozione internazionale visto l’ipotetico ma probabile rischio di destinazione a fini di vivisezione. Al contempo una famiglia residente nel Fermano si era offerta, dopo essere venuta a conoscenza di Mery e della sua situazione, di adottarla, sembrava tutto risolto nel migliore dei modi, Mery avrebbe potuto trovare una famiglia senza fare lunghi viaggi, e avrebbe potuto ricevere le visite di tutti i volontari che fino ad allora se ne erano presi amorevolmente cura…MA…al momento dell’adozione, quando la famiglia interessata si è recata in canile l’adozione è stata negata da un operatore della stessa struttura, che ha asserito di aver adottato personalmente Mery e che l’avrebbe fatta vivere tra casa sua e il canile.
Vogliamo inoltre dire che Mery, al momento del sequestro del canile Pluto House da noi gestito, il 12 marzo 2007, era in perfetta salute e camminava sulle sue zampe, come da foto.
(Mery quando era sotto la nostra custodia)
(Mery oggi)
Riportiamo a seguire i 3 articoli pubblicati sui giornali locali e due commenti, espresso da persone di cui non facciamo il nome per questioni di privacy, su questa vicenda.
INFO FERMO 20 APRILE 2010
Paura vivisezione, bloccata l'adozione di un cane verso la Germania.
Il canile protesta: ci vogliono ostacolare
MONTEGRANARO (FM) – Brutto episodio ieri mattina al Villaggio del cane di Montegranaro. I volontari del canile di Villa Luciani avevano trovato nei giorni scorsi una sistemazione per Mery, un pastore tedesco al quale un incidente ha tolto la funzionalità delle zampe posteriori. Una famiglia tedesca, che accoglie in un centro molti cani invalidi o comunque con problemi di varia natura e con la quale il contatto si era creato tramite una ragazza di origini teutoniche che lavora nel canile, aveva infatti manifestato il suo interesse nei confronti di Mery. Tutte le pratiche per l’adozione internazionale erano state compilate, mancava soltanto l’accordo sulle modalità di trasporto del cane a Dusseldorf, dove risiede la famiglia. Ed invece ieri mattina due dipendenti dell’Asur della Zona territoriale n. 11, a loro detta avvertiti da una non meglio precisata associazione ambientalista, si sono presentati al canile intimando la direzione a bloccare l’adozione della cagna, che cammina faticosamente trascinando sulla ghiaia le sue zampe inermi, in quanto in Germania i cani invalidi vengono ampiamente usati per la vivisezione. Una spiegazione che ha lasciato basiti i volontari del canile, se si pensa che in Italia si stima che ogni anno circa 1 milione di animali vengano usati “a fini scientifici” e che nel triennio nel triennio 2001-2003 le vittime accertate in seguito a questa pratica sono state quasi 38 mila. Anche se non è nuova la polemica su carichi di animali che vengono portati all’estero per essere usati nei laboratori del nord Europa. Dove sta la verità? Secondo Ennio Reschini, uno dei volontari che ogni giorno si occupa dei cani del Villaggio, c’è sotto qualcos’altro.
IL RESTO DEL CARLINO 28 APRILE 2010
La cagnetta Mery trova nuovi padroni a pochi chilometri dal canile
Montegranaro (FM) - Potrebbe avere un lieto fine la vicenda di Mery, la cagnetta disabile (si sposta grazie a una carrozzella donata al canile) cui l'Asur 11, temendo che potesse essere oggetto di pratiche di vivisezione, ha impedito il trasferimento in Germania dove c'era una famiglia pronta ad adottarla. Una richiesta di adozione è stata infatti avanzata anche da una famiglia del Fermano. - Nessuna colpa va attribuita all'Asur - scrivono alcuni animalisti commentando la vicenda - che anzi è stata zelante al punto da impedire l'espatrio della cagnetta. Una famiglia italiana, informata della questione e dell'allucinante viaggio che avrebbe dovuto affrontare, ha chiesto al servizio veterinario di poter prendere il cane. Gli operatori del canile dovrebbero esultare, visto che Mery non dovrà sopportare, nello stato in cui è, lo stress di un viaggio assurdo per approdare in un posto in cui i controlli post affido sarebbero stati impossibili.
IL RESTO DEL CARLINO 4 MAGGIO 2010
Mery non riesce a trovare casa
Montegranaro (FM) - Sta assumendo contorni da farsa la storia dell'adozione della cagnetta paraplegica Mery, attualmente ospitata al canile di Villa Luciani. Dopo che l'Asur aveva bloccato l'adozione da parte di una famiglia tedesca, si era fatta avanti una famiglia della zona che, domenica anche grazie all'interessamento dell'Asur, era andata al canile per farsi consegnare la cagnetta. Ma l'animale non è stato consegnato e, a tutt'oggi, è ancora nel canile. Secondo quanto riferiscono alcuni animalisti - la famiglia ha ricevuto un netto rifiuto da parte di un operatore del canile, senza avere neanche l'opportunità di vedere l'animale e sentendosi dare come spiegazione che il cane era stato adottato dallo stesso e che avrebbe continuato a vivere tra il rifugio e la sua abitazione. Non sappiamo se la procedura sia regolare o meno, ma ne chiederemo debita conferma così come intendiamo seguire il prosieguo di questa adozione attraverso gli uffici preposti.
Commento 1
Altro che farsa....... dopo circa un mese di appelli ecco che appare la notizia su un quotidiano on line, Infofermo del 20 aprile, che Mery doveva raggiungere la "Germania, precisamente Dusseldorf , presso una famiglia tedesca, che accoglie in un centro molti cani invalidi o comunque con problemi di varia natura e con la quale il contatto si era creato tramite una ragazza di origini teutoniche che lavora al canile."
Adozione bloccata sia per la destinazione che per il fatto che nel frattempo si era interessata
all'adozione anche una famiglia Italianissima, a circa 20 Km. dal rifugio che ospita Mery.
Quale associazione protezione animale, questa la natura della gestione del rifugio interessato, non avrebbe esultato!
Mery in famiglia e non in un centro insieme ad altri disgraziati di cui qualche altro canile si è voluto sbarazzare (magari gestito egualmente da associazioni) e soprattutto a pochissimi Km. di distanza, quindi in Italia e quindi facilmente controllabile dal vivo e non attraverso telefonate o spedizioni di foto. Probabilmente tutti i punti di vista non sono eguali. Germania si, a 20 Km. no.
Mery non si tocca, anzi sembra addirittura che, dopo appelli ed appelli della necessità di trovare casa data l'impossibilità di detenzione in un canile, ecco che avviene il miracolo e Mery può tranquillamente vivere tra canile ed abitazione.
Improvviso miglioramento o semplice dispetto? Questo lo può sapere solo chi ha negato alla coppia l'adozione col dire che l'animale paraplegico (o forse non più ....) lo aveva intestato a suo
nome. A questo punto tutto un crearsi di movimenti, di appelli, di contro appelli per nulla...... la bontà si mostra sempre sul nascere di un episodio o di una stretta necessità non certamente per non "darla vinta".
E' questo l'amore che si nutre per Mery? Ci auguriamo che qualcuno dia una logica spiegazione.
Commento 2
Ecco il grande amore per gli animali che si presenta in tutto il suo ....squallore.....
Ma come, prima Mery doveva partire per la Germania a tutti i costi e ora, visto che l'adozione è stata giustamente bloccata, perchè c'è una famiglia italiana che si è offerta di prendere la cagnolina, improvvisamente un operatore del canile diventa magnanimo e se la prende in casa. Anzi, le fa fare la sola da casa al canile. La giusta soluzione per una bestiola anziana, con problemi non indifferenti che avrebbe bisogno di avere dei punti di riferimento, ma soprattutto, una certa tranquillità dove passare gli ultimi anni della sua vita. Complimenti davvero!!
Questo dimostra quanto a volte sia il nostro ego a primeggiare, offeso come un bambino a cui è stata tolta la caramella. Già...in fondo Mery altro non è che una cosa da sballotare qua e là e piuttosto di ricevere uno sgarbo, meglio fare le ripicche e far rimettere la salute ad una bestiola già tanto provata. Ancora complimenti all'animalismo di oggi, imbevuto di arroganza e totale mancanza di sensibilità.
Invece di esultare per aver trovato una famiglia vicina al canile, dove tutti i volontari possono seguire la vita di Mery, cosa che non poteva materialmente avvenire se veniva sbattuta oltre confine lasciandola al suo destino senza alcun controllo, si preferisce arrivare a questa insulsa soluzione.
Mi auguro che la famiglia non demorda e faccia il possibile per venire a capo di questa vicenda che il quotidiano ha giustamento definito "una farsa"
Cosa ne pensiamo noi?
Come non ricordarsi di Mery, quella dolcissima quattro zampe arrivata al rifugio Pluto House nel 2006 con provenienza Comune di Rapagnano. In quell’anno le sterilizzazioni delle femmine ricoverate nel canile erano ancora a totale carico della nostra associazione pur esistendo già l’obbligatorietà che tali interventi competessero alla asl. Come sempre, pur se in quella struttura posta sotto sequestro l’anno successivo, abbiamo sempre cercato di rimediare ad assenze e competenze altrui, e di fatto anche per Mery era già stato predisposto l’appuntamento presso uno dei volontari veterinari.
La sorpresa fu quando il veterinario constatò che l’animale aveva già subito la sterilizzazione, fatto che ci portò immediatamente a contattare il Comune di provenienza per approfondire le ricerche in quanto difficilmente un proprietario abbandona il proprio animale dopo aver subito il costo di un intervento. Purtroppo né le indagini del Comune né quelle del nostro volontariato portarono ad un esito positivo e così Mery fu annoverata tra i nostri ospiti. Noi l’abbiamo lasciata in perfetta salute il 12 marzo 2007 per poi ritrovarla su pagine di quotidiani e del web in cui viene descritta come animale paraplegico, disabile, ridotta ad un essere a “due zampe”. Non potremmo mai sapere cosa effettivamente sia accaduto a Mery, si parla di “cadua equina” ma facilmente si passa a definire il suo stato dipendente da un “incidente” senza spiegarne l’origine. Possiamo soltanto mostrare contentezza nell’aver appreso dai quotidiani che la cagnetta destinata ad una adozione a migliaia di chilometri abbia invece ricevuto come regalo l’interessamento di una famiglia italiana e per giunta, sembra, molto vicina al suo luogo di origine. La nostra soddisfazione cresce nell’aver appurato che anche il Servizio veterinario abbia ritenuto opportuno, date le condizioni di Mery. lo stress del viaggio che avrebbe dovuto subire, l’accoglimento presso una famiglia straniera , bloccare la sua “trasferta in Germania”. Chiunque dovrebbe plaudire questo cambiamento di rotta, specialmente chi, nell’interesse totale dell’animale, sa benissimo che ai cani “randagi”, per Legge, deve essere assicurata sia una buona degenza nei rifugi che presso le famiglie adottanti. Ci riesce difficile pensare che un servizio pubblico tedesco, ammesso che esista, dato che in Germania non esiste nemmeno un’anagrafe canina pubblica e vi è ampia libertà di rinuncia al proprio animale, avrebbe potuto nel tempo fornire alle nostre Autorità notizie inerenti la salute ed il benessere di Mery. Ci auguriamo che la buona stella che si è posata sul suo capo, sempre che non vi sia qualche “intralcio” nell’adozione, possa continuare a risplendere per ogni animale già beffeggiato con l’abbandono affinchè ognuno di loro possa trovare una casa ospitale in cui si parla la lingua sempre conosciuta.
giovedì 6 maggio 2010
Animali domestici, costi veterinario e cure deducibili dalle tasse
Marina Galatioto
Si avvicina lora della dichiarazione dei redditi e dobbiamo fare i conti tenendo in considerazione tutti i membri della famiglia quindi anche i nostri adorati animali, ne fanno parte di diritto e anche loro sono nelle spese quando ad esempio li portiamo dal veterinario a fare le
vaccinazioni o per i controlli di routine per la loro salute.E allora perché non detrarre le spese dalla nostra denuncia dei redditi visto che si può? In sostanza funziona come per le spese mediche delle persone, della spesa sostenuta è detraibile solamente il 19%, ma sempre
meglio che niente, e cè la solita franchigia di 129,11 Euro, se nell'anno spendete di meno non potete fare nessuna detrazione, ma considerando quanto costa occuparsi dei propri animali non sarà difficile da superare!Nelle spese anche i farmaci prescritti dal veterinario per la cura del nostro cane, oppure gatto o più in generale, del nostro animale domestico, anche coniglietti e Co. La detrazione è totale se lanimale è ad uso guida per non vedenti.
Quindi se avete affrontato spese per i vostri amati animali e avete fatture e scontrini portateli dal vostro commercialista, se invece ne siete sprovvisti ricordate di farveli fare le prossime volte, in modo da avere i giustificativi per la prossima denuncia dei redditi. Il tetto massimo di spesa è di circa 387 euro, ma è sempre meglio che niente e un piccolo segno per leconomia domestica. Ora che lo sapete organizzatevi!
domenica 17 gennaio 2010
REGIONE MARCHE: Lotta al randagismo canino: al via la campagna MEGLIO UNO CHE CENTOUNO !
REGIONE MARCHE: Lotta al randagismo canino: al via la campagna MEGLIO UNO CHE CENTOUNO !
CAMPAGNA DI CONTROLLO DELLE NASCITE DEI CANI DI PROPRIETA'
Mezzolani: “Per ridurre il randagismo è necessario anche agevolare economicamente i proprietari che appartengono a particolari categorie sociali”
La Regione Marche concederà ai Comuni contributi per incentivare la sterilizzazione dei cani di sesso femminile i cui proprietari appartengono a fasce sociali deboli: titolari di pensione minima o pensione sociale; possessori di un reddito annuo lordo non superiore a 15 mila euro; disoccupati o non occupati.
“Ogni giorno – spiega l’Assessore Regionale alla Veterinaria, Almerino Mezzolani – nascono numerosi cuccioli di cane. Una femmina che, per negligenza o incuria del proprietario, è libera di accoppiarsi, può avere fino a 20 cucciolate durante tutta la sua vita riproduttiva, rappresentando il bacino di reclutamento per cani potenzialmente randagi.
Molti proprietari non sterilizzano i propri animali perché non hanno le informazioni adatte o si basano su luoghi comuni che non hanno riscontri scientifici.
Fra tutte le motivazioni – continua Mezzolani – il costo dell’intervento è quello che, però, incide maggiormente, alimentando così il randagismo.
Di conseguenza, per favorire le sterilizzazioni occorre incentivare economicamente i proprietari, specie coloro che appartengono a fasce socialmente deboli”
Il progetto biennale (2009-2010) “Campagna per il controllo delle nascite nei cani di proprietà di particolari categorie sociali” approvato con D.G.R. n. 1398 del 7 settembre 2009, nasce allo scopo di proseguire nelle azioni di contrasto, a valenza “strutturale”, nei confronti del randagismo canino, intraprese dalla Regione Marche, come fatto per “Vigilare è prevenire” del gennaio scorso, grazie al quale sono stati donati ai Comuni 250 lettori di microchip destinati a potenziare la vigilanza svolta in ambito territoriale.
I fondi dedicati al progetto provengono da risorse ministeriali con destinazione vincolata alla lotta al randagismo e verranno ripartiti tra i comuni, entro il prossimo mese di dicembre, in quantità proporzionale al numero dei cani iscritti all’anagrafe canina informatizzata regionale. In questo modo i comuni potranno contribuire in parte a sostenere il costo della sterilizzazione.
Con Decreto dirigenziale n. 159 del 5 ottobre 2009 è stata definita l’entità del contributo regionale assegnato a ciascun comune.
Al contempo gli Ordini dei medici veterinari delle province marchigiane si sono impegnati a garantire collaborazione e ad applicare una tariffa agevolata per l’intervento.
L’obiettivo è diminuire il sovraffollamento dei canili ed il costo sociale per il mantenimento dei cani randagi; ridurre i danni provocati dal randagismo sia all’uomo (morsicature, incidenti, trasmissione di malattie) sia agli altri animali (aggressioni); aumentare il risparmio per la realizzazione di nuove strutture; migliorare il rapporto uomo/cane nell’ambiente urbano ed il controllo dell’igiene urbana.
Chi potrà accedere al contributo ??
I proprietari di cani di sesso femminile in regola con l’iscrizione all’anagrafe canina informatizzata regionale che appartengono ad almeno una delle seguenti categorie:
- titolari di pensione minima
- titolari di pensione sociale
- possessori di un reddito annuo lordo non superiore a 15 mila euro
- disoccupati o non occupati
Cosa fare per accedere al contributo ??
I proprietari interessati potranno presentare domanda di contributo al proprio Comune che, valutate le richieste ricevute, per quelle accolte invierà apposita comunicazione ai richiedenti.
Entro 30 giorni dal rilascio del modulo di accoglimento della domanda, il proprietario dovrà far sterilizzare il proprio animale da un veterinario a sua scelta tra quelli che hanno aderito al progetto. Orari e tempi dell’intervento saranno concordati tra utente e struttura veterinaria prescelta.
Il medico veterinario provvederà:
- alla verifica del microchip e dell’ iscrizione del cane all’anagrafe canina regionale
alla compilazione di una apposita scheda individuale con i dati del proprietario, i dati del cane con il numero di microchip, la data dell’intervento ed il codice identificativo assegnato dal comune di competenza.
All’inserimento dell’operazione nel Sistema Informativo Veterinaria Alimenti ( SIVA )
Il proprietario rilascerà al veterinario che ha eseguito la prestazione il modulo di concessione del contributo ricevuto dal comune e pagherà al professionista l’eventuale differenza tra la tariffa dell’intervento e il contributo concesso dal Comune.
L’amministrazione comunale provvederà al pagamento del corrispettivo spettante al professionista, con frequenza bimestrale, dietro presentazione di regolare fattura e/o ricevuta comprovante gli interventi effettuati.
La Deliberazione della Giunta regionale n.1398 del 7 settembre 2009, con la quale è stato approvato il progetto, la relativa modulistica, necessaria per aderire al progetto ed il successivo Decreto dirigenziale n. 159 del 5 ottobre 2009, di suddivisione dei contributi regionali per i Comuni , sono fruibili consultando i link e gli allegati correlati al presente articolo.
mercoledì 14 ottobre 2009
VILLAGGIO DEL CANE E CANI EX PLUTO HOUSE - RASSEGNA STAMPA E COMMENTI
Montegranaro Si celebrerà domani mattina l’inaugurazione del Villaggio del cane di Montegranaro, in zona Villa Luciani. Una struttura sicuramente all’avanguardia, a buon diritto tra le migliori a livello nazionale, su cui l’associazione Anta Onlus, che ne ha curato il progetto e lo terrà in gestione, lavora ormai da oltre due anni.
Si chiuderà quindi a breve la storia del canile di Sant’Elpidio a Mare, ex Pluto house, sequestrato nel marzo 2007 e finito nell’occhio del ciclone per il grave stato di degrado dell’impianto in cui erano costretti circa 600 animali. Ora il numero di cani si è quasi dimezzato e i quattro zampe saranno a breve trasferiti nel nuovo canile a cinque stelle. “Si compie un percorso – spiega con soddisfazione il presidente Anta Bruno Mei Tomasi – su cui lavoravamo da tempo.
“Senza timore di smentita posso dire che il Villaggio del cane è un’eccellenza a livello nazionale, una struttura che garantisce una vita dignitosa agli animali. Tutti i box sono pronti, così come la parte dedicata agli umani, fatta di ambulatori ed uffici. Manca solo una casetta in legno che nel progetto era stata pensata per organizzare incontri, convegni e pet therapy. Ma la realizzeremo presto”. Se l’inaugurazione si svolgerà domani, dando modo a tutti gli interessati di visionare un vero gioiello per gli amici dell’uomo, i cani prenderanno possesso della loro nuova casa nei prossimi giorni. “Effettueremo delle prove – prosegue Mei Tomasi – L’inserimento degli animali sarà graduale, per valutare eventuali problemi legati ai rumori. Effettueremo rilevamenti dei decibel e se l’abbaiare dei cani si rivelerà troppo forte e ci saranno lamentele dalle attività che si trovano nei dintorni, siamo pronti ad installare pannelli fonoassorbenti.
“Prima però vogliamo valutare se questo sarà necessario. Comunque, nell’arco di un mese contiamo di trasferire tutti gli animali dalla struttura di Sant’Elpidio a Mare al Villaggio a Montegranaro”. Il canile sarà dedicato ad Emilio Nessi, giornalista difensore degli animali che del presidente Anta era un grande amico. “Un omaggio – conclude Mei Tomasi – ad una persona speciale che si è sempre battuta per il rispetto dei cani e di tutti gli animali. Ma la vera e propria intitolazione ad Emilio Nessi la svolgeremo tra qualche settimana, quando sarà pronta la casetta in legno che ancora manca ed attaccheremo all’ingresso la pietra con il suo nome”. P.PIER.
L’assessore Lucentini“Devono essere installati pannelli fonoassorbentiche ancora non ci sono”
Sorpresa: il canile è inagibile
Il Comune gela i gestori: “Noi non verremo all’inaugurazione”
Il villaggio sarà dedicato a Emilio Nessi e conta 300 posti, oltre ad una “pensione” per gli ospiti che rimarranno solo per qualche tempo, ad esempio animali di famiglie in vacanza.
Dodici metri quadri per ciascun box, con uno spazio notte, interamente chiuso, ed uno per le ore diurne semicoperto. In più, un prato comune all’aperto, uno spazio specifico per i cani più anziani, ambulatori veterinari ed uffici.
Per ora però manca l'agibilità. Ed è in corso un braccio di ferro tra gestori e Comune di Montegranaro.

Sant’Elpidio a Mare Un canile è ormai prossimo a partire, un altro, per forza di cosa, si fermerà. Ma cosa succederà, da qui ai prossimi mesi, al vecchio Pluto house lungo la strada Faleriense? Se lo chiedono in molti, dal momento che il nuovo Villaggio del cane di Montegranaro, appena saranno superati alcuni dettagli per il rilascio dell'’agibilità, sarà operativo ed accoglierà gli animali al momento ancora ospiti della struttura in territorio elpidiense. Il primo problema, indubbiamente, riguarderà il risanamento di un’area che per anni ha raccolto sporcizia e richiamato ratti ed altri animali. Fa il punto il sindaco Alessandro Mezzanotte. “Lo stabile dell’ex canile Pluto house – rimarca il primo cittadino – è di proprietà dell’Asur, quindi sarà questo ente a valutare cosa farne una volta che i cani non vi abiteranno più. Il Comune da oltre due anni a questa parte versa la propria retta per il mantenimento degli animali, ma dopo il sequestro attuato nel marzo del 2007 tutta la gestione è in mano all’associazione che lo ha preso in gestione. Sicuramente è auspicabile che, una volta smantellato il canile, si effettui un accurato intervento di pulizia del sito, una sorta di bonifica. Ci attiveremo insieme all’Asur per valutare le più corrette modalità di esecuzione di questo intervento”. Il futuro, poi, lo deciderà la proprietà. Saranno rimossi con ogni probabilità i box che contornano il casale di campagna e che ancora oggi ospitano i tanti cani della struttura. Poi, probabile che l’Asur opti per la vendita dell’immobile.
E se il futuro del sito è ancora da disegnare, si fa sentire intanto la protesta dei residenti di Luce Cretarola. Non vanno giù a molti cittadini, i distinguo e le riserve degli ultimi giorni a proposito dell'’attivazione del nuovo Villaggio del cane di Montegranaro. A farsi portavoce dei residenti è Simone Trasarti. “Leggiamo i giornali – spiega Trasarti – e rimaniamo sconcertati. A Montegranaro non si vuol far partire il canile perché mancano i pannelli fonoassorbenti e senza che siano realizzati non si darà l’agibilità. Non dimentichiamoci che parliamo di una zona industriale e che le case più vicine si trovano ad almeno mezzo chilometro. Allora tutti noi residenti di Luce Cretarola in questi lunghi anni cosa dovremmo dire? Pluto house si trova a due passi dal centro abitato, è circondato da case dove abitano centinaia di persone, ha ospitato almeno il doppio degli animali che staranno a Montegranaro, che sarà molto più pulito e curato. I rumori li abbiamo dovuti sopportare per anni, senza pannelli né protezioni. Ora si portino i cani alla nuova struttura, per rispetto degli animali prima di tutto. Altrimenti, se la tutela e le attenzioni valgono solo per Montegranaro, ci sentiamo davvero presi in giro”.
Dopo la convalida del sequestro da parte della Procura, l’ANTA onlus ha ricevuto l’incarico di gestire la struttura in Custodia Giudiziaria, per cercare di dare un’adeguata assistenza ai cani e serenità alla popolazione disperata per quel canile indegno di un paese civile. Dopo due anni di costante impegno e in stretta collaborazione con le istituzioni l’ANTA onlus è riuscita a dare una soluzione adeguata.
I comuni hanno aderito alle iniziative dell’ANTA onlus. Grazie alla disponibilità del Sindaco di Montegranaro Giovanni Basso e alla sua Amministrazione, che hanno concesso il terreno necessario, si è potuto dare avvio alla realizzazione del VILLAGGIO DEL CANE, nome voluto dallo stesso Sindaco.
Questo è solo un piccolo passo per risolvere il problema randagismo, serve sensibilizzare, sterilizzare e continuare con l’anagrafe canina.
Bruno Mei Tomasi
il Sig. Bruno Mei Tomasi, presidente dell’ANTA onlus nazionale con sede a Cagliari come sempre i dimentica di riportare situazioni veritiere. E’ pur vero che vi è stata una segnalazione alla Sua spett.le Organizzazione, ci risulta anche nome e cognome della persona che, in buona fede, si era rivolta alla sua persona per cercare di smuovere una situazione stagnante da anni e cioè la non volontà dei Sindaci del comprensorio di attuare quanto di loro competenza: il nuovo rifugio. Purtroppo la buona fede di una volontaria è servita solo come appiglio ad altri elementi, pseudo volontari a tempo perso dell’associazione Pluto , a far sì che una semplice richiesta di collaborazione fosse trasformata in una denuncia di maltrattamento. Questi stessi elementi, sempre presenti durante il primo anno della gestione ANTA, hanno deciso tutto ad un tratto di non considerarsi più elencati nelle file dell’associazione cagliaritana tanto da non aver più messo piede nella struttura: le deduzioni di siffatto comportamento lo lasciamo a chi legge.
Meraviglia esprimiamo nello scorrere il messaggio che il Tomasi lancia al pubblico: , quella struttura risultava la peggiore mai vista prima, gestita da Pluto Progetto Fauna.
Giusto, la struttura di Pluto House non aveva i requisiti per accogliere animali, né tanto meno per accogliere quel numero esagerato di cani. Si sta forse dimenticando il Tomasi che i cani lasciati per strada, non esistendo nel territorio altro rifugio in grado di sopperire all’esistenza di altri canili, avrebbero costituito un pericolo costante per la popolazione, per l’ambiente e per gli animali stessi?
Si sta forse dimenticando il Tomasi che non è giusto classificare la struttura pubblica gestita da un’associazione come lager dimenticandosi di far rientrare nell’elenco anche quella struttura gestita dall’Associazione ANTA di Alba Adriatica? Una struttura carente di ogni requisito idoneo ma pronta a far galleggiare i cani ospitati e per la quale il presidente dell’ANTA onlus Nazionale non ha fatto alcun ricorso a Nirda e simili per far scattare controlli e sequestri accontentandosi di far generare solo la libertà di chiedere aiuti ad un’associazione tedesca per il sostentamento di cani immersi nel fango non ritenendo tale situazione oggetto di maltrattamento
Ritorniamo per un attimo alla richiesta di aiuto all’ANTA della volontaria dell’associazione Pluto e soffermiamoci sulla seguente documentazione :

Pubblica autorizzazione a mezzo stampa dei Sindaci di 22 Comuni che il canile Pluto House poteva rimanere attivo per 5 anni (scadenza anno 2010) e che l’associazione poteva continuare la propria opera.
Ricordiamo, per buona memoria, che nell’anno 2005 il rifugio aveva ricevuto visita del NAS e del NOE di Ancona che nulla avevano rilevato come maltrattamento animale: cani in buona salute, muniti di regolare sigla di identificazione. Unico neo la fatiscenza di una struttura di proprietà di un ENTE pubblico, autorizzata ad esistere in attesa della costruzione di un nuovo rifugio a norma.

Impegno del Comune di Sant’Elpidio a Mare, comune capofila, a sottoscrivere con gli altri Comuni l’accordo per la realizzazione della nuova struttura finanziata da terza persona.
Il tutto a datare 9 marzo 2007, tre giorni prima del blitz. Qualsiasi personaggio legate all’associazionismo animale e qualsiasi corpo delegato al controllo del benessere animale, di fronte a siffatta documentazione, non avrebbe potuto far altro che beatificarsi della prospettiva imminente della realizzazione del nuovo rifugio o quanto meno avrebbe rivolto la propria attenzione a quanti, amministratori Comunali, avevavo autorizzato l’esistenza in quel luogo di un rifugio di animali, visitato negli anni da personale dipendente dei Comuni e dell’azienda sanitaria. Nulla di tutto questo: scopo assoluto era il sequestro di quel rifugio e dei 545 ospiti a quattrozampe dei quali per adesso non forniremo notizia.
Ritornando al discorso dell’inaugurazione del rifugio di Montegranaro ci auguriamo che lo stesso diventi nel tempo quel paradiso “innovativo e foriero” così tanto decantato in passato ………
altrimenti, restando come lo è allo stato attuale, potrebbe solo avere una spiegazione: animali in gabbia con la certezza che, nonostante la tanto decantata opera di socializzazione tra animali già sofferenti di abbandoni e maltrattamenti che sta avvenendo a livello nazionale , chiunque sarà rinchiuso in uno di quei box avrà la possibilità di guardare solo il pezzetto di mondo dall’apertura frontale e di non avere opportunità alcuna di approccio nemmeno con il proprio vicino.
Un ultimo appunto: noi abbiamo lasciato in quel rifugio ben 545 animali, non siamo certi quanti ne siano presenti al momento pur augurandoci che la riduzione numerica possa dipendere da felici adozioni. Sta di fatto che il nuovo rifugio ha ottenuto autorizzazione per 300 posti (cani), sta di fatto che secondo la legge regionale ogni nuovo rifugio può accogliere animali nel rapporto da 5 a 1000 (5 animali ogni 1000 abitanti) e a conti fatti, secondo il totale dei residenti nei 4 Comuni che avrebbero (????) stipulato convenzione con l’associazione ANTA per alloggiare i propri randagi nella nuova struttura, su un totale di circa 61.000 abitanti, la struttura potrebbe ospitare massimo 305 animali. Sta di fatto che, secondo la Nuova Normativa Nazionale le nuove strutture possono essere autorizzate solo nella capienza di un massimo di 200 cani- ordinanza Ministeriale sui canili del 16 luglio 2009 – lettera e) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non deve avere una capacita' superiore o superare le duecento unita' di animali; sta di fatto che l’associazione Pluto Progetto Fauna è stata incriminata per aver accolto un sovrannumero di animali, sta di fatto che la nuova struttura di Montegranaro non solo sta partendo in sovrannumero di presenze ma non sarà in grado di garantire nemmeno il ricovero di tutti quegli animali che vagano come randagi nel territorio dei quattro Comuni interessati.
Ed anche questo lo lasciamo al giudizio di chi legge.