Pluto Progetto Fauna onlus

Pluto Progetto Fauna onlus, costituita nel 1991, è una onlus che si occupa di tutelare gli animali abbandonati e prevenire il randagismo. Responsabile della gestione del Rifugio Pluto House sino al marzo 2007, oltre ad aver provveduto all'intervento, cura, mantenimento e affidamento di oltre 6500 animali abbandonati, si occupa da sempre della promozione delle adozioni, della prevenzione degli abbandoni, dell'incentivazione delle sterilizzazioni, della salvaguardia delle colonie feline. Opera anche a livello preventivo, attuando campagne di sensibilizzazione e informazione nelle scuole di ogni ordine e grado e organizzando eventi formativi per i cittadini. PER INFORMAZIONI 347.8439127 plutohouse@hotmail.it
Visualizzazione post con etichetta foche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta foche. Mostra tutti i post

lunedì 30 marzo 2009

la mattanza delle foche canadesi

IL SECOLO XIX 28 MARZO 2009

Il Canada dà il via alla mattanza dei cuccioli di foca
Saranno abbattuti 280 mila esemplari
Protesta degli ambientalisti. E a contifatti si scopre che la caccia costa più soldi di quanto effettivamente renda

Alessandro Arado

E' ripartita lunedì scorso in Canada, come succede ogni anno, la mattanza delle foche. Prima tappa di un percorso di morte che alla fine della stagione porterà all'abbattimento di 280 mila
esemplari (5 mila in più del 2008, 10 mila in più rispetto al 2007) nel Golfo di San Lorenzo. Poi proseguirà per la costa settentrionale sull'isola di Terranova e il Labrador.
Il portavoce del dipartimento di pesca canadese, Phil Jenkins, ha detto che una ventina di
imbarcazioni si sono già avventurate tra i ghiacci mentre via terra si sono messe in cammino squadre di caccia specializzate.
La quota stabilita dalle autorità governative rappresenta, secondo studi effettuati, una "perdita sostenibile" per la popolazione di questi mammiferi per quanto riguarda il territorio del Canada.
Negli ultimi quattro anni sono stati uccisi oltre un milione di cuccioli di foche groenlandesi. Il governo canadese non vuole saperne di fermare la caccia né di dare informazioni e risposte alle numerose domande indignate sollevate dal mondo intero.
Negli ultimi anni, per tentare di placare le furiose polemiche che ogni anno divampano in gran parte del mondo e rendere la controversa strage "più umana", il governo ha definito nuove norme: ai cacciatori è richiesto di tagliare le arterie sotto ciascuna pinna delle foche, per assicurarsi che siano morte prima che vengano scuoiate! Nessun riferimento agli strumenti di morte utilizzati, vale a dire mazze e bastoni chiodati, con cui i cacciatori colpiscono sulla testa gli inermi animali.
Nonostante le proteste, il governo canadese non demorde, anzi contrattacca, e difende la sua
scelta. Secondo un rapporto del 2002 del Canadian Veterinary Journal, la «il 98 per cento delle foche vengono uccise in modo accettabile e umano». Il Dipartimento Federale della Pesca e degli Oceani cita questo studio come prova contro le accuse di crudeltà diffusa.
Numerosi sono i gruppi ambientalisti (molti canadesi) che si oppongono a questa visione, sostenendo che la caccia al più numeroso gruppo di mammiferi marini del mondo è crudele, difficile da monitorare, devastante per la popolazione delle foche ed è antieconomica. «I mercati per questi prodotti stanno sparendo - spiega Sheryl Fink dell'Ifaw (Fondo
internazionale per il benessere degli animali) - e il prezzo delle pelli è drasticamente diminuito. Nel 2006 il loro valore era di 102 dollari, nel 2007 si era scesi a 50, nel 2008 a 30. Quest'anno, anche se non si tratta di cifre ufficiali, non dovrebbero superare i 20-25 dollari. Se così fosse, per un cacciatore non sarebbe economicamente opportuno prendere il mare».
Inoltre sarebbero migliaia le pelli invendute nei magazzini di molte compagnie a causa del contrazione del mercato.
Questi sono in parte i primi effetti delle posizioni che sempre più nazioni stanno prendendo nei confronti della caccia alla foche, in testa a tutti l'Unione Europea, che ha deciso di appoggiare
un documento che mette al bando i prodotti di foca e i suoi derivati.
Nel divieto sono inclusi carne, olio, grasso, organi, pelli non conciate e pellicce, articoli come stivali, borse, guanti, cappelli, come pure i prodotti parafarmaceutici venduti come Omega 3 acido grasso e acido aggiunto.
Rebecca Aldworth della Humane Society International of Canada spiega come la caccia sia sconveniente da un punto di vista economico anche per i soldi che ogni anno Ottawa spende a causa della mattanza. «Oggi il governo canadese paga per prestiti all'industria, per il marketing dei prodotti di foca, per mandare in Europa e nel mondo delegazioni che difendano la caccia. Ma paga anche perché i rompighiaccio della guardia costiera liberino la strada ai pescatori e
ovviamente per le operazioni di soccorso delle barche che rimangono imprigionate nel ghiaccio. Tutto questo costa alcuni milioni di dollari ogni anno ai contribuenti canadesi, più di quanto, dal mio punto di vista, la caccia faccia guadagnare». La conferma arriva indirettamente
dal ministro per la Pesca Gail Shea: «Cinque milioni e 600 mila dollari rappresentano solo una piccola parte delle entrate per il Canada».
Viene da chiedersi allora perché la caccia alle foche vada avanti in Canada, quando anche la Russia pensa di mettere fine a questa pratica come ha annunciato recentemente il presidente Putin.


venerdì 20 marzo 2009

CONTRO IL MASSACRO DELLE FOCHE IN CANADA

Da Ingrid E. Newkirk, Presidente della PETA

"Tra poche settimane,le banchise di Ghiaccio del Canada saranno lo scenario di una
carneficina.Centinaia di migliaia di cuccioli di foca saranno colpiti sulla testa con mazze primitive,saranno impalate con ganci di metallo e avranno la pelle strappata dai loro corpi.Più di 205,000 foche si stima sono state barbaricamente uccise in questo modo solo nel 2008 .
Almeno quante ci si aspetta saranno massacrate quest'anno.
Ma possiamo, e dobbiamo,fare più che portare semplicemente la testimonianza di questa crudeltà terribile e della deliberata bramosia e vanità che motiva la domanda di pelliccia -di tutte le pellicce.

Proprio ieri, l'unione Europea ha mosso un passo più vicino ad un divieto completo
del commercio di pelli derivanti da foche massacrate in Canada.E a supporto di questo,proteste contro il Governo Canadese,molte organizzate da PETA,stanno ora andando avanti in tutto il globo.

Per controbattere questa offesa,il governo Canadese ha introdotto patetiche misure nuove per fa apparire il grottesco massacro di quest'anno più umano.E' stato vietato l'uso di hakapiks- mazze con ganci di metallo alle estremità - su cuccioli che hanno almeno un anno.E ora i
cacciatori di foche devono teoricamente aspettare 60 secondi prima di scoiare le foche al fine di "assicurarsi" che sono morte.
Ma quasi tutti gli animali uccisi nel massacro delle foche di quest'anno saranno di poco più di qualche mese d'età - giovani abbastanza per essere prese a mazzate a morte con gli stessi hakapiks che il Canada proclama essere troppo barbarici per essere usati su foche più grandi.Non c'è proprio niente di umano,comunque ,nell' impalare migliaia di cuccioli di foca
con ganci e lasciarli soffocare nel loro stesso sangue prima di essere scoiate.
Ecco perchè stiamo lanciando ora una nuova campagna per fermare il massacro di foche sancito dal governo - una campagna che ha come bersaglio le Olimpiadi Invernali del 2020 a Vancouver. Ai Giochi manca un anno lontano,ma è ora tempo di agire.

petizioni per le foche Canadesi.

http://getactive.peta.org/campaign/seal_hunt_09
Petizione: "Aiutate a porre fine al massacro annuale di foche"

da IFAW (Fondo Internazionale per il Benessere Animale):
http://www.stopthesealhunt.com/c.ihKPIWPCIqE/b.2580449/k.DF8D/Stop_the_Seal_Hunt_Take_Action_to_End_the_Seal_Hunt/siteapps/advocacy/ActionItem.aspx?msource=DR090301003
Si legge nella pagina:
"Fine della caccia alle foche: Sia approvi la proposta di legge sulle foche di Harb!
Per la prima volta nella storia,un politico canadese sta proponendo una legge che metta fine alla sofferenza dei cuccioli di foca.Il senatore Harb si è consultato con IFAW su questa legislazione critica e ora ci ha chiesto di inondare le ambasciate Canadesi con messaggi di supporto.