Pluto Progetto Fauna onlus

Pluto Progetto Fauna onlus, costituita nel 1991, è una onlus che si occupa di tutelare gli animali abbandonati e prevenire il randagismo. Responsabile della gestione del Rifugio Pluto House sino al marzo 2007, oltre ad aver provveduto all'intervento, cura, mantenimento e affidamento di oltre 6500 animali abbandonati, si occupa da sempre della promozione delle adozioni, della prevenzione degli abbandoni, dell'incentivazione delle sterilizzazioni, della salvaguardia delle colonie feline. Opera anche a livello preventivo, attuando campagne di sensibilizzazione e informazione nelle scuole di ogni ordine e grado e organizzando eventi formativi per i cittadini. PER INFORMAZIONI 347.8439127 plutohouse@hotmail.it
Visualizzazione post con etichetta Villaggio del Cane e Cani ex Pluto House. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Villaggio del Cane e Cani ex Pluto House. Mostra tutti i post

lunedì 28 giugno 2010

Rischio cambio destinazione per i randagi del Fermano

Sono passati più di tre anni dal cambio gestione dell'ex rifugio Pluto Progetto Fauna, rifugio che ha cessato di esistere quando la gestione subentrata ha deciso, probabilmente per non incorrere nelle stesse accuse che aveva rivolto all'associazione uscente, di trasferire i cani rimasti al vecchio canile in un rifugio definito anche da "animalisti della zona" come esemplare. Nuovo canile dunque acclamato, anche se a tutt'oggi è ancora sprovvisto della relativa agibilità, ma che non riesce a far fronte ai nuovi randagi. Probabilmente l'opera di sensibilizzazione dell'Associazione Pluto Progetto fauna ed i suoi numerosi interventi a proprio carico atti a sterilizzare anche animali padronali onde evitare il propagarsi numerico di cucciolate e relativi
abbandoni, comincia a sentirsi, come inizia a sentirsi la carenza dei box predisposti senza alcuna cognizione di causa. Nel nuovo canile a malapena sono entrati cani accalappiati da anni tanto da dover ricoverare tre animali di taglia media grande in box le cui misure, secondo la normativa regionale, avrebbero consentito l'immissione di soli due animali. Pura utopia pensare che "il Villaggio del cane" avrebbe potuto consentire l'entrata di ulteriori randagi! Sappiamo bene
tutti che il randagismo continua ad imperversare, vuoi per l'incoscienza di molti proprietari, vuoi per la carenza di controlli, vuoi per l'abitudine che da tempo si è fatta strada in alcuni personaggi di importare dal Sud animali da piazzare nel centro Nord facendo escludere a priori la possibilità di adozioni di animali del luogo. Sta di fatto che ci è giunta voce che i due rifugi esistenti nel
Fermano, non essendo in grado di accogliere ulteriori "vagabondi", costringono qualche Sindaco della zona a rivolgersi a canili fuori ASL precludendo la possibilità di avere sotto mano e sotto occhio gli animali che verranno accalappiati al punto di perdere ogni loro futura sistemazione.
Ecco dunque spiegato il motivo del sovrannumero dei cani presenti nel vecchio rifugio di Sant'Elpidio a Mare. Si è cambiata forzatamente la gestione, si è creato un rifugio che non riesce nemmeno a sopperire al randagismo dei 4 Comuni convenzionati, si spediscono cani a circa 70 Km. e, pillola amara finale, nessuna voce che accenna minimamente alla possibile quanto necessaria costruzione di un nuovo rifugio. Qualsiasi tipo di struttura indispensabile per fini sociali dovrebbe essere sempre commisurata al bisogno del territorio e non per il contrario.

lunedì 10 maggio 2010

La travagliata storia di Mery, cagnetta disabile.

La travagliata storia di Mery, cagnetta disabile.

Abbiamo seguito con attenzione il “caso Mery”, ossia tutta la vicenda che gira intorno a Mery, cagnetta anziana affetta da cauda equina e dunque paralizzata alle zampe posteriori. Tempo fa nasce un gruppo su facebook “Mery adozione del cuore”, un gruppo come tanti per diffondere notizie sugli animali e cercare una buona adozione per la cagnetta, anziana e paralizzata, che attualmente vive al canile “Villaggio del cane” di Montegranaro.

Riassumendo in breve la vicenda viene pubblicata la notizia della futura adozione di Mery da parte di una famiglia residente in Germania, e qui iniziano a sorgere i primi dubbi del popolo di facebook, tra i tanti come mai una famiglia tedesca vuole adottare un cane anziano, paralizzato? In Germania non esistono i canili? C’è il rischio che si possa trattare di un’adozione finalizzata alla vivisezione? Molti sapranno che tanti cani vengono usati, sia in Germania, che in Italia, Svizzera e molti altri paesi, per la ricerca, ma forse non tutti sanno che i cani tedeschi in Germania non possono essere usati a tal scopo, e quindi si importano dall’estero. Ecco perché questo dubbio sull’adozione. Altre persone si sono preoccupate del lungo e faticoso viaggio che Mery avrebbe dovuto affrontare, nelle sue condizioni, dalle Marche a una non ben specificata zona della Germania, e sono cominciate le richieste di informazioni. Nel frattempo il servizio veterinario dell’ASUR 11 di Fermo è intervenuto bloccando l’adozione internazionale visto l’ipotetico ma probabile rischio di destinazione a fini di vivisezione. Al contempo una famiglia residente nel Fermano si era offerta, dopo essere venuta a conoscenza di Mery e della sua situazione, di adottarla, sembrava tutto risolto nel migliore dei modi, Mery avrebbe potuto trovare una famiglia senza fare lunghi viaggi, e avrebbe potuto ricevere le visite di tutti i volontari che fino ad allora se ne erano presi amorevolmente cura…MA…al momento dell’adozione, quando la famiglia interessata si è recata in canile l’adozione è stata negata da un operatore della stessa struttura, che ha asserito di aver adottato personalmente Mery e che l’avrebbe fatta vivere tra casa sua e il canile.


Vogliamo inoltre dire che Mery, al momento del sequestro del canile Pluto House da noi gestito, il 12 marzo 2007, era in perfetta salute e camminava sulle sue zampe, come da foto.



(Mery quando era sotto la nostra custodia)




(Mery oggi)






Riportiamo a seguire i 3 articoli pubblicati sui giornali locali e due commenti, espresso da persone di cui non facciamo il nome per questioni di privacy, su questa vicenda.



INFO FERMO 20 APRILE 2010

Paura vivisezione, bloccata l'adozione di un cane verso la Germania.

Il canile protesta: ci vogliono ostacolare


MONTEGRANARO (FM) – Brutto episodio ieri mattina al Villaggio del cane di Montegranaro. I volontari del canile di Villa Luciani avevano trovato nei giorni scorsi una sistemazione per Mery, un pastore tedesco al quale un incidente ha tolto la funzionalità delle zampe posteriori. Una famiglia tedesca, che accoglie in un centro molti cani invalidi o comunque con problemi di varia natura e con la quale il contatto si era creato tramite una ragazza di origini teutoniche che lavora nel canile, aveva infatti manifestato il suo interesse nei confronti di Mery. Tutte le pratiche per l’adozione internazionale erano state compilate, mancava soltanto l’accordo sulle modalità di trasporto del cane a Dusseldorf, dove risiede la famiglia. Ed invece ieri mattina due dipendenti dell’Asur della Zona territoriale n. 11, a loro detta avvertiti da una non meglio precisata associazione ambientalista, si sono presentati al canile intimando la direzione a bloccare l’adozione della cagna, che cammina faticosamente trascinando sulla ghiaia le sue zampe inermi, in quanto in Germania i cani invalidi vengono ampiamente usati per la vivisezione. Una spiegazione che ha lasciato basiti i volontari del canile, se si pensa che in Italia si stima che ogni anno circa 1 milione di animali vengano usati “a fini scientifici” e che nel triennio nel triennio 2001-2003 le vittime accertate in seguito a questa pratica sono state quasi 38 mila. Anche se non è nuova la polemica su carichi di animali che vengono portati all’estero per essere usati nei laboratori del nord Europa. Dove sta la verità? Secondo Ennio Reschini, uno dei volontari che ogni giorno si occupa dei cani del Villaggio, c’è sotto qualcos’altro.



IL RESTO DEL CARLINO 28 APRILE 2010

La cagnetta Mery trova nuovi padroni a pochi chilometri dal canile


Montegranaro (FM) - Potrebbe avere un lieto fine la vicenda di Mery, la cagnetta disabile (si sposta grazie a una carrozzella donata al canile) cui l'Asur 11, temendo che potesse essere oggetto di pratiche di vivisezione, ha impedito il trasferimento in Germania dove c'era una famiglia pronta ad adottarla. Una richiesta di adozione è stata infatti avanzata anche da una famiglia del Fermano. - Nessuna colpa va attribuita all'Asur - scrivono alcuni animalisti commentando la vicenda - che anzi è stata zelante al punto da impedire l'espatrio della cagnetta. Una famiglia italiana, informata della questione e dell'allucinante viaggio che avrebbe dovuto affrontare, ha chiesto al servizio veterinario di poter prendere il cane. Gli operatori del canile dovrebbero esultare, visto che Mery non dovrà sopportare, nello stato in cui è, lo stress di un viaggio assurdo per approdare in un posto in cui i controlli post affido sarebbero stati impossibili.



IL RESTO DEL CARLINO 4 MAGGIO 2010

Mery non riesce a trovare casa


Montegranaro (FM) - Sta assumendo contorni da farsa la storia dell'adozione della cagnetta paraplegica Mery, attualmente ospitata al canile di Villa Luciani. Dopo che l'Asur aveva bloccato l'adozione da parte di una famiglia tedesca, si era fatta avanti una famiglia della zona che, domenica anche grazie all'interessamento dell'Asur, era andata al canile per farsi consegnare la cagnetta. Ma l'animale non è stato consegnato e, a tutt'oggi, è ancora nel canile. Secondo quanto riferiscono alcuni animalisti - la famiglia ha ricevuto un netto rifiuto da parte di un operatore del canile, senza avere neanche l'opportunità di vedere l'animale e sentendosi dare come spiegazione che il cane era stato adottato dallo stesso e che avrebbe continuato a vivere tra il rifugio e la sua abitazione. Non sappiamo se la procedura sia regolare o meno, ma ne chiederemo debita conferma così come intendiamo seguire il prosieguo di questa adozione attraverso gli uffici preposti.



Commento 1


Altro che farsa....... dopo circa un mese di appelli ecco che appare la notizia su un quotidiano on line, Infofermo del 20 aprile, che Mery doveva raggiungere la "Germania, precisamente Dusseldorf , presso una famiglia tedesca, che accoglie in un centro molti cani invalidi o comunque con problemi di varia natura e con la quale il contatto si era creato tramite una ragazza di origini teutoniche che lavora al canile."

Adozione bloccata sia per la destinazione che per il fatto che nel frattempo si era interessata

all'adozione anche una famiglia Italianissima, a circa 20 Km. dal rifugio che ospita Mery.

Quale associazione protezione animale, questa la natura della gestione del rifugio interessato, non avrebbe esultato!

Mery in famiglia e non in un centro insieme ad altri disgraziati di cui qualche altro canile si è voluto sbarazzare (magari gestito egualmente da associazioni) e soprattutto a pochissimi Km. di distanza, quindi in Italia e quindi facilmente controllabile dal vivo e non attraverso telefonate o spedizioni di foto. Probabilmente tutti i punti di vista non sono eguali. Germania si, a 20 Km. no.

Mery non si tocca, anzi sembra addirittura che, dopo appelli ed appelli della necessità di trovare casa data l'impossibilità di detenzione in un canile, ecco che avviene il miracolo e Mery può tranquillamente vivere tra canile ed abitazione.

Improvviso miglioramento o semplice dispetto? Questo lo può sapere solo chi ha negato alla coppia l'adozione col dire che l'animale paraplegico (o forse non più ....) lo aveva intestato a suo

nome. A questo punto tutto un crearsi di movimenti, di appelli, di contro appelli per nulla...... la bontà si mostra sempre sul nascere di un episodio o di una stretta necessità non certamente per non "darla vinta".

E' questo l'amore che si nutre per Mery? Ci auguriamo che qualcuno dia una logica spiegazione.



Commento 2


Ecco il grande amore per gli animali che si presenta in tutto il suo ....squallore.....

Ma come, prima Mery doveva partire per la Germania a tutti i costi e ora, visto che l'adozione è stata giustamente bloccata, perchè c'è una famiglia italiana che si è offerta di prendere la cagnolina, improvvisamente un operatore del canile diventa magnanimo e se la prende in casa. Anzi, le fa fare la sola da casa al canile. La giusta soluzione per una bestiola anziana, con problemi non indifferenti che avrebbe bisogno di avere dei punti di riferimento, ma soprattutto, una certa tranquillità dove passare gli ultimi anni della sua vita. Complimenti davvero!!

Questo dimostra quanto a volte sia il nostro ego a primeggiare, offeso come un bambino a cui è stata tolta la caramella. Già...in fondo Mery altro non è che una cosa da sballotare qua e là e piuttosto di ricevere uno sgarbo, meglio fare le ripicche e far rimettere la salute ad una bestiola già tanto provata. Ancora complimenti all'animalismo di oggi, imbevuto di arroganza e totale mancanza di sensibilità.

Invece di esultare per aver trovato una famiglia vicina al canile, dove tutti i volontari possono seguire la vita di Mery, cosa che non poteva materialmente avvenire se veniva sbattuta oltre confine lasciandola al suo destino senza alcun controllo, si preferisce arrivare a questa insulsa soluzione.

Mi auguro che la famiglia non demorda e faccia il possibile per venire a capo di questa vicenda che il quotidiano ha giustamento definito "una farsa"



Cosa ne pensiamo noi?


Come non ricordarsi di Mery, quella dolcissima quattro zampe arrivata al rifugio Pluto House nel 2006 con provenienza Comune di Rapagnano. In quell’anno le sterilizzazioni delle femmine ricoverate nel canile erano ancora a totale carico della nostra associazione pur esistendo già l’obbligatorietà che tali interventi competessero alla asl. Come sempre, pur se in quella struttura posta sotto sequestro l’anno successivo, abbiamo sempre cercato di rimediare ad assenze e competenze altrui, e di fatto anche per Mery era già stato predisposto l’appuntamento presso uno dei volontari veterinari.


La sorpresa fu quando il veterinario constatò che l’animale aveva già subito la sterilizzazione, fatto che ci portò immediatamente a contattare il Comune di provenienza per approfondire le ricerche in quanto difficilmente un proprietario abbandona il proprio animale dopo aver subito il costo di un intervento. Purtroppo né le indagini del Comune né quelle del nostro volontariato portarono ad un esito positivo e così Mery fu annoverata tra i nostri ospiti. Noi l’abbiamo lasciata in perfetta salute il 12 marzo 2007 per poi ritrovarla su pagine di quotidiani e del web in cui viene descritta come animale paraplegico, disabile, ridotta ad un essere a “due zampe”. Non potremmo mai sapere cosa effettivamente sia accaduto a Mery, si parla di “cadua equina” ma facilmente si passa a definire il suo stato dipendente da un “incidente” senza spiegarne l’origine. Possiamo soltanto mostrare contentezza nell’aver appreso dai quotidiani che la cagnetta destinata ad una adozione a migliaia di chilometri abbia invece ricevuto come regalo l’interessamento di una famiglia italiana e per giunta, sembra, molto vicina al suo luogo di origine. La nostra soddisfazione cresce nell’aver appurato che anche il Servizio veterinario abbia ritenuto opportuno, date le condizioni di Mery. lo stress del viaggio che avrebbe dovuto subire, l’accoglimento presso una famiglia straniera , bloccare la sua “trasferta in Germania”. Chiunque dovrebbe plaudire questo cambiamento di rotta, specialmente chi, nell’interesse totale dell’animale, sa benissimo che ai cani “randagi”, per Legge, deve essere assicurata sia una buona degenza nei rifugi che presso le famiglie adottanti. Ci riesce difficile pensare che un servizio pubblico tedesco, ammesso che esista, dato che in Germania non esiste nemmeno un’anagrafe canina pubblica e vi è ampia libertà di rinuncia al proprio animale, avrebbe potuto nel tempo fornire alle nostre Autorità notizie inerenti la salute ed il benessere di Mery. Ci auguriamo che la buona stella che si è posata sul suo capo, sempre che non vi sia qualche “intralcio” nell’adozione, possa continuare a risplendere per ogni animale già beffeggiato con l’abbandono affinchè ognuno di loro possa trovare una casa ospitale in cui si parla la lingua sempre conosciuta.


martedì 12 gennaio 2010

L'ANTA TRASFERISCE I CANI DI PLUTO NEL VILLAGGIO DEL CANE

IL RESTO DEL CARLINO 10 GENNAIO 2010

Trasferiti da S. Elpidio a Mare (FM)
Blitz Anta, 150 cani a Villa Luciani. Gismondi furioso "Inaccettabile"

Marisa Colibazzi

Montegranaro (FM) - Mentre gli amministratori assicuravano a chiare note che nel nuovo canile comprensoriale di Villa Luciani, non avendo l'agibilità (la richiesta è stata rifiutata dal Comune), non sarebbe entrato neanche un cane finchè non fosse stato tutto in regola, ieri pomeriggio, i responsabili locali dell'Anta hanno caricato 150 cani su auto e furgone e dal canile Pluto di S. Elpidio li hanno trasferiti, senza colpo ferire, nel nuovo canile. Gli altri 150, a quanto si sa, saranno trasferiti stamattina. Il tutto è avvenuto in maniera tanto repentina quanto silenziosa, all'insaputa di tutti, perfino degli amministratori comunali. Un affronto bello e buono per il sindaco Gastone Gismondi che (doppia beffa) aveva appena fissato per mercoledì un incontro con l'Anta per chiarire l'incresciosa situazione che si era venuta a creare fin dall'inaugurazione del canile (avvenuta anche quella senza alcuna consultazione preventiva con l'ente locale, che pure ha ceduto il terreno su cui sorge la struttura) e per tornare a chiedere il rispetto delle prescrizioni, prima di renderlo operativo. Ieri il sindaco, subito informato del blitz dell'Anta, ha mandato sul posto una pattuglia dei vigili coadiuvati dai carabinieri che pare, non hanno rilevato niente di penalmente perseguibile, ma solo dal punto di vista amministrativo. Allibito e sconcertato dalla gravità dell'iniziativa assunta in maniera unilaterale dall'Anta scavalcando a piè pari le istituzioni, Gismondi è duro - L'utilizzo della struttura adibita a canile che avviene in assenza del certificato di agibilità e dunque in spregio alla normativa amministrativa costituisce un fatto grave e inaccettabile che sarà valutato, oltre che in ambito amministrativo, anche ai fini della sua rilevanza nel rapporto bilaterale formatosi a seguito della convenzione di costituzione del diritto di superficie del 26/11/08 e sarà posto all'esame degli organi amministrativi competenti per valutare l'ipotesi di grave inadempimento ai fini di una eventuale risoluzione contrattuale.- I cani restano nelle nuove cucce nonostante non ci sia il collaudo per le fogne e manchino i pannelli fonoassorbenti.


CORRIERE ADRIATICO 11 GENNAIO 2010

Canile, allertata la procura
Mei Tommasi: questo è un collaudo, gli animali non potevano più restare a Sant'Elpidio

Montegranaro (FA) - Stupito dal clamore e dalle reazioni di Palazzo, convinto della bontà del trasferimento dettato in primis da esigenze di collaudo della struttura, deciso a chiedere chiarezza perché se qualcuno non vuole più i cani lo dica, paga i lavori che abbiamo fatto e noi ce ne andiamo.Bruno Mei Tommasi, presidente dell'Anta, associazione che ha la gestione del canile di Montegranaro, all'indomani della bagarre e delle tensioni suscitate dal trasferimento dei cani da Sant'Elpidio a Mare alla struttura di Montegranaro, non ancora dichiarata agibile, situata a Villa Luciani. Mei Tommasi incontrerà il sindaco mercoledì. Mi sorprende il trambusto - dice il presidente dell'Anta che arriverà dopodomani a Montegranaro -: abbiamo sempre detto e scritto che il canile andava collaudato e per collaudarlo è necessario portarci i cani. Non dice il numero dei quattro zampe trasferiti nelle struttura montegranarese. Un gran numero afferma Mei Tommasi. Si parla di un centinaio, centicinquanta, ma c'è chi azzarda anche cifre maggiori da quando è iniziato lo spostamento. Mei Tommasi dice invece quelle che sono le condizioni dell'altra struttura, quella di Sant'Elpidio a Mare. Pessima la definisce Mei Tommasi, il quale aggiunge anche di aver scritto alla Procura segnalando l'urgenza di trasferire i cani. Molti di quei cani che adesso sono a Montegranaro. Se si supera il collaudo scriveremo che ci venga data l'agibilità. Diversamente riporteremo i cani dove stavano. Sia chiaro però un aspetto, e ci tengo a sottolinearlo. Se qualcuno non vuole più i cani che lo dica, subito. C'è bisogno di chiarezza. Ci pagano il canile e noi ce ne andiamo altrove.E' un braccio di ferro, quello con l'amministrazione comunale di Montegranaro che sta andando ormai avanti già da qualche tempo. Basta considerare quando, era lo scorso mese di ottobre, ci fu il taglio del nastro. Nessuno dell'amministrazione andò, per precedenti impegni presi, era presente il presidente del consiglio comunale Giovanni Basso e, in quella stessa occasione da Palazzo ricordarono all'Anta di rispettare gli impegni presi. In particolare le prescrizioni.Il trasferimento dei cani da Sant'Elpidio a Mare a Montegranaro di sabato scorso ha ancora di più alimentato le tesioni. Il sindaco di Montegranaro Gastne Gismondi ha commentato il fatto come grave e inaccettabile.

****

Il Comune contesta l'uso illegittimo

Montegranaro (FM)- Malgrado l'intervento dell'Anta resta la tensione con il Comune che contesta l'uso di una struttura che non ha ancora ottenuto l'agibilità. Non solo. Il sindaco, mentre sabato era in corso il trasferimento, ha anche annunciato che sarà valutato quanto accaduto alla luce del rapporto in essere tra l'ente e il privato. Non resta che attendere i prossimi sviluppi. Decisive saranno le prossime ore e decisivo sarà anche l'incontro di dopodomani





domenica 1 novembre 2009

DENUNCIATO IL CANILE DEGLI ORRORI

Che dire? Ci viene in mente la mattina del 12 marzo 2007, quando il canile Pluto House, gestito con enormi sacrifici dalla nostra associazione, ha iniziato a veder scendere il buio su quella struttura sì fatiscente ma piena di luce e di speranze. Sembra quasi che la storia debba ripetersi ma purtroppo in questa circostanza abbiamo la certezza, leggendo l’articolo, che la “storia ripetuta” non sarà vissuta da molte di quelle creature a quattro zampe che avevamo custodito con cura e rispetto. Siamo stati tacciati di maltrattamento nei loro confronti da quanti, intervenuti nel giorno del blitz, non erano mai stati presenti nella vita quotidiana del canile, da quanti, venuti da lontano e preparati dovutamente in ciò che era già nelle loro decisioni, hanno ritenuto opportuno cominciare a togliere il respiro ai 547 animali che in quel luogo avevano trovato serenità e rispetto.
Giusto, la storia si ripete, ma questa volta la “storia” è riferita non da “un gruppo” che ignorava la tranquilla realtà quotidiana di quelle creature, questa volta le pagine di 963 giorni sotto una custodia giudiziaria, che avrebbe dovuto garantire la massima tutela e benessere animale, sono illustrate da gente del posto, soggetti che hanno frequentato giornalmente quel rifugio sbarrato al pubblico e che hanno visto giorno dopo giorno la fine di un sogno per molti animali e l’incertezza per quelli rimasti.. Leggiamo di sevizie, di morti, di interventi chirurgici preludi di abbattimenti, vicende di cui avremmo preferito non avere notizia ma che purtroppo, stando a quanto riportato, sono effettivamente accadute e fortunatamente, per i sopravissuti, raccontate.
Vogliamo fortemente credere che stavolta la “giustizia possa essere attenta e veloce”, soprattutto per il rispetto che noi tutti dobbiamo alle “vittime innocenti” di un gioco malvagio che esula da ogni forma di rettitudine umana, a quei “martiri silenziosi” che non hanno avuto possibilità alcuna di far udire la propria voce per denunciare violenze subite e di appoggiare la voce scritta da umani artefici delle tante segnalazioni presentate e rimaste in un cassetto chissà mai per quali “ovvii” motivi, ed infine a quelle innocenti creature che hanno ancora la volontà di continuare a vivere pur se in mani ostili.
Sono loro e non noi ad essere i veri perseguitati , noi siamo solo i “capi espiatori”, quelli cercati prima, durante e dopo il sequestro, coronato con una convalida forse troppo affrettata ed alla quale allora non abbiamo avuto nemmeno tempo di replicare. La nostra voce, che aveva sempre inneggiato alla difesa dei nostri cani, in quegli attimi vissuti come un incubo aveva perso ogni tono. Ma ora, ora che la dura realtà nella quale sono stati gettati gli ospiti di Pluto House, il canile definito nel 2007 come un lager, sta venendo a galla, abbiamo ritrovato la forza e la voce necessaria per urlare: giustizia, quella vera, sia fatta. Questo lo dobbiamo ai nostri cani.


Articolo Corriere News 16-10-2009 e commenti

http://www.corrierenews.it/corrierenews3100/content/view/full/40716#

I cosiddetti “animalisti”, 17 anni dopo
Diverse associazioni intervengono sull'inaugurazione
del nuovo canile di Montegranaro

In risposta ad un articolo pubblicato ad inizio settimana

Le Associazioni animaliste Amici Animali Onlus di Osimo, Amici di Fido Onlus di Civitanova, Io non ti Abbandono Onlus di Civitanova, Anita di Falconara Onlus, Qua la Zampa Onlus di Castelfidardo e Cinofila Senigalliese di Senigallia, leggendo l’articolo apparso sul Resto del Carlino il 13/10/2009 ritengono che se tutto ciò non fosse così tragico per gli animali, di certo sarebbe una farsa.
Legambiente Circolo Sibilla Aleramo, alcuni fondatori del canile Pluto e un certo P.C. che sembra voler rimanere anonimo, forse si sono dimenticati che per ben 17 anni i cani presenti nella struttura poi sequestrata a marzo 2007 dagli organi competenti ( N.I.R.D.A. Nucleo investigativo per i reati a danno degli animali del Corpo Forestale dello Stato, Lav e Ass. A.N.T.A), vivevano in condizioni pietose di certo non a norma di legge.
Cento cani circa venivano tenuti perennemente a catena, cucce fatiscenti, cani rinchiusi nella stalla della casa colonica completamente al buio in compagnia solo di topi, box costruiti con materiale di fortuna uno dentro l’altro come scatole cinesi. Cani che non hanno mai avuto la possibilità di sgambare in uno spazio apposito come la legge prevede. Nessun ambulatorio presente nella struttura. Registri di carico e scarico dei cani assenti. Addirittura gatti rinchiusi in una piccola roulotte proprio lì vicino ai cani. Mancanza totale di sistema fognario adeguato alla normativa vigente. Non ci stiamo inventando nulla. Ci sono testimonianze e fotografie che parlano da sole.
Ora leggiamo che questi cosiddetti “animalisti” sembrano, a loro dire, gli unici a preoccuparsi delle condizioni dei cani affidati all’associazione A.N.T.A. dopo il sequestro del 2007. Chissà prima e per ben 17 anni dove fossero!
Chissà come mai, invece di plaudire chi, con sacrifici enormi è riuscito in poco tempo a realizzare una struttura che permetterà finalmente a questi animali di vivere etologicamente secondo la loro natura, continua imperterrito a gettare fango e discredito completamente gratuiti senza alcuna vergogna.
Ci vergognamo noi e ci rammarichiamo di non essere stati in grado con le nostre sole forze, di intervenire prima per bloccare quella penosa situazione che ha portato per anni gravi sofferenze agli animali ospiti.
Siamo purtroppo abituati a scontrarci giornalmente con gestori privati che non seguono le leggi e che speculano sui cani dei canili, e ci rimane difficile credere che associazioni animaliste possano giustificare per anni situazioni gravissime come quelle in cui stavano i cani di Pluto House e continuare nel loro intento di demolire chi invece si adopera solo ed unicamente nell’interesse degli animali.
Non ci risulta neanche che sia interdetto l’accesso ai volontari come si scrive nell’articolo. Noi siamo sempre andati e nessuno ci ha mai negato l’entrata e abbiamo toccato con mano i progressi che sono stati portati avanti, pur nelle estreme difficoltà di una struttura cadente, fatiscente, igienicamente inadatta con pochissime possibilità di modifica.
Finalmente domenica 11 ottobre 2009, il giorno tanto atteso dopo tanti anni è arrivato. Chi è veramente un animalista come si professa in pubblico, dovrebbe lasciare da parte orgoglio ferito, vendette personali, odi repressi ed essere solidale con chi ha potuto realizzare tale struttura dove nel giro di qualche settimana saranno trasferiti quei poveri cani.
Cosa si voleva? Far rimanere a vita e continuare ad accettare ancora altri cani in quel lager?
E’ davvero impossibile continuare a difendere l’indifendibile.


Commenti
ASSOCIAZIONE PROVINCIALE PROTEZIONE ANIMALI Onlus ASCOLI PICENO
Venerdì, 23 Ottobre 2009 15:22:25ALESSANDRO ORLANESI
Evitando di vomitare altro veleno su una vicenda dove solo severe azioni giudiziarie nei confronti degli Enti locali e delle locali ASL avrebbero reso giustizia all'inferno patito dall'Associazione Pluto colpevole solo per avere con molto coraggio e tanto cuore cercato di gestire una emergenza che negli anni novanta era diventata una grave questione di pubblica sicurezza. Ma la conoscete davvero questa gente alla quale hanno lacerato pure l'anima dopo averla infangata di calunnie ? Io ho avuto la fortuna di incontrarla e vi posso assicurare che almeno meriterebbe il diritto di non essere più molestata.

Risposta alle 5 ONLUS
Giovedì, 22 Ottobre 2009 18:00:58Lidia Gomez Olivera
In merito a tutti gli articoli di questi giorni inerenti l’inaugurazione del nuovo Canile di Montegranaro avremmo piacevolmente evitato ogni ns. intervento. Dato che la conduzione del rifugio sotto la ns. gestione è stata chiamata in causa da ben 5 onlus della Regione Marche, riteniamo doveroso, soprattutto in nome delle centinaia di animali salvati ed affidati sotto la ns. gestione e soprattutto in nome di quelli che, a partire dal giorno successivo il blitz, nel lontano 2007, non hanno più visto la luce del sole, porre alcuni appunti certamente sconosciuti alla “platea”.
Nulla da eccepire per tutte le condizioni fatiscenti riscontrate dalle 5 onlus nella struttura, anche se sinceramente ci sfuggono le periodicità delle loro visite. Tali requisiti, perfettamente a conoscenza dei Sindaci di allora sin dalla nascita del “rifugio”, li abbiamo trovati nel ns. subentro alla prima gestione del canile. Condizioni divenute certamente estreme dal diniego sempre ricevuto dall’ufficio tecnico del Comune ove sorge la struttura ad ogni ns. richiesta di miglioramento,ma nelle quali hanno trovato sistemazione, alternandosi,dal lontano 1990 circa 6.500 animali abbandonati ed o accalappiati dal servizio Veterinario. O le 5 onlus avrebbero preferito lasciarli al loro destino di randagi, con tutte le varie conseguenze negative che avrebbero creato a danno di se stessi, dell’incremento del randagismo e all’ambiente del fermano?
Siamo stati sempre ben consci che la struttura di “Pluto House” non era a norma, più volte ne abbiamo recriminato, oltre che con richieste cartacee, anche attraverso la stampa la necessità di un cambiamento radicale, come ben coscienti lo erano i 22 Sindaci quando, nel 2005, attraverso una testimonianza alla stampa avevano pubblicamente ammesso la necessità di provvedere ad nuovo rifugio autorizzando l’uso della struttura attuale per ben altri 5 anni.
Quindi piena coscienza e conoscenza di tutti, dai privati alle pubbliche istituzioni ai Corpi speciali dei Nas e del Noe a seguito di loro ispezioni constatanti la decadenza del luogo ma la massima condizione sanitaria degli animali presenti, quindi totale mancanza di maltrattamento, condizione peraltro riconosciuta dalla gestione attuale e pubblicamente resa nota attraverso due articoli della stessa in data 24-3-07 (R.d.C) e 25-3-07 (C.A.)
Ma soprattutto piena coscienza che quella di Pluto House era l’unica struttura in grado di fermare l’evoluzione del randagismo altrimenti incontrastata soprattutto grazie alle sterilizzazioni effettuate completamente a carico dell’associazione ancor prima dell’intervento della ASL in merito.
Ogni personaggio legato all’associazione, alle amministrazioni Comunali, ai vertici dell’Azienda Sanitaria ha sempre saputo del rischio che poteva correre mantenendo in piedi tale situazione, situazione che ha però permesso agli animali di “nessuno” di essere curati, saziati ed affidati a dispetto del pensiero contrario ricevuto ed infine a solo danno dell’associazione.
Se abbiamo sbagliato nel “salvare” gli animali, siamo pronti a pagarne le conseguenze anche se ci siamo solo messi a disposizione di coloro che, da una parte abbandonavano e dall’altra raccoglievano .
Si descrive quella “casa colonica” come piena di ratti, eppure nel corso degli anni alcun cane né personale è mai deceduto per malattia dovuta alla presenza di topi forse in virtù delle derattizzazioni sempre eseguite, , si parla di cento cani tenuti a catena ed ancora ci si dimentica che la catena ha salvato quelle 100 vite, si disegnano cucce fatiscenti ma alcun cane è mai deceduto perché sottoposto ad intemperie, si citano gatti rinchiusi in una piccola roulotte, certamente preferibile a gatti che passeggiano tra i denti dei cani,ma soprattutto si parla di assenza totale di registri di carico e scarico.
A questo punto ci è dovuto invitare le 5 Onlus, di cui una, dal mese di Luglio c.a., attraverso alcuni suoi componenti , presta il proprio lavoro nella struttura ex Pluto House , a chiedere al Nas e al Noe come mai abbiano potuto consentire ad un’associazione priva della dovuta documentazione di continuare a gestire una struttura ed ancor più di richiedere al Corpo Forestale dello Stato intervenuto nel blitz del 12 marzo 07 l’esibizione di tutta la documentazione posta sotto sequestro attraverso la quale riusciranno finalmente a verificare il contrario di quanto loro riportato.
Noi in quella struttura abbiamo dovuto lasciare 547 animali. Dal 12 marzo del 2007, di questi animali, senza che alcun altro vi abbia potuto trovare ricovero, 50 sono stati dati in affido e 58 sono stati trasferiti in altre strutture, presenti allo stato attuale, secondo quanto riportato dall’attuale gestione, 310 animali. Per la differenza lasciamo a chi legge la risposta.
Come lasciamo la risposta a quanti plaudano la nuova struttura con massima capienza di 300 animali.
Strano a dirsi, una struttura all’avanguardia che non è sufficiente nemmeno ad accogliere quelli che dovrebbero trovarsi nel vecchio rifugio né tanto meno i 54 cani, accalappiati successivamente al 12 marzo del 2007 nel territorio dei 4 Comuni convenzionati , che si trovano a pensione in altri rifugi della zona, di cui uno fuori asl.

mercoledì 14 ottobre 2009

VILLAGGIO DEL CANE E CANI EX PLUTO HOUSE - RASSEGNA STAMPA E COMMENTI

CORRIERE ADRIATICO
Articolo del giorno 10/10/2009

Cucce a quattro stelle per i cani
Taglio del nastro per la struttura. Il villaggio sarà dedicato a Emilio Nessi

Montegranaro Si celebrerà domani mattina l’inaugurazione del Villaggio del cane di Montegranaro, in zona Villa Luciani. Una struttura sicuramente all’avanguardia, a buon diritto tra le migliori a livello nazionale, su cui l’associazione Anta Onlus, che ne ha curato il progetto e lo terrà in gestione, lavora ormai da oltre due anni.
Si chiuderà quindi a breve la storia del canile di Sant’Elpidio a Mare, ex Pluto house, sequestrato nel marzo 2007 e finito nell’occhio del ciclone per il grave stato di degrado dell’impianto in cui erano costretti circa 600 animali. Ora il numero di cani si è quasi dimezzato e i quattro zampe saranno a breve trasferiti nel nuovo canile a cinque stelle. “Si compie un percorso – spiega con soddisfazione il presidente Anta Bruno Mei Tomasi – su cui lavoravamo da tempo.
“Senza timore di smentita posso dire che il Villaggio del cane è un’eccellenza a livello nazionale, una struttura che garantisce una vita dignitosa agli animali. Tutti i box sono pronti, così come la parte dedicata agli umani, fatta di ambulatori ed uffici. Manca solo una casetta in legno che nel progetto era stata pensata per organizzare incontri, convegni e pet therapy. Ma la realizzeremo presto”. Se l’inaugurazione si svolgerà domani, dando modo a tutti gli interessati di visionare un vero gioiello per gli amici dell’uomo, i cani prenderanno possesso della loro nuova casa nei prossimi giorni. “Effettueremo delle prove – prosegue Mei Tomasi – L’inserimento degli animali sarà graduale, per valutare eventuali problemi legati ai rumori. Effettueremo rilevamenti dei decibel e se l’abbaiare dei cani si rivelerà troppo forte e ci saranno lamentele dalle attività che si trovano nei dintorni, siamo pronti ad installare pannelli fonoassorbenti.
“Prima però vogliamo valutare se questo sarà necessario. Comunque, nell’arco di un mese contiamo di trasferire tutti gli animali dalla struttura di Sant’Elpidio a Mare al Villaggio a Montegranaro”. Il canile sarà dedicato ad Emilio Nessi, giornalista difensore degli animali che del presidente Anta era un grande amico. “Un omaggio – conclude Mei Tomasi – ad una persona speciale che si è sempre battuta per il rispetto dei cani e di tutti gli animali. Ma la vera e propria intitolazione ad Emilio Nessi la svolgeremo tra qualche settimana, quando sarà pronta la casetta in legno che ancora manca ed attaccheremo all’ingresso la pietra con il suo nome”. P.PIER.

CORRIERE ADRIATICO
Articolo del giorno 11/10/2009

L’assessore Lucentini“Devono essere installati pannelli fonoassorbentiche ancora non ci sono”
Sorpresa: il canile è inagibile
Il Comune gela i gestori: “Noi non verremo all’inaugurazione”

Montegranaro Niente agibilità per il canile. Niente cani o altri animali sino a quando non saranno rispettate tutte le prescrizioni. In primis, sino a quando non saranno montati i pannelli fonoassorbenti. E, per evitare che il concetto sfugga, tutto è stato formalizzato in una missiva partita ieri mattina da palazzo comunale e indirizzata ai gestori.
Il comune di Montegranaro frena gli entusiasmi sul taglio del nastro in programma per questa mattina del villaggio del cane e annuncia che l'amministrazione comunale non parteciperà a quella che, l'assessore ai lavori pubblici Mauro Lucentini, definisce come una inaugurazione virtuale.
Assessore Lucentini che sottolinea: bene il progetto ma solo se lo stesso sarà interamente rispettato, diversamente adotteremo tutti i provvedimenti necessari a tutelare il bene dei residenti e delle aziende della zona. La zona è quella di Villa Luciani.
Nei giorni scorsi, l'associazione che gestirà il canile, ha fatto avere al sindaco Gastone Gismondi e ai suoi l'invito all'iniziativa in programma per stamattina.
Ma, a palazzo, si è anche svolto un incontro ad hoc nel corso del quale sono emerse chiaramente le perplessità sullo stato dei lavori. Ieri, in concomitanza dell'uscita dell'annuncio relativo all'inaugurazione anche sulla stampa, è partita, firmata dal sindaco Gastone Gismondi, una lettera all'associazione presieduta da Mei Tommasi e nella quale, oltre a declinare ogni responsabilità in materia di sicurezza nei cantieri, il Comune ricorda quelli che sono gli accordi, in particolare le prescrizioni.
Fermo l'assessore ai lavori pubblici Mauro Lucentini: Ho letto - afferma - che il presidente dell'associazione ha detto che effettueranno rilevamenti dei decibel e se l’abbaiare dei cani si rivelerà troppo forte e ci saranno lamentele dalle attività che si trovano nei dintorni, installeranno i pannelli fonoassorbenti. No, non è così. I pannelli li debbono installare prima di portare i cani. Questa è una delle prescrizioni che necessariamente debbono essere rispettate. Stesso dicasi per la piantumazione. L'agibilità - continua Lucentini - del canile ancora non c'è e non ci sarà sino a quando non sarà tutto in regola e tutto esattamente conforme agli accordi. Non è nostra intenzione - spiega ancora l'assessore ai lavori pubblici Lucentini - frenare questo progetto, la cui bontà è indubbia tanto più perchè trattasi di un progetto territoriale. Ma l'amministrazione comunale intende tutelare, prima di tutto, chi in quella zona opera e chi vi abita”.
Il canile si trova a un passo da importanti aziende e dell'abitato di Villa Luciani. Sono stati assunti precisi impegni - conclude l'assessore ai lavori pubblici - il rispetto degli stessi deve essere bilaterale. Siamo convinti che tutto si risolverà per il meglio. Diversamente, comunque, l'amministrazione comunale adotterà tutti i provvedimenti che ritiene più opportuni. E' braccio di ferro, dunque, tra il Comune e i gestori del canile. Stamattina l'amministrazione al taglio del nastro non ci sarà.

Una casa da 300 posti

Montegranaro Non resta che attendere, adesso, quella che sarà la risposta dal fronte canile.
Il villaggio sarà dedicato a Emilio Nessi e conta 300 posti, oltre ad una “pensione” per gli ospiti che rimarranno solo per qualche tempo, ad esempio animali di famiglie in vacanza.
Dodici metri quadri per ciascun box, con uno spazio notte, interamente chiuso, ed uno per le ore diurne semicoperto. In più, un prato comune all’aperto, uno spazio specifico per i cani più anziani, ambulatori veterinari ed uffici.
Per ora però manca l'agibilità. Ed è in corso un braccio di ferro tra gestori e Comune di Montegranaro.





CORRIERE ADRIATICO
Articolo del giorno 13/10/2009

Dopo la dismissione per il Villaggio del cane l’'area torna all’'Asur.
Polemica a distanza con M.Granaro
Pluto House, ora il problema è anche cosa farci

Sant’Elpidio a Mare Un canile è ormai prossimo a partire, un altro, per forza di cosa, si fermerà. Ma cosa succederà, da qui ai prossimi mesi, al vecchio Pluto house lungo la strada Faleriense? Se lo chiedono in molti, dal momento che il nuovo Villaggio del cane di Montegranaro, appena saranno superati alcuni dettagli per il rilascio dell'’agibilità, sarà operativo ed accoglierà gli animali al momento ancora ospiti della struttura in territorio elpidiense. Il primo problema, indubbiamente, riguarderà il risanamento di un’area che per anni ha raccolto sporcizia e richiamato ratti ed altri animali. Fa il punto il sindaco Alessandro Mezzanotte. “Lo stabile dell’ex canile Pluto house – rimarca il primo cittadino – è di proprietà dell’Asur, quindi sarà questo ente a valutare cosa farne una volta che i cani non vi abiteranno più. Il Comune da oltre due anni a questa parte versa la propria retta per il mantenimento degli animali, ma dopo il sequestro attuato nel marzo del 2007 tutta la gestione è in mano all’associazione che lo ha preso in gestione. Sicuramente è auspicabile che, una volta smantellato il canile, si effettui un accurato intervento di pulizia del sito, una sorta di bonifica. Ci attiveremo insieme all’Asur per valutare le più corrette modalità di esecuzione di questo intervento”. Il futuro, poi, lo deciderà la proprietà. Saranno rimossi con ogni probabilità i box che contornano il casale di campagna e che ancora oggi ospitano i tanti cani della struttura. Poi, probabile che l’Asur opti per la vendita dell’immobile.
E se il futuro del sito è ancora da disegnare, si fa sentire intanto la protesta dei residenti di Luce Cretarola. Non vanno giù a molti cittadini, i distinguo e le riserve degli ultimi giorni a proposito dell'’attivazione del nuovo Villaggio del cane di Montegranaro. A farsi portavoce dei residenti è Simone Trasarti. “Leggiamo i giornali – spiega Trasarti – e rimaniamo sconcertati. A Montegranaro non si vuol far partire il canile perché mancano i pannelli fonoassorbenti e senza che siano realizzati non si darà l’agibilità. Non dimentichiamoci che parliamo di una zona industriale e che le case più vicine si trovano ad almeno mezzo chilometro. Allora tutti noi residenti di Luce Cretarola in questi lunghi anni cosa dovremmo dire? Pluto house si trova a due passi dal centro abitato, è circondato da case dove abitano centinaia di persone, ha ospitato almeno il doppio degli animali che staranno a Montegranaro, che sarà molto più pulito e curato. I rumori li abbiamo dovuti sopportare per anni, senza pannelli né protezioni. Ora si portino i cani alla nuova struttura, per rispetto degli animali prima di tutto. Altrimenti, se la tutela e le attenzioni valgono solo per Montegranaro, ci sentiamo davvero presi in giro”.






Dal sito web www.antaonlus.org 11 Ottobre 2009
Inaugurazione Rifugio " Villaggio del Cane" a Montegranaro (AP)
VILLAGGIO DEL CANE

Perché e come nasce
Dopo insistenti segnalazioni pervenute al NIRDA e all’ANTA, per maltrattamento animale in un canile di Sant’Elpidio a Mare definito lager, il 12 Marzo 2007, il C. F. S. con il NIRDA è intervenuto sequestrandolo, quella struttura risultava la peggiore mai vista prima, gestita da Pluto Progetto Fauna, in occasione del sequestro il Presidente dell’ANTA è stato nominato Ausiliario di P.G.
Dopo la convalida del sequestro da parte della Procura, l’ANTA onlus ha ricevuto l’incarico di gestire la struttura in Custodia Giudiziaria, per cercare di dare un’adeguata assistenza ai cani e serenità alla popolazione disperata per quel canile indegno di un paese civile. Dopo due anni di costante impegno e in stretta collaborazione con le istituzioni l’ANTA onlus è riuscita a dare una soluzione adeguata.
I comuni hanno aderito alle iniziative dell’ANTA onlus. Grazie alla disponibilità del Sindaco di Montegranaro Giovanni Basso e alla sua Amministrazione, che hanno concesso il terreno necessario, si è potuto dare avvio alla realizzazione del VILLAGGIO DEL CANE, nome voluto dallo stesso Sindaco.
Questo è solo un piccolo passo per risolvere il problema randagismo, serve sensibilizzare, sterilizzare e continuare con l’anagrafe canina.
Bruno Mei Tomasi

Risposta e commenti dell’Associazione Pluto Progetto Fauna onlus
ex gestore canile Pluto House

il Sig. Bruno Mei Tomasi, presidente dell’ANTA onlus nazionale con sede a Cagliari come sempre i dimentica di riportare situazioni veritiere. E’ pur vero che vi è stata una segnalazione alla Sua spett.le Organizzazione, ci risulta anche nome e cognome della persona che, in buona fede, si era rivolta alla sua persona per cercare di smuovere una situazione stagnante da anni e cioè la non volontà dei Sindaci del comprensorio di attuare quanto di loro competenza: il nuovo rifugio. Purtroppo la buona fede di una volontaria è servita solo come appiglio ad altri elementi, pseudo volontari a tempo perso dell’associazione Pluto , a far sì che una semplice richiesta di collaborazione fosse trasformata in una denuncia di maltrattamento. Questi stessi elementi, sempre presenti durante il primo anno della gestione ANTA, hanno deciso tutto ad un tratto di non considerarsi più elencati nelle file dell’associazione cagliaritana tanto da non aver più messo piede nella struttura: le deduzioni di siffatto comportamento lo lasciamo a chi legge.
Meraviglia esprimiamo nello scorrere il messaggio che il Tomasi lancia al pubblico: , quella struttura risultava la peggiore mai vista prima, gestita da Pluto Progetto Fauna.
Giusto, la struttura di Pluto House non aveva i requisiti per accogliere animali, né tanto meno per accogliere quel numero esagerato di cani. Si sta forse dimenticando il Tomasi che i cani lasciati per strada, non esistendo nel territorio altro rifugio in grado di sopperire all’esistenza di altri canili, avrebbero costituito un pericolo costante per la popolazione, per l’ambiente e per gli animali stessi?
Si sta forse dimenticando il Tomasi che non è giusto classificare la struttura pubblica gestita da un’associazione come lager dimenticandosi di far rientrare nell’elenco anche quella struttura gestita dall’Associazione ANTA di Alba Adriatica? Una struttura carente di ogni requisito idoneo ma pronta a far galleggiare i cani ospitati e per la quale il presidente dell’ANTA onlus Nazionale non ha fatto alcun ricorso a Nirda e simili per far scattare controlli e sequestri accontentandosi di far generare solo la libertà di chiedere aiuti ad un’associazione tedesca per il sostentamento di cani immersi nel fango non ritenendo tale situazione oggetto di maltrattamento
Ritorniamo per un attimo alla richiesta di aiuto all’ANTA della volontaria dell’associazione Pluto e soffermiamoci sulla seguente documentazione :

1. Sindaci avvertiti dalla ASL 11 della possibilità di acquisizione della struttura e del terreno sul quale sorgeva il rifugio per edificazione di canile intercomunale: nessuna risposta ricevuta.







Pubblica autorizzazione a mezzo stampa dei Sindaci di 22 Comuni che il canile Pluto House poteva rimanere attivo per 5 anni (scadenza anno 2010) e che l’associazione poteva continuare la propria opera.
Ricordiamo, per buona memoria, che nell’anno 2005 il rifugio aveva ricevuto visita del NAS e del NOE di Ancona che nulla avevano rilevato come maltrattamento animale: cani in buona salute, muniti di regolare sigla di identificazione. Unico neo la fatiscenza di una struttura di proprietà di un ENTE pubblico, autorizzata ad esistere in attesa della costruzione di un nuovo rifugio a norma.







Impegno del Comune di Sant’Elpidio a Mare, comune capofila, a sottoscrivere con gli altri Comuni l’accordo per la realizzazione della nuova struttura finanziata da terza persona.
Il tutto a datare 9 marzo 2007, tre giorni prima del blitz. Qualsiasi personaggio legate all’associazionismo animale e qualsiasi corpo delegato al controllo del benessere animale, di fronte a siffatta documentazione, non avrebbe potuto far altro che beatificarsi della prospettiva imminente della realizzazione del nuovo rifugio o quanto meno avrebbe rivolto la propria attenzione a quanti, amministratori Comunali, avevavo autorizzato l’esistenza in quel luogo di un rifugio di animali, visitato negli anni da personale dipendente dei Comuni e dell’azienda sanitaria. Nulla di tutto questo: scopo assoluto era il sequestro di quel rifugio e dei 545 ospiti a quattrozampe dei quali per adesso non forniremo notizia.



Ritornando al discorso dell’inaugurazione del rifugio di Montegranaro ci auguriamo che lo stesso diventi nel tempo quel paradiso “innovativo e foriero” così tanto decantato in passato ………

altrimenti, restando come lo è allo stato attuale, potrebbe solo avere una spiegazione: animali in gabbia con la certezza che, nonostante la tanto decantata opera di socializzazione tra animali già sofferenti di abbandoni e maltrattamenti che sta avvenendo a livello nazionale , chiunque sarà rinchiuso in uno di quei box avrà la possibilità di guardare solo il pezzetto di mondo dall’apertura frontale e di non avere opportunità alcuna di approccio nemmeno con il proprio vicino.

Un ultimo appunto: noi abbiamo lasciato in quel rifugio ben 545 animali, non siamo certi quanti ne siano presenti al momento pur augurandoci che la riduzione numerica possa dipendere da felici adozioni. Sta di fatto che il nuovo rifugio ha ottenuto autorizzazione per 300 posti (cani), sta di fatto che secondo la legge regionale ogni nuovo rifugio può accogliere animali nel rapporto da 5 a 1000 (5 animali ogni 1000 abitanti) e a conti fatti, secondo il totale dei residenti nei 4 Comuni che avrebbero (????) stipulato convenzione con l’associazione ANTA per alloggiare i propri randagi nella nuova struttura, su un totale di circa 61.000 abitanti, la struttura potrebbe ospitare massimo 305 animali. Sta di fatto che, secondo la Nuova Normativa Nazionale le nuove strutture possono essere autorizzate solo nella capienza di un massimo di 200 cani- ordinanza Ministeriale sui canili del 16 luglio 2009 – lettera e) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non deve avere una capacita' superiore o superare le duecento unita' di animali; sta di fatto che l’associazione Pluto Progetto Fauna è stata incriminata per aver accolto un sovrannumero di animali, sta di fatto che la nuova struttura di Montegranaro non solo sta partendo in sovrannumero di presenze ma non sarà in grado di garantire nemmeno il ricovero di tutti quegli animali che vagano come randagi nel territorio dei quattro Comuni interessati.

Ed anche questo lo lasciamo al giudizio di chi legge.