Pluto Progetto Fauna onlus

Pluto Progetto Fauna onlus, costituita nel 1991, è una onlus che si occupa di tutelare gli animali abbandonati e prevenire il randagismo. Responsabile della gestione del Rifugio Pluto House sino al marzo 2007, oltre ad aver provveduto all'intervento, cura, mantenimento e affidamento di oltre 6500 animali abbandonati, si occupa da sempre della promozione delle adozioni, della prevenzione degli abbandoni, dell'incentivazione delle sterilizzazioni, della salvaguardia delle colonie feline. Opera anche a livello preventivo, attuando campagne di sensibilizzazione e informazione nelle scuole di ogni ordine e grado e organizzando eventi formativi per i cittadini. PER INFORMAZIONI 347.8439127 plutohouse@hotmail.it
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domenica 8 giugno 2008

Comunicato Stampa Associazione Pluto Progetto Fauna onlus del 6 giugno 2008

PLUTO PROGETTO FAUNA ONLUS

COMUNICATO STAMPA 6 GIUGNO 2008

Il nuovo canile: l'odissea delle incompiute.

Si parla di previsioni "ottimistiche" e si fornisce una data infinita: 2010.


Un canile sequestrato per motivi legati a fatiscenza, insalubrità del terreno su cui sorge che, al contrario di quanto disposto dagli organi di controllo del 12 marzo 2007, ancora continua a persistere nelle medesime condizioni di accoglienza se non per qualche modifica che ha cercato di rendere "accogliente" apparentemente l'ostello che ancora ospita i circa 380 animali rimasti.

Promesse su promesse, rinvii continui che non fanno altro che accreditare la domanda che molti si pongono e che verte su un'unica risposta: "cosa mai si nasconde dietro a quel famoso blitz?"

Cosa mai è cambiato per la Pluto's House?

Certamente i cani sono di gran lunga diminuiti, causa prima l'altissima percentuale di mortalità verificatasi, circa 60 cani in un anno; 36 animali ritornati nel Comune di origine per l'inaugurazione del rifugio locale; animali di cui si sono perse le tracce, esempio lampante la
meticcetta rispondente al nome di Ennie, sparita nel nulla e sostituita con un altro quattrozampe di nome Kina, addirittura di pertinenza di un Comune diverso; animali prelevati dai Comuni proprietari per ricoveri in un canile limitrofo che certamente nulla ha a che invidiare alla precarietà dell'ex e dell'attuale Pluto; animali che continuano a soggiornare legati ad una catena.

Il tutto corredato dal troppo silenzio di Enti che dovrebbero insorgere per primi, proprio per le responsabilità riconosciute ad essi dalla normativa vigente in materia, contro la reale ed attuale situazione.

Asserzioni falsificate in merito alla retta sostenuta dal Comune di Sant'Elpidio a Mare sotto la gestione dell'associazione Pluto Progetto Fauna. A disposizione di chiunque, per eventuali verifiche, i conteggi che parlano di circa 100 animali a totale costo della Pluto, di applicazioni di tariffe da un minimo di euro 1,00 ad un massimo di euro 1,60 e la prova che la cifra riportata di euro 2,00 certamente è legata a chiare dimostrazioni di voler gettare veleno e discredito sulla passata gestione del rifugio.

Nessun accenno all'unica cosa certa in fatto di soldi: il debito che il Comune capofila ha da circa due anni ( si arriva a tre conteggiando anche il periodo post blitz) nei confronti sia dell'associazione Pluto Progetto Fauna che degli animali: circa 90.000,00 euro ed al fatto che l'attuale tariffa di euro 2,50 pagata per ogni animale all'attuale gestione è di gran lunga superiore alla tariffa regionale ( per strutture da 101 a 400 unità spesa pro capite da un minimo di euro 2,07 ad un massimo di euro 2,50 con obbligo di riduzione tariffa applicata del 50% per strutture, diproprieta del Comune, gestite da associazioni protezionistiche, riduzione per la quale non siamo d'accordo, ma per il momento questa è la legge.)

Ponzano di Fermo, 6 giugno 2008

martedì 20 maggio 2008

Comunicato Stampa del 19 maggio 2008

Associazione Pluto Progetto Fauna onlus 
Comunicato stampa del 19 maggio 2008 

Vorremmo poter gioire della mancata inaugurazione del nuovo canile che doveva vedere alloggiati gli attuali cani che ancora si trovano nella fatiscente vecchia locazione della ex “Pluto’s House”. Lo stesso dicasi per i problemi che sembrano sorgere, testimone diretto il Sindaco di Sant’Elpidio a Mare nel suo comunicato Stampa del 19 Maggio c.a., a sfavore delle Amministrazioni Comunali che da più di un anno fanno capo alla nuova gestione di un rifugio che doveva scomparire proprio in virtù delle condizioni “decrepite” della struttura e dell’insalubrità del terreno.
Vorremmo, ma sinceramente non riusciamo né a gioire né tanto meno a fornirci una logica spiegazione. “Il Paradiso può attendere”, titolo di un film di gran successo che associamo nel contesto alla situazione imbarazzante nella quale ancora oggi si trovano circa 380 animali ai quali era stato promesso un luogo di soggiorno definito “Il villaggio del cane”; cifre da capogiro per mantenere cani abbandonati qualora la Giunta Regione Marche, con l’adozione del tariffario ricovero animali nel lontano Marzo 2002, aveva stabilito una spesa pro capite quotidiana da un minimo di euro 2,07 ad un massimo di euro 2,50 (strutture contenenti da 101 a 400 unità) con l’obbligo di ridurre le tariffe applicate del 50% qualora la struttura fosse stata gestita da associazioni protezione animali non proprietari del ricovero; bilancio del Comune di Sant’Elpidio a Mare ancor più gravato da interventi di sistemazione provvisoria per migliorare le condizioni di vivibilità degli animali, migliorie sempre negate nel passato alla gestione dell’Associazione Pluto Progetto Fauna pur se la stessa era pronta a farsene capo.
Sinceramente rimaniamo stupiti di quanto sopra e del fatto che animali abbandonati nei pressi dell’attuale canile siano considerati a carico dell’amministrazione che ospita il rifugio e giustamente diamo credito alle lamentele del Sindaco Mezzanotte che vede accollare alla sua Amministrazione spese di mantenimento per animali che potrebbero prevenire da qualsiasi altro Comune. Di fatto, in situazioni similari, la nostra associazione in passato si è resa sempre disponibile a sostenere a suo carico il mantenimento di tali animali pur se intestati al Comune di Sant’Elpidio a Mare.
Comprendere le difficoltà delle amministrazioni è basilare per stabilire un rapporto di collaborazione e di stima e soprattutto per salvaguardare più animali possibili come nel caso attuale di Belmonte, un paese troppo piccolo per permettersi di sopportare spese di mantenimento di ben 11 animali, dove due cani femmina e nove cuccioli, di circa 1 mese, hanno trovato garanzia di sussistenza grazie al nostro interessamento ed alla nostra offerta di sterilizzare gli animali adulti e provvedere alla custodia dei cuccioli fino alla loro adozione. I cani adulti, derivati Labrador e i nove cuccioli, derivati Labrador ed Husky, tutti microchippati dal Servizio Veterinario a nome del Comune di Belmonte, sono in attesa, di trovare una felice adozione. 

Ponzano di Fermo, 19 maggio 2008

Vice presidente Associazione Pluto progetto Fauna
Lidia Gomez Olivera
347-8439127

Articolo pubblicato sul Corriere Adriatico del 19 maggio 2008 
Cronaca del Fermano

Il sindaco Mezzanotte
Canile Tariffe da rivedere

SANT’ELPIDIO A MARE – “Quello del canile è un problema da chiarire e ho intenzione di parlare con i sindaci per rivedere la divisione delle tariffe”. E’ l’opinione del sindaco di Sant’Elpidio a Mare Alessandro Mezzanotte, che tra le spese in più da inserire nel bilancio 2008 ha dovuto aggiungere anche un netto incremento per quanto riguarda i randagi ancora sistemati alla struttura lungo la strada Faleriense. Ben 140.000 euro annui per la cura dei cani, 40.000 in più rispetto al 2007. Soldi che dipendono in parte dall’incremento della tariffa per ogni animale rispetto alla precedente gestione, e in parte da alcuni interventi di sistemazione provvisoria necessari per migliorare le condizioni degli animali. Ma il primo cittadino, in attesa che il sospirato nuovo canile di Montegranaro diventi realtà, sottolinea anche un problema di divisione dei costi. “Tutti noi abbiamo a cuore gli animali ed abbiamo tutte le intenzioni di garantire le migliori condizioni per i randagi. Fatta questa premessa – nota Mezzanotte – mi sembrano eccessive le spese per il nostro comune. Molte persone, quando abbandonano gli animali, li lasciano nei pressi del canile. Automaticamente, quei randagi vengono considerati a carico del comune di S.Elpidio a Mare, solo perché il canile insiste sul nostro territorio comunale”.

lunedì 26 novembre 2007

comunicato Stampa 26 novembre 2007

Associazione Pluto Progetto Fauna onlus
Comunicato stampa 26 novembre 2007

Novembre 2007: SEQUESTRO SITOWEB PLUTO HOUSE (www.plutohouse.org)
Io, cane, posso anche tacere se tu me lo imponi, rimanendo in silenzio ad ascoltare la tua voce che urla, bestemmia, impreca, racconta volgarità e falsità, mette zizzania, uccide più di una spada. Ma non importa, io rimango in silenzio ad ascoltare la voce dell'uomo e ringrazio il mio Dio di essere nato semplicemente "cane" e di saper solo "ululare".

26 novembre 2007 - un'altra sconfitta per Pluto - Sequestrato il sito www.plutohouse.org

Cari tutti,
non conosciamo ancora con certezza il motivo per cui il sito www.plutohouse.org sia stato sequestrato ma ve ne daremo informazioni non appena ne saremo certi.
Resta il fatto che sappiamo che siamo "scomodi" per molti, coloro che vogliono tapparci la bocca troveranno sempre mille scuse e mille appigli, ma noi non ci arrendiamo.
Abbiamo sempre detto la verità, la nostra e quella di altri, per parità e diritti.
Ma sembra che questo abbia dato fastidio a qualcuno.......
Cosa faremo? Come sempre abbiamo fatto da 17 anni a questa parte continueremo a lottare per difendere i diritti dei senza voce, tutelare i nostri amici con la coda.
Ringraziamo tutti coloro che seguono le nostre vicende e che ci hanno scritto e telefonato per cercare di capire quello che sta succedendo in questa piccola fetta d'Italia, siamo consapevoli di essere schietti, sinceri, impavidi e fastidiosi......ma non ci fermeremo, non resteremo a guardare mentre il grande business della gestione dei canili continua a dilagare sulla pelle degli animali, uniche vittime di un mondo che vuole trasformarli in una “catena di montaggio”, in una “industria” forse troppo perfetta per degli esseri che cercano un contatto umano, un gioco, una carezza.

Sequestrateci il canile, sequestrateci il sito,
ma non potrete mai sequestrarci i pensieri e gli ideali,
ed i nostri cuori così vicini ai cuori animali………..
MAI!

martedì 2 ottobre 2007

comunicato Stampa 2 ottobre 2007

Associazione Pluto Progetto Fauna onlus
Comunicato stampa del 2 ottobre 2007

Il cerchio si stringe: è bastata un’ultima dichiarazione pubblica da parte di una persona che si definisce “amante degli animali” a farci finalmente comprendere cosa si nasconde dietro tutta la storia di “Pluto”: la matassa si sta ormai dipanando. Asserzioni della persona che suonano con enfasi ed alto senso di giustizia a difesa dei quattrozampe ma che non hanno mai visto l’autore di sì detti discorsi scendere direttamente in campo per salvare almeno uno dei cani (all’infuori di tre cuccioli di cui poi parleremo) che hanno trovato vita ed assistenza dentro quella struttura fatiscente, una persona che ha avuto bisogno di tanti altri suoi “simili” per cercare di emergere dalle proprie paure e dalle proprie restrizioni mentali per allinearsi contro chi, al contrario, ha sfidato il mondo per salvare più animali possibili. Non ne diremo il nome poiché il ns. unico obiettivo nel contesto è far capire alla “persona” che, se pur agli occhi degli uomini non risulterebbe mai colpevole, noi crediamo fermamente che esiste un tribunale situato molto più in alto di quello composto da toghe, politicizzanti e “falsi credenti” che già, sin da adesso, sa porre il Suo giudizio nella giusta parte.
“Pieno consenso”, appuriamo dunque, per la giunta Comunale di Montegranaro nelle persone del Sindaco Dr. Giovanni Basso e dell’Assessore all’Ambiente Paolo Macchini: personaggi che hanno saputo “silenziosamente” (quasi di nascosto ????????) recepire e mediare istanze presentate”. Saremmo proprio onorati di essere messi a conoscenza di quante e quali, tra le Associazioni presenti nel territorio, o addirittura nella Regione, sono state così “toccate” dalle problematiche dei randagi di Pluto House da considerarsi dei veri e propri difensori del mondo animale ed erigersi a giudici implacabili contro la gestione, sempre aperta a tutti, del primo e vero rifugio di “Pluto Progetto Fauna”. Anche noi abbiamo sempre avuto una perfetta conoscenza delle problematiche dei randagi ma soprattutto, proprio perché la nostra conoscenza è sempre nata dal cuore, abbiamo sempre rispettato sia il randagio sia quanti, durante il loro cammino di volontariato, si sono trovati di fronte a difficoltà aprendo anche a loro le nostre porte, la nostra disponibilità ed il nostro aiuto. Lo stesso CAARM (Coordinamento associazioni animaliste regione Marche) ne è stato testimone diretto.
Non stiamo, per lo meno in questa sede (dato che la suddetta gestione è ancora tutta da vedere e chiarire), a commentare la “professionalità e l’attenzione dell’Associazione ANTA ONLUS” in quanto la stessa è stata introdotta nel nostro territorio da “personaggi locali” dopo un’attenta e studiata preparazione di circostanze, ma teniamo a precisare che la “persona” oggetto della presente, che si ritiene tanto offesa nel suo comune senso del pudore dalla gestione dell’Associazione Pluto progetto Fauna”, convocata qualche tempo fa dalla stessa amministrazione (alla quale oggi apre i suoi elogi) per sancire entrambi un accordo circa l’eventualità di aprire un rifugio a Montegranaro sotto la sua diretta gestione, pur essendo responsabile locale di un’Associazione animalista a livello nazionale, si è ben guardata dall’accettare tale proposta: i canili puzzano di cane, di deiezioni, c’è il rischio di morsi, le pale per la ghiaia pesano, c’è la paura di non aver più tempo libero da dedicare alla propria libertà individuale. E’ forse per questo che anche l’ANTA, tanto acclamato, si serve, per lo meno da quello che risulta a noi risulta, di personale proprio solo per fatti sporadici riservando il lavoro ad ex dipendenti dell’Associazione tanto discriminata o ad individui che fanno capo ad una cooperativa. Si è forse dimenticata “la persona” che le “forze politiche”erano già state contattate dall’allora ASl 11 – prot. 8366 datato 30-5-01- per “dismissioni beni aziendali” e con la proposta: “Dovendo programmare la dismissione di beni aziendali e nello specifico il terreno e l’immobile in cui è collocato il rifugio per cani, con la presente si richiede alle SS.LL. se sono interessate all’acquisizione del bene il cui valore complessivo è stimato in circa 270 milioni. Si richiede, inoltre, sempre al fine di cui in oggetto, se l’ipotesi di costruzione di un canile intercomunale ha fatto dei passi aggiuntivi e, in caso positivo, la previsione temporale di avvio.
Distinti saluti
Il Direttore Generale Dr. Giovanni Caruso“
e che da circa qualche mese prima del giorno del blitz erano già tutte a conoscenza del progetto dell’Associazione Pluto e della piena disponibilità dei mezzi finanziari necessari per la costruzione del nuovo rifugio? Si è forse dimenticata, la “persona”, di quante volte nel corso degli anni ha contattato i volontari di Pluto per chiedere aiuto nel soccorso di animali vaganti nella propria cittadina con la scusante che i suoi impegni non le permettevano di interessarsene direttamente? O era forse il timore di dimostrare ad una Amministrazione che il suo “interessamento” per animali sarebbe sicuramente andato a toccare le casse del Municipio o ne avrebbe direttamente pagato le conseguenze? Si è forse dimenticata la “persona” che nell’agosto del 2005, dall’Amministrazione del Comune tanto decantato e retto anche allora dall’attuale Primo Cittadino, in seguito al suo unico intervento in merito a personale prelievo di tre cuccioli dal territorio, ha ricevuto quanto segue:
“Dovrà pertanto assumersi ogni responsabilità per quanto fatto, con a Suo esclusivo carico, la cura, la custodia ed il mantenimento, presso l’Associazione Pluto Progetto fauna di Sant’Elpidio a Mare.
Distinti saluti
Montegranaro li 09.09.2005” ??
Cosa naturalmente mai avvenuta, ma non per misericordioso intervento successivo del Comune bensì perché, i tre cuccioli, sono sempre stati solo ed esclusivamente a carico dell’Associazione Pluto.
Dato che la “persona” conclude il suo intervento inneggiando ad un percorso (oseremmo dire “ipotetico”) “costruttivo di collaborazione e scambio positivo tra forze politiche e associazioni di tutela animali verso il fine comune della protezione dei quattrozampe”, sa forse spiegarci perché la “forte sensibilità sviluppatasi in merito alla tematica del randagismo” non ha visto il suo esordio qualche mese prima del blitz, quando per l’accalappiamento di un cane femmina (al suo secondo parto in loco) non ha fatto provvedere la stessa “persona” perfettamente a conoscenza dell’esistenza del caso da tempo né tanto meno la volontà animalista dell’Amministrazione (egualmente informata)??? Da quel cane femmina, senza sigla di riconoscimento, sono nati circa 16 cuccioli, non sembrano un po’ tanti dato l’impegno sulla tematica del randagismo? Quel cane è stato infine prelevato ……… e scusateci se, anche in questo caso, in primo piano si è messa di mezzo l’Associazione Pluto: l’animale, da allora, non ha dato alla luce più alcun cucciolo.
Non ce ne voglia l’Amministrazione di Montegranaro (qualora capitasse di prenderne nota)per questi nostri appunti: riteniamo che i punti di vista dei Comuni generalmente non convergono con gli stessi obiettivi di qualsiasi forma di “volontariato”: Il volontariato parla con il cuore e con l’unico scopo di realizzare l’obiettivo primario imposto da un proprio Statuto, ed in questo specifico caso lo scopo è la piena tutela degli esseri indifesi; le Amministrazioni parlano con percentuali, statistiche, approvazioni di bilanci e “politica”. I cani non fanno politica ed il volontariato può andare a braccetto con la “politica” solo per spiegare, in maniera tale da far comprendere ai politici, la validità delle Leggi in materia e concordarne l’attuazione.
Chiudiamo questo lungo e forse estenuante messaggio, dopo aver finalmente compreso che taluni animalisti sono tali solo se seduti comodamente su una poltrona a dirigere mentre i rifugi sono aperti a chiunque abbia piacere di sporcarsi le scarpe, con qualche celebre frase. Chi vuol intendere, intenda.

giovedì 20 settembre 2007

Comunicato Stampa 20 settembre 2007

Associazione Pluto progetto faunaonlus 
 Comunicato Stampa del 20 settembre 2007

si rimane veramente stupefatti della scaltrezza usata dal presidente dell’Anta, Bruno Mei Tomasi, nel girare e rigirare i propri discorsi e le proprie soluzioni in merito alla costruzione del “villaggio del cane ampio e innovativo” Non occorre essere un attento lettore per rendersi conto del miscuglio di notizie che appaiono con cadenza studiata nei quotidiani locali.
Unica cosa certa sembra comunque, a conclusione, la volontà di 4 sindaci, di cui uno cedente del terreno, di voler finalmente dare avvio alle procedure amministrative per la costruzione del canile.
Resta invece un mistero, avvolto nella più fitta nebbia, la possibilità, da parte dell’ANTA di recepire i soldi, 500mila euro, come dichiarato nei giornali.

Resto del Carlino giovedì 6 settembre 2007, pagina del fermano:
“il costo , infatti, si aggira sui 500mila euro che l’ANTA si impegna a reperire attraverso fondi nazionali ed europei” prima di rendere pubblica una notizia di fondi “inesistenti” sarebbe stato opportuno, per il Sig. Tomasi , prenderne direttamente atto senza far sorgere dubbi circa l’esistenza di procedure fantasma. Bastava una telefonata alla regione Marche per avere conferma dell’infondatezza della sua asserzione ed evitare di darne falsa notizia alla stampa.

Corriere Adriatico mercoledì 19 settembre 2007, pagina Porto Sant’Elpidio/Sant’Elpidio a Mare:
“stiamo aspettando che venga dichiarato l’affidamento del terreno, attraverso un passaggio in consiglio comunale, spiega Mei Tomasi, Per il resto è tutto pronto. C’è l’accordo con l’Istituto di credito per il finanziamento …………” (finanziamento e non fondi).
In merito non abbiamo niente altro da aggiungere, restiamo solo con la convinzione che si dovrebbe parlare e diffondere solo in caso di certezze.
Come è giusto tenere conto di ogni affermazione in merito allo stesso problema nel tempo:
ci riferiamo a quanto asserito dal Tomasi nell’art. del Corriere Adriatico di cui sopra :”una quarantina (di cani) sarebbero invece registrati come proprietà dell’Associazione Pluto progetto fauna , che probabilmente sarà chiamata a rispondere degli animali”. Forse il Tomasi non sa che quei cani risultano di proprietà di Pluto non perché acquisiti su mercati, fiere o negozi bensì perché animali salvati in extremis dai volontari e portati direttamente al rifugio, come dovrebbe fare ogni associazione che si professa protezione animale, senza attendere, data l’urgenza del salvataggio, autorizzazione scritta. Ciò non toglie che gli stessi cani sarebbero stati egualmente condotti nel rifugio in maniera ufficiale il giorno dopo, anche se ciò avrebbe comportato l’aggravarsi delle loro condizioni. Sta di fatto che per quei cani, e non certamente una quarantina, i Comuni non hanno mai sborsato niente in quanto non ne hanno mai voluto riconoscere la paternità. Per quanto riguarda la probabilità che l’associazione sarà chiamata a rispondere degli animali, il Tomasi dovrebbe dimostrare più coerenza ed asserire quanto asserito in un suo articolo sul Tirreno (quotidiano di Massa) del 28 dicembre 2005:” cani che sono sì intestati all’associazione ma solo per benevolenza nei confronti dell’amministrazione Comunale “ e noi ribadiamo “ per il benessere dell’animale”.
Un appunto ci è doveroso comunque rivolgere al continuo dell’articolo del Corriere Adriatico e precisamente a quanto viene spiegato dal Sig. Tomasi : “arriveranno a giorni due veterinari. Visiteranno e cureranno tutti gli animali, dato che molti, da lunghissimo tempo, vivono in condizioni precarie di salute”.
Scusateci se a questo punto ci viene da chiederci: “ ma dal 12 marzo del 2007, giorno in cui l’ANTA ha avuto la gestione di un canile tolto ad un’altra associazione con l’imputazione di maltrattamento, cosa è stata a fare l’ANTA?????. Come mai a distanza di 6 mesi abbondanti i cani vivono ancora in condizioni precarie di salute. I veterinari che arriveranno e prenderanno in cura gli animali sono disponibili solo fin da adesso in poi???? . Quanti cani dal 12 marzo sono stati dunque privati delle adeguate cure????
Ci viene spontaneo concludere dicendo che, se maltrattamento, a detta di quanti hanno effettuato i controlli, era stato prima del 12 marzo, dopo quella fatidica data, per i cani almeno, nulla è cambiato se non l’affermazione che per 6 mesi non hanno ricevuto alcuna cura.
Ponzano di Fermo li 20 settembre 2007
Lidia Gomez Olivera
Vicepresidente Associazione Pluto Progetto Fauna onlus

lunedì 10 settembre 2007

comunicato Stampa settembre 2007

ASSOCIAZIONE PLUTO PROGETTO FAUNA ONLUS
Settembre 2007
Oggetto: ENCOMIO AL NIRDA

Abbiamo presso visione del comunicato stampa fatto dal presidente dell’ ANTA sig. Bruno Mei Tomasi in cui propone un encomio per il “ Nirda” in merito allo STRAORDINARIO intervento effettuato a Sant’Elpidio a Mare. Dobbiamo dire che aderiamo a questo encomio rivolto a tutto il Corpo Forestale dello Stato, e non precisamente per l’intervento del canile di Sant’Elpidio a Mare, bensì per tutti gli interventi che il Corpo speciale ha effettuato ed effettuerà in tutto il territorio nazionale soprattutto per l’emergenza incendi. Tornando alla proposta del Sig Mei Tomasi è obbligo morale ricordare, in quanto sicuramente qualcosa è sfuggito a chi di dovere, che il Nirda è stato creato con un Decreto Ministeriale il 23 marzo 2007, come attestato dallo stesso Tomasi, ed il sequestro del Canile Pluto è avvenuto in data 12 marzo 2007. Il rifugio ospitava, pur nella sua fatiscenza, 542 cani, tutti sereni ed in buono stato di salute all’infuori di animali anziani e sofferenti per le dovute patologie dell’età, come d’altronde accade in ogni “ricovero” od ostello umano. Forse qualcuno ha mai avuto a che dire di tutti i poveri sventurati accalcati a Lampedusa se non che le condizioni in cui versano sono rese necessarie dato lo stato di necessità???. Lo stesso dicasi per il rifugio di Via Faleriense: situazione creata da una continua situazione di emergenza. Qualcuno non si ricorda forse che il rifugio Pluto, unitamente al rifugio di Capodarco, era l’unico esistente in tutto il territorio?? Qualcuno non si ricorda forse di tutte le cucciolate o animali singoli salvati in extremis? Per il solo timore, come in genere viene adempiuto da molti, di prendere una “denuncia”, Pluto non ha mai sfrattato un animale bisognoso, non ha mai detto no all’accoglienza di poveri “sventurati” a quattrozampe proprio perché è questo il vero scopo di una associazione di protezione animale: salvare ogni essere bisognoso senza far troppi conti o aver paura di superare un limite numerico. Importante non è dimostrare una parvenza “paradisiaca” che solo un numero “limitato” può produrre…… cosa succede agli altri animali, a quelli non accettati e respinti solo perché bisogna “contenere il numero” nessuno se lo è mai più chiesto. Il maltrattamento, come sarà dimostrato in sede opportuna e con la testimonianza di tutte le persone che visitavano quel canile che con le sue uniche forze procedeva a 400 adozioni all’anno e fino al 12 marzo aveva visto salvati circa 6.500 animali, che con i suoi programmi collegati alle scuole ed ai boyscout ed alle sue campagne di sterilizzazione aveva contenuto le file del randagismo, è solo da attribuire alla struttura, proprietà della ASUR e sotto la tutela sanitaria del Comune di Sant’ Elpidio a Mare. Oggi sembra che alcuno degli Enti avesse mai preso visione della realtà……. eppure tutti sapevano! Qualcuno forse non si ricorda che “Pluto’s House” non ha mai avuto cancelli e tanto meno sbarre, che l’entrata era libera a tutti in qualsiasi ora e giorno della settimana senza mai chiedersi le vere intenzioni dei visitatori?: tutto condotto con la massima libertà che solo gente civile e rispettosa del prossimo può accordare. Eppure qualcuno ha osato tradire le aspettative: Pluto era lì, con le sue difficoltà, con le sue debolezze ma soprattutto con la sua tenacia e con la sua speranza, stava solo aspettando che gli Enti si fossero decisi ad assegnare un terreno, il soldi li aveva già pronti la “benefattrice”. Adesso i cani, a detta dell’ ANTA, sono diventati 400; mancano all’appello 142 cani: in questi 6 mesi di nuova gestione sono deceduti più di 40 cani, non possiamo definire il n° esatto dato che ancora l’asur non ha fornito i dati degli ultimi decessi; il Comune di Civitanova Marche, che attualmente usufruisce di un proprio rifugio, non è ancora riuscito a riprendersi tutti i suo cani (sono 36) in quanto l’Anta ancora non è riuscito ad individuarne diversi anche se per ogni animale è sempre esistito un libretto sanitario con la foto segnaletica e soprattutto un microchip identi****tivo e difficilmente un amante e protettore di cani riesce a sbagliare sesso dell’animale tanto da riconsegnare ad un Comune un “maschio” al posto di una “femmina”, “Aurora” il nome del cane interessato non ha mai subito interventi per cambiare apparato genitale, per lo meno sotto la nostra gestione! Basta solo questo a dimostrare quanto poco rapporto diretto sia stato istituito dai nuovi gestori con i cani. In 6 mesi trascorsi insieme avrebbero dovuto certamente avere più dimestichezza e saper conoscere in maniera più approfondita gli ospiti del rifugio, altrimenti i “cani” sono solo numeri. Il Comune di Montegiorgio ha individuato nel canile di Capodarco la nuova destinazione dei cani accalappiati nel uo territorio ospitati da Pluto……..:”Canile a norma…????????, anche in questo caso non sono stati individuati tutti gli animali. Mancano dunque ancora tanti cani all’appello, dove sono? L’ASUR non ha ancora ricevuto alcun foglio di affido da parte dall’Anta, se i cani mancanti fossero stati adottati possiamo solo dedurre che la legge non è eguale per tutti (dato che le schede di uscita devono essere consegnate entro 15 giorni dall’ affidamento) e che vengono riconosciute o disconosciute colpe a seconda dell’”imputato”. Certamente per quanto concerne la struttura qualcosa è cambiato in meglio in quanto all’ANTA, pur senza alcuna autorizzazione formalizzata e senza subire denunce per abuso edilizio ( procedura adottata contro migliorie apportate dall’associazione Pluto) è stato consentito di locare una ventina di box, pur se in lamiera, e di usufruire di un’ulteriore spazio oltre il fosso, spazio matematicamente ampliato anche per la drastica diminuzione degli animali presenti e che ha consentito di creare “la parvenza paradisiaca”. Per i cani, purtroppo per loro, dato che dovrebbe invece rappresentare importanza primaria, qualcosa è cambiato in peggio: sono svaniti i musi sereni e sono sparite le ciotole sempre piene di cibo dato che come norma adesso gli alimenti devono essere determinati senza tener alcun conto che quando le vivande scarseggiano riesce a cibarsi nel box solo il cane più vorace e prepotente mentre il resto dei presenti rimane a volte solo guardare. Che dire poi del giorno del “digiuno settimanale” imposto chissà da quale regola??? Ne sono infatti testimoni quanti hanno notato, dopo aver fatto visita, la differenza: i cani sono dimagriti (magari c’è anche qualcuno che asserisce che per i cani in soprappeso, come lo erano taluni sotto la nostra gestione, si possa configurare la condizione di maltrattamento….) Chissà, forse tutto questo è sfuggito ai componenti del NIRDA in quanto, essendo il loro un Corpo che opera in tutto il territorio nazionale, ritengono doveroso intervenire su tutti i canili sovraffollati…… , (avranno in effetti veramente tanto da fare in quanto il “sovraffollamento” è un “comune denominatore” di quasi tutti i canili italiani) senza avere più tempo di ricontrollare situazioni creatisi post-sequestri; chissà, forse è loro sfuggito anche il particolare che la gestione post-sequestro è stata affidata ad un’ associazione che a tutt’oggi non è ancora registrata nell’ albo regionale di volontariato, requisito primario per poter gestire canili; chissà, magari non hanno avuto addirittura tempo di interiorizzare la realtà di questo personaggio che nella sua terra d’origine, ove ha sede la sua associazione, non fa niente per combattere il randagismo, (confermato dal Tomasi in una sua risposta a un e-mail inviatagli da una cittadina di Ancona) e che mai dire dell’ anormalità del suo comportamento quando rivestiva la carica di vicepresidente della “Lega Nazionale del Cane” : tutto documentato . Come associazione “Pluto progetto Fauna” abbiamo sulle spalle più di 15 anni di duro lavoro, abbiamo fatto comodo a tutti????? e, quando asseriamo “a tutti”, non lasciamo indietro nessuno, nemmeno tutte le altre associazioni animaliste con le quali abbiamo avuto, o per lo meno, arrivati a questo punto, abbiamo creduto noi di aver avuto sempre rapporti di collaborazione ed intesa e che sono sempre state pienamente coscienti e consapevoli sia del nostro operato che della caducità di una struttura che nonostante tutta la precarietà esteriore ha accolto e salvato migliaia di animali; associazioni che adesso sembrano disconoscerci completamente non osando pronunciarsi, nel bene o nel male, come se attendessero la fine di questa vicenda grottesca in un mero silenzio quasi per timore di venire “compromesse” o non “danneggiare quella causa” in cui dicono di credere fermamente. Va bene “che nessuno è profeta nella sua terra”, però per noi parlano più di 6500 cani salvati, una traiettoria scomoda per tanti in quanto abbiamo sempre e solo guardato al vero benessere del cane senza tenere conto di ciò che rappresentava nel contesto sociale l’umano che avevamo davanti e contro. Anni ed anni impegnati in quella “struttura” concessa nella quale hanno sempre trovato accoglienza circa 400 cani all’anno, lavorando con tanta fatica, senza limiti di orario e oseremmo dire anche senza rispetto per la nostra vita privata….., scusateci se tutto ciò è poco, scusateci se il randagismo, dopo la prima concessione della struttura alla prima responsabile dell’associazione Pluto progetto Fauna è cresciuto a dismisura come invece al contrario non sono cresciuti altri rifugi, perdonateci se ci viene spontaneo domandarci: “cosa c’e dietro a tutta questa storia…….???????? 
Lidia Gomez Olivera 
QUI POTRETE VISIONARE TUTTI I DOCUMENTI CERTIFICATI DALLA LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE RELATIVI AL SIG. BRUNO MEI TOMASI, PRESIDENTE ANTA ONLUS, PRIMA APPARTENENTE ALLA LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE.
http://www.covoprieca.com/casicovo/associazioni/anta/indexanta1.htm

sabato 8 settembre 2007

Comunicato Stampa 8 settembre 2007

Associazione Pluto Progetto Fauna onlus
Comunicato Stampa 8 settembre 2007 

SEQUESTRO PLUTO HOUSE: COSA C'E' DIETRO TUTTA QUESTA STORIA?
COMUNICATO STAMPA ANTA ONLUS - 8 SETTEMBRE 2007
L'ANTA ONLUS PROPONE UN ENCOMIO AL NIRDA
Il presidente dell’A.N.T.A. onlus, Bruno Mei Tomasi, ha inviato una lettera al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, On. Paolo De Castro; al Ministro della Salute, On. Livia Turco; al Sottosegretario Politiche Agricole, On. Giovanni Mongello e al Capo del Corpo Forestale dello Stato, ing. Cesare PATRONE, contenente una proposta di encomio al NIRDA, affinché vi sia il giusto riconoscimento per la grande professionalità e capacità mostrata nello straordinario intervento di Sant’Elpidio a Mare (AP) che ha condotto al sequestro di una struttura all’interno della quale erano reclusi 542 cani. all’intervento del NIRDA, gli animali in questione non vivono più in uno stato di degrado decisamente inaccettabile in un Paese che è ritenuto essere tra i più civili al mondo. Si è trattato di un intervento che si pone per efficienza, correttezza e risultati ottenuti come modello utile ad affrontare efficacemente future situazioni analoghe. Il coordinamento del N.I.R.D.A. ha aiutato le amministrazioni comunali, le ASL, la Procura e le Associazioni Animaliste a lavorare tutte nella stessa direzione, permettendo di attivare un tavolo di confronto che ha visto le istituzioni impegnarsi insieme per risolvere i problemi evidenziati. Il merito del N.I.R.D.A. è stato, quindi, quello di riuscire a far collaborare tutti i soggetti interessati alla questione del canile di S. Elpidio, compreso il personale specializzato e le Associazioni Animaliste, dando la possibilità alle amministrazioni comunali coinvolte di discutere con interlocutori capaci di trovare le giuste soluzioni alle questioni riscontrate. I comuni che fino a quel momento avevano permesso e tollerato la presenza della fatiscente Pluto House hanno finalmente compreso l’importanza dell’intervento e hanno accettato senza alcuna remora di realizzare, con la collaborazione delle Associazioni Animaliste, una struttura modello dove ospitare i cani oggetto del sequestro, secondo i criteri della Legge quadro 281/91 e della legge 189/04. Tutto questo senza mai dimenticare i propri ruoli e responsabilità. Al NIRDA va riconosciuto, infatti, il merito di aver tracciato un nuovo percorso fatto di capacità, professionalità e umanità. L’A.N.T.A. onlus ritiene che l’encomio sia il giusto riconoscimento per l’opera svolta e spera che non venga mai a mancare il sostegno al Nucleo Investigativo, che si pone meritevolmente come esempio nella lotta al maltrattamento degli animali.

domenica 19 agosto 2007

Comunicato Stampa del 19 agosto 2007

Associazione Pluto Progetto Fauna onlus
Comunicato Stampa del 19 agosto 2007
“Faremo di tutto per distruggere l’Associazione Pluto” dura asserzione del presidente nazionale dell’ANTA qualche tempo prima della fatidica notte tra il 15 ed il 16 agosto corrente....
Parole dettate da un risentimento personale oltre che largamente espresso dallo stesso individuo nei confronti della presidente e della vice presidente anche nei confronti di volontari e personale dipendente dell’associazione incriminata che, dopo essere entrati a far parte dello staff dell’ANTA, non riuscendo più a sostenere un rapporto di collaborazione hanno preferito rimanere senza lavoro.
I box aperti durante la notte di ferragosto, prima di dovuti accertamenti, hanno matrice ignota. Alcuno avrebbe dovuto permettersi di avanzare sospetti e far capire, anche se in maniera velata, la provenienza di tale turpe gesto: la diffamazione contro l’Associazione Pluto dunque continua .
La realtà è solo la continua morte di animali che per anni erano riusciti a condurre un’esistenza tranquilla rinchiusi in un rifugio giudicato dagli “uomini di legge” fatiscente e pericoloso ma nel quale nessuno aveva mai assistito a decessi esorbitanti o fughe di massa.
Non sta a noi avanzare ipotesi di reato, non sta a noi giudicare da un piedistallo, noi ci rimettiamo alla legge e di conseguenza lo stesso Tomasi avrebbe dovuto tacere su determinate affermazioni e rimanere in attesa dello svolgimento delle indagini. Il canile “Pluto” sta morendo perché i suoi ospiti stanno morendo. Il canile “Pluto” deve essere spazzato via perché il terreno occupato sarà venduto. Non è a noi che giova tutta questa situazione di ristagno e di abusi su animali, qualsiasi mentecatto sa benissimo che il presidente dell’ANTA avrebbe lanciato immediatamente accuse alla nostra associazione di quanto accaduto quella notte come nei giorni precedenti tanto da lanciare illazioni nei nostri confronti anche su presunte morti di animali per avvelenamento per i quali era stato già richiesto, a tempo dovuto, dalla nostra Associazione in forma ufficiale al Servizio veterinario di competenza l’accertamento delle cause di decesso. In effetti il numero esorbitante degli animali ospitati nella struttura a tutt’oggi male si adatta alle prospettive di ricezione del nuovo rifugio. Non siamo stati noi a fare false promesse né il nostro “protagonismo” ha mai osato farci passare per il “vendicatore” tanto da asserire la volontà di “denunciare i sindaci”, come asserito dal Tomasi, per poi rimangiarsi le parole con i fatti. L’associazione Pluto stava semplicemente aspettando l’ultima decisone dei Sindaci convenzionati, decisione interrotta soltanto da un cambio di direttive dell’amministrazione comunale di Sant’Elpidio a Mare in cui è stato inserito un commissario straordinario e a cui si è rivolto direttamente il Tomasi: un blitz dunque creato appositamente in un momento critico in cui ogni parte chiamata in causa doveva per forza avere qualsiasi forma di reazione senza fermarsi a soppesare i due piatti della bilancia?. Forse l’associazione Pluto ha sbagliato in una cosa, almeno inizialmente, quella cioè di concedere all’associazione ANTA (ma è bene specificare che la decisione è stata presa unicamente per il benessere degli animali) composta allora da solo tre donne, ognuna delle quali occupate in proprie attività personali, l’opportunità di servirsi di volontari e personale dell’associazione incriminata.
Forse allora i cani ospitati nel rifugio avrebbero iniziato a diminuire di numero già fin dai primi tempi della nuova gestione: per accudire 600 cani occorre mano d’opera, esperienza e conoscenza diretta.
Qualsiasi vero responsabile e garante delle condizioni di detenzione di animali quale si ritiene il Sig. Tomasi avrebbe dovuto immediatamente provvedere, con i soldi chiesti ai Comuni (€ 120.000,00 per i primi tre mesi con relativi aumenti successivi) ad innalzare una recinzione, d’altronde prevista per Legge, a vera salvaguardia e tutela dei animali; non doveva essere questo ultimo atto a far intravede al Sindaco del Comune capofila la possibilità di “transennamenti all’esterno del canile”, transennamento che avrebbe immediatamente impedito la possibilità di svariate intromissioni notturne e raid a qualsiasi ed eventuale persona esterna all’attuale gestione. Oppure la facilità di accesso era stata già programmata da qualche mente per avere l’opportunità di incolpare o cercare di incolpare? Se il Tomasi e la d.ssa Corsi, come da loro pubblicamente dichiarato, hanno da sempre nutrito sospetti nei confronti degli affiliati alla nostra Associazione, come mai hanno aspettato svariati mesi per assicurare un “rifugio sicuro” da ogni incursione esterna e lesiva nei confronti dei cani???? Avrebbero forse interrotto in tempi non dovuti la diminuzione del numero dei cani , diminuzione resasi necessaria, in un secondo tempo, per una futura locazione degli stessi dato che ancora esistono Sindaci disattenti e non pronti a rispondere alle esigenze dei circa 600 cani iniziali senza contare gli animali che continuano a vagare???? o avrebbero precluso loro la possibilità di continuare a colpevolizzare e screditare agli occhi del mondo l’associazione Pluto?
Sugli ultimi articoli apparsi nei quotidiani dobbiamo dare atto e confermare una sola affermazione del presidente dell’ANTA, quella cioè che non è mai stato contattato dalla sig.ra Lidia Gomez Olivera, vice presidente di Pluto progetto fauna in merito alla vicenda dei box aperti. L’erronea dichiarazione pubblicata del contatto è da attribuire ad un errore di interpretazione della stampa anche se la Gomez non avrebbe minimamente desistito dal chiamare direttamente il Tomasi qualora avesse ravvisato, dopo essere stata contattata dal comando della Polizia, il ben più minimo interessamento dello stesso alla sorte degli animali. Se qualcuno si è mosso per cercare di arginare il danno all’ambiente e agli animali interessati, quel qualcuno lo dobbiamo cercare tra il personale della ASUR, della Polizia, alla quale vanno tutti i nostri ringraziamenti, e all’unico dipendente, anche se recatosi sul posto a ben tre ore circa dall’accaduto. L’associazione ANTA, nella figura dei propri volontari, si è resa presente con una sola volontaria circa dopo 4 ore dai fatti e la diretta responsabile della gestione ha visto il suo ingresso addirittura in orario pomeridiano anche se siamo abbastanza elastici da considerare il suo ritardo dovuto a cause maggiori forse legate a problematiche personali.
In silenzio, senza cercare applausi e consensi vari, l’associazione Pluto sta procedendo, come è giusto che sia per coloro che stanno dalla parte degli animali, a combattere per la loro salvaguardia, non solo di quelli rinchiusi nei rifugi, a cercare in ogni maniera la massima mobilità dei Comuni, come d’altronde ha sempre fatto, affinché possano sorgere rifugi in grado di accogliere più ospiti possibili fino a quando, gli ENTI preposti alla riduzione del randagismo non si decidano di adottare il censimento della popolazione canina, consigliato e raccomandato da anni dalla nostra associazione, o di appellarsi a quanto prescritto dalla nuova finanziaria. Ricordiamo che ogni cane lasciato fuori da un rifugio, sia esso randagio o padronale, è sempre un animale pronto istintivamente a creare nuovo randagismo. Con la nostra decisione di dare vita ad una nuova struttura in grado di accogliere “cani vaganti” e senza pretese di magnificenza cercheremo, come sempre, e se altrui interessi non cercheranno di ostacolare i nostri progetti, di dare asilo ai cani, di evitare incidenti provocati dalla loro presenza nel territorio, di ridurre la nascita di cucciolate, di incrementare l’anagrafe canina e le adozioni dei cani mettendone a conoscenza i Comuni e la ASUR nei termini di legge senza temporeggiamenti alcuni come sta accadendo dal 12 marzo nella vecchia struttura di Via Faleriense e far tutto quanto possibile affinché la verità di una vicenda angosciante possa giungere a conclusione.
In particolare teniamo a precisare che a seguito di questo comunicato verrà sporta una denuncia all’organo competente nella quale verrà evidenziata la presenza di due soggetti particolari presenti nelle vicinanze del rifugio la notte di ferragosto. Individui che secondo testimonianze certe sono stati notati nel circondario anche nella mattinata successiva e di cui era debitamente stato informato anche personale dell’ANTA.
Attenzione le foto non sono adatte ad un pubblico di bambini o persone impressionabili
http://fm.ilquotidiano.it/articoli/2007/08/18/76198/pluto-house-in-esclusiva-le-foto-e-la-cronaca-ora-dopo-ora-di-quella-fatidica-notte

mercoledì 8 agosto 2007

Comunicato stampa Legambiente Circolo Sibilla Aleramo di Civitanova Marche 8 agosto 2007

8 AGOSTO 2007: PLUTO HOUSE: LA STORIA INFINITA.......
COMUNICATO STAMPA DA LEGAMBIENTE CIRCOLO SIBILLA ALERAMO DI CIVITANOVA MARCHE: PLUTO HOUSE, UNA STORIA INFINITA......
Ho appreso ultimamente da notizie riportate sui quotidiani l’epilogo della struttura “Pluto House”, smantellamento della stessa qualora il nuovo rifugio sarà edificato. Nulla da togliere alla volontà di Sindaci e dell’ANTA di trovare per alcuni ospiti della vecchia struttura un alloggio più adeguato Ciò che lascia perplessi è la determinazione numerica degli alloggi. Si parla di 250 posti, tanto quanto basta per dare asilo ai cani di proprietà dei 4 Comuni interessati già accalappiati e detenuti presso il vecchio rifugio. Una domanda mi sorge spontanea. Che fine faranno tutti gli altri ospiti di Pluto? In quali canili della Regione saranno dislocati? Quale mai sarà il loro futuro? Che futuro mai avranno i “randagi” che da tempo continuano ad essere abbandonati o i “vaganti” padronali smarriti e di cui alcuno difficilmente si preoccuperà. La struttura di Capodarco, a forza di ricevere parte dei cani traslocati dalla struttura di Pluto e gli animali accalappiati nel Fermano, comincerà ad avere problemi di sovraffollamento; il rifugio di Morrovalle, al quale diversi Sindaci della zona si sono rivolti stipulando convenzioni di ricovero, ospitando animali del maceratese, avrà anch’esso entro breve termine il suo limite di accoglienza e la nuova struttura (il Villaggio del cane) sarà già piena prima ancora del nascere.
La soluzione del randagismo non è stata certamente risolta ne avrà mai una soluzione il benessere degli animali fintanto che coloro che si sono solamente preoccupati di “risolvere una piccola fetta di un problema enorme” promettendo un oasi per 250 cani con vari annessi e connessi non si porranno il problema del censimento, dell’accalappiamento immediato dei cani vaganti, senza rimpalli continui di richieste alle amministrazioni comunali e al servizio veterinario, e dell’edificazione di nuovi rifugi in zona. Non un solo intervento al riguardo è stato notato né sottolineato dai tanti personaggi che si sono palesati in riunioni, conferenze e decisioni in merito alla questione “Pluto House”
La vera civiltà è progresso, è misurare passo passo ogni decisione presa pensando globalmente e non ritornare agli anni 90, agli albori della Legge sul randagismo e sulla tutela degli animali. Dal 12 Marzo c.a il randagismo locale non è affatto diminuito e sono cresciute le richieste di aiuto da parte di cittadini residenti nel territorio che altro non hanno a cui rivolgersi se non agli appartenenti dell’Associazione tanto incriminata. Gli sos che hanno lanciato agli Enti preposti a risolvere problemi inerenti il randagismo non hanno saputo fornire una soluzione pratica ed immediata.
“La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali” (Gandhy) e il progresso morale non è “politica”.
Piane di Falerone li 8-8-2007
Diva Marcucci socia Legambiente “Circolo Sibilla Aleramo”

venerdì 30 marzo 2007

Comunicato stampa 30 marzo 2007

ASSOCIAZIONE PLUTO PROGETTO FAUNA ONLUS
COMUNICATO STAMPA 30 MARZO 2007 
È inutile presentarci e dirvi chi siamo perché ormai ci conoscete tutti ed è inutile elencare tutte le attività svolte dalla nostra Associazione per sensibilizzare, educare e combattere il flagello del randagismo. Il nostro lavoro e le nostre battaglie si sono svolte attraverso le scuole, i giornali, l’opinione pubblica…
Abbiamo lavorato in condizioni quanto mai disagiate con le nostre forze, coscienti che la struttura era inadeguata, ma non avevamo alternative.
Abbiamo provato ad apportare qualche miglioria, per esempio costruendo dei cordoli per evitare che i cani, scavando, potessero scappare ma siamo state immediatamente diffidate e denunciate per abuso edilizio ed abbiamo dunque pagato una penale.
Questo ha fatto si che alcuni cani fossero tenuti a catena, ci chiederete perché non abbiamo mai pensato di chiudere il numero delle entrate ma il nostro spirito era quello di salvare più cani possibili sia per evitare incidenti ma soprattutto per dare l’opportunità ad ognuno di essere adottato, non per niente ogni anno trovavano famiglia circa 400 cani, ed è tutto documentato.
Questo è forse un business?
Le quote versate dai comuni per ciascun cane erano inferiori di molto da quelle indicate dalla Regione Marche (dalla quota fissata di €2,50 per cane i comuni pagavano tra €1 e €1,80), senza contare che a nostro totale carico erano più di 100 cani, per non parlare delle spese sanitarie da noi sostenute, interventi, vaccini o altro che dovevano essere a carico dell’ASUR e che mai ci sono state rimborsate, se non nell’ultimo con l’arrivo del nuovo direttore sanitario del servizio veterinario dell’ASUR11 di Fermo che ha stabilito una convenzione con i veterinari privati per quanto riguarda le vaccinazioni.
Cosa ci possiamo rimproverare?
Forse il troppo rispetto verso gli animali e la ferma volontà di non lasciali ai mille pericoli del randagismo ci ha indotta ad usare fin troppa discrezione anche nei confronti di umani che hanno continuato a servirsi del rifugio pur se sovraffollato.
Avremmo dovuto forse denunciare anche noi il degrado strutturale, ma la nostra piccola associazione di provincia sarebbe stata in grado di richiamare il sostegno di tutte le forze orbitanti attorno al Sig. Mei Tomasi, presidente dell’Associazione ANTA che gestisce attualmente il canile?
O i risultati sarebbero stati ben diversi e tutti a discapito dei cani?
Francamente siamo rimaste colpite che la denuncia sia giunta proprio da lui, dato che il 13 settembre, a seguito di uno scambio di mail inerenti l’Associazione Pluto, proprio il Sig. Mei Tomasi dichiarava: “Andando oltre riteniamo importante stabilire che in assenza di lucro da parte dei soggetti che gestiscono, come appare in questa situazione, la responsabilità per maltrattamento o per situazioni di disagio derivante da una carenza strutturale, alimentare o di cure sono da imputarsi esclusivamente alle autorità che dovrebbero provvedere ad eliminare le situazioni di disagio (comuni, asl); volendo intraprendere questa strada ci offriamo volentieri per sostenere ogni iniziativa finalizzato a tale obiettivo.”
I risultati purtroppo sono stati ben diversi: unico capro espiatorio penale un’associazione che si batte da anni per salvare cani abbandonati e randagi.
Ci chiediamo quindi perché questo signore, invece di unire le sue forze a noi, un’associazione di volontariato, ha voluto colpirci così durante?
E adesso in canile cosa è cambiato?
Attualmente i cani stanno in mezzo alle pozzanghere a causa della pioggia di questi giorni senza nessuno che aggiunga la ghiaia come facevamo sempre noi, perché la ghiaia non c’è.
Forse oggi l’ANTA potrà apportare delle migliorie strutturali senza essere accusaa di abuso edilizio.
Forse riuscirà a a farsi pagare da tutti i comuni la quota intera per tutti i cani ospitati.
Forse riuscirà in breve tempo a costruire canili a norma.
Certo è che l’Associazione ANTA è stata più brava di noi ad attirare l’attenzione dei media, e a mettere alle strette le istituzioni nel giro di poco tempo.
Ma come hanno fatto?
E come mai tanto interesse per un canile di provincia, fin ora dimenticato da tutti e gestito solo da un manipolo di volontari?
Restando con questo interrogativo vorremmo ringraziare comunque tutti coloro che ci stanno aiutando e sostenendo in molti modi, a partire dalla massiccia raccolta firme per la petizione che in sole due settimane ha raggiunto quota 1500 firme, ringraziamo anche le molte associazioni regionali e nazionali che ci hanno dato il loro sostegno morale.

CONSIDERAZIONI: Comunicato Stampa 30 Marzo 2007
Quotidiano l’unione Sarda, sabato 9 Agosto 2003 (Andrea Piras): “Denuncio il Comune per maltrattamento animale” Questo quanto dichiarato dal gestore del DOG CITY, Bruno Mei Tomasi.
Questo quanto asserito dalla persona che sta diventando giorno dopo giorno l’incubo crescente dei 600 ospiti di Pluto. Motivo della denuncia e dello scontro tra il proprietario del canile e l’assessore municipale Politiche sociali e sanità, Pierfranco Gaviano (Carbonia) la morosità del Comune: morosità da risolvere entro 7 giorni pena portare immediatamente via i cani dal rifugio o passare dalla tariffa quotidiana che l’amministrazione deve accollarsi per ogni randagio da Euro 2,50 a Euro 5.
Comunicato Stampa del Sig. Bruno Mei Tomasi, Presidente dell’ANTA (autrice delle denuncia contro l’Associazione Pluto Progetto Fauna) del 14 ottobre 2006 in merito alla situazione del canile di Ardea (RM) ed al trasferimento dei cani dal Canile “Centro Cinofilo Casa delle Armi” ad un Canile in provincia di Napoli. Nel comunicato stampa viene riportata la lettera inviata dal Sig Bruno Mei Tomasi al Sindaco Dott. Carlo Eufemi: “ Come certamente saprà, oltre alle Leggi regionali, che indicano alcuni criteri attuativi in riferimento alla Legge quadro sul randagismo, la 281/91, la stessa legge, pone dei limiti organizzativi a cui le amministrazioni comunali devono attenersi, in particolare all’Art. 4, comma 1 che cita: I comuni singoli od associati e le comunità montane provvedono al risanamento dei canili e costruiscono rifugi per cani ……… Prendendo atto che la Legge 281/91, non indica come possibile alternativa lo spostamento dei cani da un Comune all’altro, e ancor meno da una regione all’altra, risulta ovvio che lo spostamento dei cani appare del tutto illegittimo e incompatibile, quindi non attuabile.” Sta di fatto che in conclusione l’ANTA ha chiesto di gestire il nuovo canile del Comune di Ardea.
Non si riesce pertanto a comprendere la richiesta, la quale palesemente contrasta con quanto asserito al Sindaco di Ardea, che il Sig Mei Tomasi, nella dichiarazione stampa rilasciata e pubblicata sul resto del Carlino del 21 Marzo, di voler chiedere il trasferimento di alcuni cani bisognosi di cure e ricoverati da Pluto in un canile fuori regione. Cani che a miglior dettaglio non presentano segni di violenza o incuranza ma che necessitano di cure poichè anziani ed ai quali non è stata mai negata la dovuta assistenza (i farmaci acquisiti in proposito ne sono l’evidente prova). Non commentiamo l’espressione usata nel contesto dallo stesso Tomasi che riconosce, sempre nello stesso Articolo, che nella ns. zona (si allarga alle Marche?) non esiste alcun canile a norma. Si sente già nell’aria odore di altri controlli ????
E pensare che il 13 Settembre 2006, ore 11,28, l’associazione Pluto aveva inviato ad una mailing list, presente come destinatario anche il presidente dell’associazione Anta, una descrizione dettagliata della situazione del canile in cui veniva palesata la coscienza di agire in una struttura precaria ma di accudire circa 600 animali ritenuti dalle precedenti ispezioni, tra i quali quella dei NAS di Ancona in data 7 Marzo 2005 (che verbalizzano e sottoscrivono: All’atto del controllo non è stato riscontrato alcun tipo di maltrattamento agli animali) in reali condizioni ottimali di salute, auspicandoci che il fatto accaduto avesse risvegliato la volontà dei Sindaci rivolta ad edificare un nuovo canile a norma. Nello stesso giorno alle ore 12,34 abbiamo ricevuto dallo stesso Tomasi un e mail in cui veniva testualmente dichiarato: “Andando oltre, riteniamo importante stabilire che in assenza di lucro da parte dei soggetti che gestiscono, come appare in questa situazione, le responsabilità per maltrattamento o per situazioni di disagio derivante da carenza strutturale, alimentari o carenze di cure sono da imputarsi esclusivamente alle autorità che dovrebbero provvedere ad eliminare le situazioni di disagio (comuni e ASL); volendo intraprendere questa strada ci offriamo volentieri per sostenere ogni iniziativa finalizzata a tale obiettivo.
I risultati purtroppo sono stati ben diversi: unico capo espiatorio penale: un’associazione che si batte da anni per salvare cani abbandonati e randagi, la richiesta ad un sindaco di gestire il nuovo canile attraverso un’Associazione di Civitanova Marche i cui associati, pur essendo a conoscenza della realtà del canile e frequentando da anni il rifugio sotto forma di volontariato, non si sono mai apertamente palesati, ed infine l’ombra dello spostamento di circa 400 cani addirittura fuori regione poco dopo sfatata grazie ai prefabbricati forniti dalla protezione civile.
Forse qualcosa da tutta questa storia ci è stata insegnata: il troppo rispetto verso gli animali e la ferma volontà di non lasciarli ai mille pericoli del randagismo ci ha indotto ad usare fin troppa discrezione anche nei confronti di “umani” che hanno continuato a servirsi del rifugio pur se sovraffollato. Insistenti richieste verbali e scritte rivolte ai responsabili dell’Azienda Sanitaria e ai primi Cittadini che si sono succeduti nel tempo non si sono mai tradotte da parte ns. in una scelta estrema anche perché alle nostre richieste c’è stata sempre una risposta (forse studiata) da parte dei Sindaci attestante la loro volontà di partecipare alla costruzione del nuovo canile; risposta ampiamente documentata da articoli trasmessi dagli stessi sui quotidiani.
E chissà, se pur ricorrendo alla scelta estrema quale potrebbe essere stata una denuncia, una piccola associazione di Provincia, senza alcun supporto, sarebbe stata in grado di richiamare il sostegno di tutte le forze orbitanti attorno al Sig. Tomasi o il tutto si sarebbe soltanto tradotto in un immediato ordine di sgombero della struttura e degli animali lasciandoci solo l’amaro in bocca di vedere sparpagliati i ns. ospiti a quattrozampe in rifugi lontani.
Per il bene di quegli animali possiamo comunque dirci soddisfatti della sistemazione ambientale che il Sig. Tomasi ha saputo ottenere, condizione che potrà senz’altro non far altro che migliorare le condizioni sanitarie degli animali sempre ritenute ottimali.